1.126.005 volte GRAZIE!!!

1.126.005 (cliccare sul numero per andare al sito)
Tante sono state le firme raccolte online, e non ci sono conteggiate ancora tutte le firme raccolte su carta.

stop vivisectionUna gran bella vittoria, a cui l’Italia ha contribuito con ben oltre 570.000 firme, cioè più della metà del milione previsto come obiettivo. Evidentemente quando vogliamo, sappiamo sentirci uniti nella perorazione delle grandi cause.
Ora speriamo che tutto questo porti a qualcosa di buono. Il mondo è in continuo progresso, e la vivisezione è in antitesi con ogni forma di progresso che si vuole mascherare con l’alibi della “ricerca”. L’abolizione della vivisezione è il vero progresso, ed è a questo che bisogna mirare.Speriamo che, con questo traguardo plebiscitario, si riesca finalmente a cancellare questa pratica del tutto inutile e crudele.
Grazie a tutti coloro che hanno firmato e fatto firmare!

La cerva Aurora è stata operata!

Ebbene sì, ho appreso ieri la notizia leggendola sul sito dell’Ospedale Veterinario San Michele. Il post dedicato alla triste storia di questa graziosa cerva ha avuto il lieto fine: è stato aggiornato con la notizia del suo intervento e le foto in cui la si può vedere con le sue protesi nuove di zecca, mentre scorazza libera all’interno della riserva faunistica in cui è ospitata, accompagnata dall’onnipresente cervo Filippo, suo grande compagno di giochi.
Sono troppo felice per quest’epilogo!
Purtroppo, Aurora non è che un singolo esemplare di animale selvatico che rimane vittima di un habitat in costante mutamento, reso sempre più a misura d’uomo, incurante della natura che viene distrutta senza pietà. Lei ha potuto salvarsi, molti altri non ce la fanno. Lei è il loro riscatto. Il suo salvataggio, gli interventi che ha subito e che subirà, le protesi che le hanno innestato sono simbolo di quel desiderio di tutela della natura e del mondo selvatico che si contrappone allo scempio di cemento, asfalto e inquinamento che si continua a perpetrare in nome del “progresso”, in una tenzone sempre più aspra e accanita.
Chi vincerà, l’avidità o il buonsenso? l’indifferenza o la consapevolezza? Io tifo per i secondi.
Ringrazio di cuore il Dr. Zeira e tutto lo staff dell’Ospedale Veterinario San Michele che hanno curato Aurora, i volontari del Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica – Monte Adone che hanno soccorso Aurora e l’hanno affidata alle cure del Dr. Zeira, e tutti quelli che hanno contribuito in qualche modo a concretizzare questo sogno, con offerte di denaro o divulgando l’appello.
Precedenti riferimenti alla storia della cerva Aurora su questo blog li potete trovare qui e qui.

Olive update!

