La pastiera napoletana

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In ogni zona della Campania esiste una variante e, a sentire ogni brava massaia, la sua è, con certezza, la ricetta originale e sicuramente la più gustosa!

"Ue’ Marì, ma tu che dice? assagg’ cà, si scioglie ‘mocche"
(Maria, cosa dici? assaggia, si scioglie in bocca)
"eeehhhh Carmè, c’amma fa’ i puluntun’? cu ‘sta cremm’ è sciapìte,"
(Carmela, vogliamo fare i polentoni? la crema la rende insipida.)
"Marì,  tu nun capisc’ nient’… sì cafò!"
 (Maria, tu non capisci niente… sei cafona!)

E via discorrendo, fin quando l’amica non fa dono della propria pastiera, e si salutano con tanti baci. E puntualmente la donna, appena giunta a casa, con fare scocciato, spiaccica tegame (u ruot’) e pastiera nella pattumiera, concludendo con la solita frase:

"Tié… magnatell’ tu ‘sta schifezza!"
(Mangiatela tu questa schifezza.!)

Ci sono dei canoni che più o meno tutte seguono, proprio per non essere flagellate.
La pastiera va cotta nel suo tegame in alluminio, che non deve essere mai più alto o più basso di 5 cm, e nel servirla deve rimanervi, non va mai spolverizzata con lo zucchero a velo e le strisce devono essere lisce. I canditi sono essenziali, anche se sei allergico e rischi lo shock anafilattico. Si dice sempre che va usata la ricotta di pecora, anche se nessuno la usa mai, però fa trendy. Quando si serve la frase d’obbligo è "così la faceva la nonna della mia trisavola… eehhh, bei ricordi!", anche se tua nonna mischiava un paio di uova con un po’ di grano e un chilo di canditi, che sputavi dappertutto e ti arrivavano dei ceffoni da Rocky Balboa.

DSCN3355Ricetta per la pastiera napoletana, variante alla crema pasticcera  (per una pastiera da 23 cm.)

Crema di ricotta

  • 350 g. di ricotta ben asciutta
  • 3 tuorli
  • 2 albumi montati a neve
  • 200 g. di zucchero fino (ideale è lo Zefiro) (la ricetta dice 250, io ho tagliato, come sempre)
  • 1 fiala di acqua di fiori d’arancio (c’è chi usa quella di millefiori, a me piace di più quella d’arancio)
  • 1 bustina di vanillina (io non ce l’ho messa)

Setacciare la ricotta in una terrina (se ne avete voglia, io non l’ho fatto, l’ho solo battuto un po’ con la frusta prima di aggiungere gli altri ingredienti) e mescolate bene con lo zucchero, i tuorli, gli albumi montati a neve e gli aromi.

Crema di grano

  • 200 g. di grano cotto
  • 250 g. di latte
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 1 noce di burro
  • scorza di mezzo limone

In una pentola mettete a bollire gli ingredienti, mescolando finché non s’addensa il tutto a formare una crema. Occhio che rischia d’attaccare! O usate una pentola con doppio o triplo fondo, o mescolate continuamente con una frusta, però sappiate che ci mette un po’ ad addensarsi.

Crema pasticcera

  • 150 g. di latte
  • 1 uovo
  • 30 g. di zucchero
  • 20 g. di farina

Mettete a scaldare il latte e intanto sbattete l’uovo con lo zucchero e aggiungete poi la farina. Diluite col latte caldo versato a filo e sempre sbattendo con la frusta, rimettete poi sul fuoco e mescolate finché non s’addensa.
Una volta che la crema di grano e la crema pasticcera sono tiepide, mescolatele alla crema di ricotta e aggiungete il cedro e l’arancia candita a pezzettini. Per questi non vengono date dosi, perciò fate a gusto. Io ho preso i vasetti della Paneangeli in cui sono già a pezzettini e ci ho messo metà dell’uno e metà dell’altro.
A questo punto, coprite la crema ottenuta con la pellicola e mettetela in frigo a riposare per una notte.