Miao a tutti gli a-mici che ci leggono!
Volevo aggiornarvi sullo stato dell’adozione di Olive. Dunque, l’adozione in realtà non c’è stata. Nonostante gli appelli sparsi ovunque, e per cui voglio ringraziare anche molti di voi che hanno messo a disposizione spazio sui loro blog, siti, pagine Facebook e quant’altro, nessuna di queste iniziative è andata a buon fine.
Rassegnata alla prospettiva di doverla tenere io, in realtà la situazione ha subito una brusca svolta, e non necessariamente in peggio.
Olive era stata chiaramente emarginata dai miei 3 furfanti, che sono rimasti fermi e coerenti nel loro rifiuto di accoglierla sul “loro” territorio. Inutile dire che la micia viveva questa condizione con estremo disagio, autosegregandosi in uno spazio molto ristretto della casa che comprendeva cucina e bagno, temendo i miei gatti e facendo la pipì sui tappetini e le tovagliette che stanno sotto le ciotole delle pappe.
Dopo averci pensato e ripensato a lungo, ho capito che lei era infelice, perché dopo essere nata e aver vissuto da gatta libera per circa un anno e mezzo della sua vita, ora era costretta in una prigione che, seppur dorata, sempre prigione è. I miei erano infelici perché non vedevano di buon occhio l’arrivo dell’intrusa e continuavano a ringhiarle e soffiarle ogni volta che se la trovavano di fronte. Io ero infelice perché assistevo inerme a questo stato di tensione intanto che ripulivo le pipì di Olive.
Insomma, a farla breve, la sera del 25 aprile l’ho riportata giù, nell’area del parcheggio condominiale dove aveva vissuto e dato alla luce i suoi cuccioli prima della sterilizzazione, e dove ha ritrovato un mondo che le era familiare, la cuccia-casetta che noi del palazzo avevamo sistemato in prossimità del mio box auto e il suo amico di sempre Batman. All’inizio è rimasta un po’ disorientata ed è corsa a nascondersi sotto un’auto, ma quando ha capito che vicino alla casetta c’è l’angolo pappa che provvedo personalmente a rifornire ogni giorno, e che può vivere e circolare liberamente in un’area che, a conti fatti, non presenta tantissimi pericoli, è tornata ad essere una gatta felice!
Ora che le giornate sono calde e fa buio tardi, lei se ne va a zonzo, spesso quando scendo la mattina per andare al lavoro, lei è già sparita, e quando torno la sera può darsi che non sia ancora tornata, ma se ha fame, potete giurarci che sta là ad aspettarmi, e se vedeste con che prepotenza reclama la sua pappa! 😉
Batman in questo periodo la lascia spesso da sola perché lui è un maschio giovane che continua ad avere degli “appetiti” che lei non ha più voglia di soddisfare. Quindi lui sparisce per interi periodi, poi magari si fa rivedere quando ha fame (di cibo), per poi sparire di nuovo. E comunque, vederli mangiare dallo stesso piatto mi dà una grande gioia, è una scena che mai e poi mai avrei potuto vedere a casa mia, dove dovevo tenere la ciotole di Olive ben lontane da quelle dei “mostri”.
A casa la situazione è tornata alla normalità: ora che i miei hanno potuto abbassare la guardia, sono tornati alla vita che facevano prima: grandi magnate, grandi dormite, grandi litigate.
Vi metto qualche foto di Olive e Batman a “cena” insieme: notate che, mentre lei tiene il muso affondato nel piatto e non lo alza finché non s’è abboffata come una porcella, lui è molto più guardingo e mi fissa perché è molto diffidente. Non si lascia avvicinare neanche per farsi accarezzare. Lui è sempre stato così, e lo è diventato ancora di più da quando mi vide catturare Olive per farla sterilizzare. Ma bon! io non voglio toccarlo, e men che meno catturarlo. Mi basta vederlo mentre mangia, e ogni volta che torna dopo un periodo più o meno lungo di sparizione, tiro un sospiro di sollievo perché vedo che è ancora vivo!

Olive e Batman a cena

Olive e Batman a cena

Olive e Batman a cena

Olive e Batman a cena

Olive e Batman a cena

La pastiera napoletana

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In ogni zona della Campania esiste una variante e, a sentire ogni brava massaia, la sua è, con certezza, la ricetta originale e sicuramente la più gustosa!

"Ue’ Marì, ma tu che dice? assagg’ cà, si scioglie ‘mocche"
(Maria, cosa dici? assaggia, si scioglie in bocca)
"eeehhhh Carmè, c’amma fa’ i puluntun’? cu ‘sta cremm’ è sciapìte,"
(Carmela, vogliamo fare i polentoni? la crema la rende insipida.)
"Marì,  tu nun capisc’ nient’… sì cafò!"
 (Maria, tu non capisci niente… sei cafona!)

E via discorrendo, fin quando l’amica non fa dono della propria pastiera, e si salutano con tanti baci. E puntualmente la donna, appena giunta a casa, con fare scocciato, spiaccica tegame (u ruot’) e pastiera nella pattumiera, concludendo con la solita frase:

"Tié… magnatell’ tu ‘sta schifezza!"
(Mangiatela tu questa schifezza.!)

Ci sono dei canoni che più o meno tutte seguono, proprio per non essere flagellate.
La pastiera va cotta nel suo tegame in alluminio, che non deve essere mai più alto o più basso di 5 cm, e nel servirla deve rimanervi, non va mai spolverizzata con lo zucchero a velo e le strisce devono essere lisce. I canditi sono essenziali, anche se sei allergico e rischi lo shock anafilattico. Si dice sempre che va usata la ricotta di pecora, anche se nessuno la usa mai, però fa trendy. Quando si serve la frase d’obbligo è "così la faceva la nonna della mia trisavola… eehhh, bei ricordi!", anche se tua nonna mischiava un paio di uova con un po’ di grano e un chilo di canditi, che sputavi dappertutto e ti arrivavano dei ceffoni da Rocky Balboa.

DSCN3355Ricetta per la pastiera napoletana, variante alla crema pasticcera  (per una pastiera da 23 cm.)

Crema di ricotta

  • 350 g. di ricotta ben asciutta
  • 3 tuorli
  • 2 albumi montati a neve
  • 200 g. di zucchero fino (ideale è lo Zefiro) (la ricetta dice 250, io ho tagliato, come sempre)
  • 1 fiala di acqua di fiori d’arancio (c’è chi usa quella di millefiori, a me piace di più quella d’arancio)
  • 1 bustina di vanillina (io non ce l’ho messa)

Setacciare la ricotta in una terrina (se ne avete voglia, io non l’ho fatto, l’ho solo battuto un po’ con la frusta prima di aggiungere gli altri ingredienti) e mescolate bene con lo zucchero, i tuorli, gli albumi montati a neve e gli aromi.

Crema di grano

  • 200 g. di grano cotto
  • 250 g. di latte
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 1 noce di burro
  • scorza di mezzo limone

In una pentola mettete a bollire gli ingredienti, mescolando finché non s’addensa il tutto a formare una crema. Occhio che rischia d’attaccare! O usate una pentola con doppio o triplo fondo, o mescolate continuamente con una frusta, però sappiate che ci mette un po’ ad addensarsi.

Crema pasticcera

  • 150 g. di latte
  • 1 uovo
  • 30 g. di zucchero
  • 20 g. di farina

Mettete a scaldare il latte e intanto sbattete l’uovo con lo zucchero e aggiungete poi la farina. Diluite col latte caldo versato a filo e sempre sbattendo con la frusta, rimettete poi sul fuoco e mescolate finché non s’addensa.
Una volta che la crema di grano e la crema pasticcera sono tiepide, mescolatele alla crema di ricotta e aggiungete il cedro e l’arancia candita a pezzettini. Per questi non vengono date dosi, perciò fate a gusto. Io ho preso i vasetti della Paneangeli in cui sono già a pezzettini e ci ho messo metà dell’uno e metà dell’altro.
A questo punto, coprite la crema ottenuta con la pellicola e mettetela in frigo a riposare per una notte.

Non vi sentirete stanche, anzi sarete euforiche e veloci come la pantegana di Ratatouille, perché consapevoli di stare a creare un capolavoro culinario… "invece ‘a zia Carmela, non sente stanchezza, perché deve dimostrare  che la sua è la più buona, e dinanzi a tanta bontà anche Maria dovrà ammetterlo…  adda schiattà chella fetenta, adda murì d’invidia, aahhh tiè!”
DSCN3350

Procedimento per preparare la pasta e rivestire il tegame

“u ruot’ che ‘a zì Carmel’ sta ancora cercando, ignara che sia finito nella pattumiera, e impreca: ‘a maronna adda fa schiattà, u ruot’ s’ha tunuto chella fetenta!" (eh sì, perché u ruot’ è sacro e va sempre restituito, anche se costa 50 centesimi).