Non vi sentirete stanche, anzi sarete euforiche e veloci come la pantegana di Ratatouille, perché consapevoli di stare a creare un capolavoro culinario… "invece ‘a zia Carmela, non sente stanchezza, perché deve dimostrare  che la sua è la più buona, e dinanzi a tanta bontà anche Maria dovrà ammetterlo…  adda schiattà chella fetenta, adda murì d’invidia, aahhh tiè!”
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Procedimento per preparare la pasta e rivestire il tegame

“u ruot’ che ‘a zì Carmel’ sta ancora cercando, ignara che sia finito nella pattumiera, e impreca: ‘a maronna adda fa schiattà, u ruot’ s’ha tunuto chella fetenta!" (eh sì, perché u ruot’ è sacro e va sempre restituito, anche se costa 50 centesimi).

Il giorno dopo preparate la frolla con

  • 250 g. di farina
  • 2 uova
  • 100 g. di zucchero
  • 100 g. di strutto
  • scorza di limone grattugiata

Lavorate velocemente gli ingredienti tutti insieme (può darsi che sia necessario aggiungere un po’ di farina, io l’ho dovuto fare), formate una palla, avvolgetela nella pellicola e mettete a riposare in frigo per una mezz’oretta. Nel frattempo, ungete per benino "o ruot’" con lo strutto. Anche se non si dovrebbe fare, io metto sul fondo un disco di carta forno, tanto per pararmi le ciapét da spiacevoli sorprese.
Stendete la pasta sottilissima, circa 3 mm. di spessore, e adagiatela nel "ruoto", tagliando per benino tutta la pasta che straborda intorno. Riempite con la farcia preparata il giorno prima. Con la pasta ritagliata formate le strisce che disporrete sopra a formare una scacchiera e spennellate (tutto, strisce di pasta e ripieno) con un uovo sbattuto. Infornare a 200° per un’oretta, abbassando a 180° se dovesse cominciare a colorire troppo presto. E comunque, tenere in forno finché non è tutto bello dorato in superficie. Far raffreddare nel forno spento semiaperto e consumare il giorno dopo.

E’ così che da secoli, in ogni quartiere della mia provincia, è Pasqua, fra casatielli e pastiere e pizze chiene.

DSCN3349Ringrazio la mia amica Fiammateresa, sia per il delizioso spaccato di “vita popolare” che per questa meravigliosa ricetta. Per citare un’opinione che lei stessa espresse una volta, “questa versione con la crema pasticcera è più succosa…” Sono totalmente d’accordo con lei!https://i0.wp.com/minpepp.altervista.org/_altervista_ht/immagini/foto_varie/improntaviola.gif

18-02-09

Bavarese alla pesca

Questa l’ha preparata l’umana per una sua collega che domenica scorsa ha fatto il compleanno. Lunedì le ha fatto una sorpresa e gliel’ha portata in ufficio. Inutile dire che la sorpresa è stata sorprendentemente gradita!

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Occorrente:

per il pan di Spagna:
5 uova
200 g. di zucchero
200 g. di farina
30 g. di burro
vanillina se di gradimento

per la crema:
1/2 kg. di pesche
1 vasetto di yogurt alla pesca
4 dl. di panna da montare (lasciarne da parte un po’ per le decorazioni)
100 g. di zucchero
2 dl. di acqua
6 fogli di colla di pesce
acqua+zucchero+maraschino (o altro liquore a piacere) per bagnare il pan di Spagna

per la coulis:
250 g. netti di polpa di pesca sbucciata
200 g. di zucchero
2 fogli di colla di pesce

per le decorazioni:
2 pesche (1 per il bordo e 1 per il top)
una parte della panna montata tenuta da parte

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Preparare il pan di Spagna un paio di giorni prima nel seguente modo (ricetta di Vichy di Cucina in Simpatia): montare le uova con lo zucchero per almeno 15 minuti, finché la massa non abbia raddoppiato/triplicato il volume, diventando bella spumosa. Aggiungere la farina mescolando delicatamente dal basso verso l’alto, il burro fuso ben stiepidito e, se la si gradisce, un po’ di vanillina. Versare in uno stampo imburrato e infarinato e cuocere in forno già caldo a 180° per 30-40 minuti (fare la prova stecchino).

Per la crema, montare la panna e tenerla da parte in frigo. Sbucciare e snocciolare le pesche e passarle al frullatore col vasetto di yogurt.  Mettere ammollo la colla di pesce e portare a ebollizione l’acqua con lo zucchero, far bollire un paio di minuti, aggiungere la colla di pesce strizzata e spegnere la fiamma. Mescolare bene, far stiepidire e aggiungere al frullato di pesche, e poi incorporare la panna (ricordatevi di conservarne un po’ per le guarnizioni!) mescolando delicatamente dal basso verso l’alto. Tenere in fresco.