Il giorno dopo preparate la frolla con

  • 250 g. di farina
  • 2 uova
  • 100 g. di zucchero
  • 100 g. di strutto
  • scorza di limone grattugiata

Lavorate velocemente gli ingredienti tutti insieme (può darsi che sia necessario aggiungere un po’ di farina, io l’ho dovuto fare), formate una palla, avvolgetela nella pellicola e mettete a riposare in frigo per una mezz’oretta. Nel frattempo, ungete per benino "o ruot’" con lo strutto. Anche se non si dovrebbe fare, io metto sul fondo un disco di carta forno, tanto per pararmi le ciapét da spiacevoli sorprese.
Stendete la pasta sottilissima, circa 3 mm. di spessore, e adagiatela nel "ruoto", tagliando per benino tutta la pasta che straborda intorno. Riempite con la farcia preparata il giorno prima. Con la pasta ritagliata formate le strisce che disporrete sopra a formare una scacchiera e spennellate (tutto, strisce di pasta e ripieno) con un uovo sbattuto. Infornare a 200° per un’oretta, abbassando a 180° se dovesse cominciare a colorire troppo presto. E comunque, tenere in forno finché non è tutto bello dorato in superficie. Far raffreddare nel forno spento semiaperto e consumare il giorno dopo.

E’ così che da secoli, in ogni quartiere della mia provincia, è Pasqua, fra casatielli e pastiere e pizze chiene.

DSCN3349Ringrazio la mia amica Fiammateresa, sia per il delizioso spaccato di “vita popolare” che per questa meravigliosa ricetta. Per citare un’opinione che lei stessa espresse una volta, “questa versione con la crema pasticcera è più succosa…” Sono totalmente d’accordo con lei!https://i0.wp.com/minpepp.altervista.org/_altervista_ht/immagini/foto_varie/improntaviola.gif

18-02-09

My City of Ruins – Quando il rock si fonde col gospel

Solo una parola:

BRIVIDI!

 

 

My City Of Ruins
There is a blood red circle
On the cold dark ground
And the rain is falling down
The church door’s thrown open
I can hear the organ’s song
But the congregation’s gone
My city of ruins
My city of ruins

Now the sweet bells of mercy
Drift through the evening trees
Young men on the corner
Like scattered leaves,
The boarded up windows,
The empty streets
While my brother’s down on his knees
My city of ruins
My city of ruins

Come on, rise up! Come on, rise up!
Come on, rise up! Come on, rise up!
Come on, rise up! Come on, rise up!

Now’s there’s tears on the pillow
Darlin’ where we slept
And you took my heart when you left
Without your sweet kiss
My soul is lost, my friend
Tell me how do I begin again?
My city’s in ruins
My city’s in ruins

Now with these hands,
With these hands,
With these hands,
I pray Lord
With these hands,
With these hands,
I pray for the strength, Lord
With these hands,
With these hands,
I pray for the faith, Lord
We pray for your love, Lord
We pray for the lost, Lord
We pray for this world, Lord
We pray for the strength, Lord
We pray for the strength, Lord

Come on
Come on
Come on, rise up
Come on, rise up
Come on, rise up
Come on, rise up
Come on, rise up
Come on, rise up
Come on, rise up
Come on, rise up
Come on, rise up

Bruce, grazie per l’emozione!redpaw

05-02-09

Grande Brigitte!

Da La Stampa.it del 7-10-08:

Brigitte Bardot contro Sarah Palin: "E’ una catastrofe ecologica"

L’attrice, ambientalista militante attacca la candidata repubblicana: "Pittbull con il rossetto? Non offenda, nessun cane è pericoloso come lei"

CARLA RESCHIA

bardotPer un’ambientalista senza compromessi come lei, che è riuscita a litigare con tutti, dai musulmani ai pellicciai, per difendere i suoi amici animali, dev’essere stato difficile non tanto decidersi a parlare quanto tacere fino a oggi. Ma infine Brigitte Bardot, il sex simbol francese che il mondo intero associa ai perduti Anni Sessanta e alla loro indimenticabile levità, ora votata a una terza età senza compromessi chirurgici e a una militanza severa, ha rotto gli indugi e ha scritto mediaticamente alla rivelazione della politica statunitense, Sarah Palin, una lettera aperta immediatamente rilanciata dalle agenzie francesi.