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Dividere il pan di Spagna in due dischi e metterne uno sul piatto di portata, circondandolo con l’anello da dolci lasciando circa 1 cm. di spazio tutt’intorno. Bagnare con lo sciroppo di acqua-zucchero-maraschino, prendere la crema e colarla nello spazio lasciato intorno al bordo. Sbucciare una pesca, tagliarla a spicchi e disporli sempre tutto intorno al bordo, e poi finire di colare la crema. Livellare e mettere in frigo a rapprendere.

Quando la crema è in via di solidificazione, preparare la coulis sbucciando le pesche, tagliandole a pezzettini più piccoli possibile e cuocendole a fuoco dolce con lo zucchero. Intanto mettere ammollo la colla di pesce. Quando comincia a bollire, togliere dal fuoco e dare una frullata veloce col minipimer (se qualche pezzo rimane intero non è un problema!). Rimettere sul fuoco e quando ricomincia a bollire aggiungete la colla di pesce strizzata e spegnete la fiamma. Mescolate bene, fate stiepidire e versate lentamente, a cucchiaiate, sulla bavarese. Mettete di nuovo in frigo e quando sentite che la coulis comincia a solidificare, guarnite con un’altra pesca sbucciata e tagliata a spicchi. Solo in ultimo, quando la bavarese sarà completamente solidificata, togliete l’anello e guarnite con ciuffetti di panna.

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Tenere in frigo fino al momento di servire. Le pesche possono essere sostituite da qualsiasi altro tipo di frutta fresca.

La ricetta di questa bavarese è stata fornita da Giuly e in parte modificata dalla nostra bipede.yellowpaw

24-06-08

Tortina al cioccolato dal cuore bianco morbido

Dal forum Cucina in Simpatia, un’altra deliziosa ricetta che farà leccare i baffi a voi e ai vostri ospiti.

Occorrente per 6 tortine:
100 g. di cioccolato fondente
100 g. di burro
4 uova
80 g. di zucchero
50 g. di farina
12 quadretti di cioccolato bianco

Fate sciogliere il cioccolato fondente col burro (io l’ho fatto nel microonde) e mescolate bene. Lasciate stiepidire e aggiungete lo zucchero e, uno alla volta, le uova, amalgamando con cura. In ultimo, incorporate la farina. Versate l’impasto in 6 stampini usa-e-getta (usa-e-getta si fa per dire… se li lavate, li potete riutilizzare 2 e anche 3 volte, così farete un favore al vostro portafogli e produrrete meno pattume… rifiuti… monnezza insomma!) precedentemente imburrati e spolverizzati di cacao in polvere. Mettete in frigo per ALMENO mezz’ora. Portate la temperatura del forno a 180° e, prima di infornare le tortine, inserite al centro due quadretti di cioccolato bianco. Ecco come si presenteranno prima di essere infornati

Tortina al cioccolato dal cuore bianco morbido

Abbassate la temperatura del forno a 160° e lasciate cuocere per 15-20 minuti. I bordi dovranno apparire cotti, mentre il centro no. Fateli stiepidire un po’ e capovolgete sui piattini. Guarnite con zucchero a velo, cacao in polvere e un frutto rosso (a scelta fragola o rametto di ribes o qualche lampone).

Tortina al cioccolato dal cuore bianco morbido

Tortina al cioccolato dal cuore bianco morbido

Queste tortine hanno il pregio che possono essere preparate anche il giorno prima e infornate al momento di servire. Divine, semplicemente divine!!!greenpaw

08-04-08

Divina bontà!

Ieri sera c’erano ospiti a cena. Ho preparato questo dolce

semifreddo ai frutti di bosco

semifreddo ai frutti di bosco

semifreddo ai frutti di bosco

Qualcuno lo chiama tiramisù, secondo me impropriamente, e dalla ricetta capirete il perché.