Che cosa potesse pensare una vegetariana di stretta osservanza di una cacciatrice d’alci confessa e irredenta non è difficile supporlo, e BB non è una promessa mancata della diplomazia. Se la governatrice dell’Alaska diventasse vice presidente degli Stati Uniti sarebbe, scrive senza mezzi termini, una «disgrazia per le donne» in tutto il mondo. Pertanto, le augura: «Spero che lei perda queste elezioni perché sarebbe una vittoria per il mondo».
Naturalmente non le sole alci hanno suscitato in Brigitte quel suo inimitabile broncio. «Negando le responsabilità dell’uomo nel surriscaldamento climatico – scrive – militando a favore del porto d’armi e al diritto di uccidere a tutto spiano, con tutte queste dichiarazioni frutto di una stupidità sconcertante, lei, signora, umilia il genere femminile e rappresenta una terribile minaccia, una vera catastrofe ecologica.

Nel mirino, ovviamente, lo sbandierato sostegno alle trivellazioni petrolifere in Alaska e il rifiuto di tutelare gli orsi polari, a grave rischio di estinzione per lo scioglimento dei ghiacci artici. «Questo», spiega, «mostra la sua totale mancanza di senso di responsabilità, la sua incapacità di proteggere o semplicemente rispettare la vita animale». Infine, la stoccata più tagliente, quella che solo una donna avrebbe saputo escogitare, altro che Obama e la sua discussa frase sui maiali con il rossetto. «Li conosco bene – scrive l’attrice – e le posso assicurare che lei non è un pitbull: nessun cane, nessun animale è pericoloso come lei».
Firmato e sottoscritto dalla donna che, buttando alle spalle ogni frivolezza, nel 1986 ha costituito la Fondazione Brigitte Bardot per il Benessere e la Protezione degli Animali, finanziandola con tre milioni di franchi raccolti vendendo all’asta gioielli e oggetti personali.purplepaw

04-09-08

Miciosissimo orologio-datario

Per chi non se ne fosse accorto, noi abbiamo l’orologio-datario personalizzato con le nostre foto

L’ha fatto per noi Mammamatta, che però preferisce essere chiamata Mammagatta. Qui c’è anche il suo sito di grafica. Andate a darci un’occhiata che ci sono tante cose veramente carine!

Grazie mammina… te l’abbiamo detto in privato, ma te lo ripetiamo pure qui: è bellissimo e tu sei tanto bravissima assai!!!yellowpaw

04-08-08

Il sogno della nostra bipede

La nostra bipede sogna di potersi trasferire, insieme a noi ovviamente, in una località così

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dove l’amore e il rispetto per gli animali, nonché l’educazione civica dei suoi abitanti siano tali da poter trovare lungo le strade delle cose così

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e potercene stare tranquilli in una bella casetta dove noi avremmo il nostro uscio e la nostra passerella per poter uscire liberamente a fare le nostre passeggiate e tornare quando siamo stanchi e abbiamo fame, così

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Certo che io, con un uscio e una passerella così, in un luogo tanto bello e tranquillo, mi divertirei come un matto… un gatto… un gatto matto!

Mamy, quando le prepari le valige e… i trasportini???

Grazie ad Antonella e Rolando per le foto bluepaw

30-07-08

Amici e amicizia

Siamo stati un sacco di giorni senza connessione adsl. Chissà perché queste cose accadono sempre a ridosso dei periodi festivi? Pensavamo di rimanere tagliati fuori dal web fino a metà della prossima settimana, e invece stamattina, del tutto a sorpresa, ci chiama il tecnico per ripristinare il servizio… di domenica! Forse forse anche i gestori telefonici cominciano ad avere una coscienza???

Comunque, per festeggiare il nostro ritorno nella blogosfera, vi posto questo simpatico video che la dice lunga sugli amici e l’amicizia

Il nostro ringraziamento va all’a-micio RipperONE che ci ha fatto trovare questa bella sorpresa nella posta elettronica!purplepaw

07-07-08