Ingredienti
Per la crema:
500 ml. di yogurt bianco Mueller
500 ml. di panna da montare
125 g. di zucchero (io ho usato 100 g.)
3 fogli di colla di pesce
1 tazzina di latte caldo
Per la bagna:
un bicchiere d’acqua
3 cucchiai di zucchero semolato
sciroppo di fragolina di bosco, o frutti di bosco, o amarena… fate voi!
rum o altro liquore, io ho usato quello brasiliano che nonmiricordocomesichiama che si usa per fare la caipirinha
savoiardi o pan di spagna
Per decorare:
400-450 g. di frutti di bosco misti (freschi o surgelati, io ho usato i surgelati)
3-4 cucchiai di zucchero semolato

Prendete i frutti di bosco, metteteli in una ciotola con i 3-4 cucchiai di zucchero, coprite e conservate in frigo per almeno una nottata. Mettete la colla di pesce in acqua fredda e quando si è ammollata, fatela sciogliere nella tazzina di latte caldo. Incorporate lo zucchero allo yogurt, aggiungete il latte con la colla di pesce mescolando bene, e infine la panna, che nel frattempo avrete montato fino a farla diventare bella soda, mescolando delicatamente dal basso verso l’alto. La crema è pronta, tenetela coperta in frigo fino al momento di usarla.

Preparate la bagna mettendo a bollire l’acqua con lo zucchero. Fate raffreddare e aggiungete lo sciroppo di fragolina o quello che preferite, e il liquore. Qui non ci sono dosi precise, assaggiate man mano che aggiungete gli ingredienti e regolatevi secondo il vostro gusto.

A questo punto, prendete un recipiente bello capiente, io ho usato uno stampo da budino di silicone, rivestitelo internamente con la pellicola e cominciate a fare gli strati: il primo di crema, poi savoiardi bagnati nel mix di sciroppo e liquore, e via di seguito fino a riempimento del recipiente. Tenete in frigo per almeno una notte e al momento di servire, capovolgete su un piatto da portata estraendolo delicatamente dal recipiente. Decorate coi frutti di bosco e portate in tavola.

E’ una bontà, delicatissimo e leggero, anche se si potrebbe essere convinti del contrario… la verità è che si continuerebbe a fare il bis.

Comunque, tornando al nome, io lo chiamerei semifreddo più che tiramisù, visto che di quest’ultimo mancano sia il mascarpone che le uova, che del tiramisù sono un must. E poi il tiramisù non si sforma… comunque, vi assicuro che una banalissima questione di nomenclatura nulla toglie al gusto delizioso di questo dolce sublime.

Un sentito ringraziamento va ad Armanda che ha gentilmente messo a disposizione questa ricetta, a cui io ho cambiato solo pochi trascurabili dettagli.

Aggiornamento 31/03/08: BAVARESE!!! Cacchio, ecco come si chiama e non mi veniva in mente… bavarese! Me l’ha suggerito Giuly stamattina. Comunque, chiamatelo Pasquale, Giovanni, Francesco… chiamatelo come vi pare: è BONO!!!greenpaw

20-02-08

Muffin sofficiosi con gocce di cioccolata

Voi semplicemente NON POTETE CAPIRE cosa sono finché non li avete assaggiati…

250 g. di Philadelphia
1/4 cup di burro morbido
1 uovo
1/2 cup di panna liquida
vaniglia (se ce la volete, l’umana non ce l’ha messa)
2 cup di farina
1/2 cup di zucchero
1 bustina di lievito in polvere per dolci
1 pizzico di sale
1/3 cup di gocce di cioccolata

In un recipiente mescolate la farina col lievito e il pizzico di sale. In un altro recipente montate il burro con lo zucchero e incorporate, uno alla volta, il Philadelphia, l’uovo, la panna e le gocce di cioccolata. Amalgamate bene e poi mescolate tutto alla farina. Il composto risulterà molto sodo: va bene così, è così che dev’essere. Ripartite l’impasto in 12 stampi da muffin e cuocete per 20 minuti a 180°. Ecco cosa ne risulterà:

muffin sofficiosi con gocce di cioccolatamuffin sofficiosi con gocce di cioccolataSono divini!!! Voi semplicemente non potete capire…redpaw

12-12-07

Venga a prendere il caffé da noi…

Gradisce anche un frollino al cacao?

caffé con frollini

Cuor di frollino…

cuor di frollino

Frollini al cacao

450 g. di farina 00
50 g. di fecola
200 g. di burro o margarina
1 bustina di lievito in polvere
1 uovo
150 g. di zucchero
50 g. di cacao amaro in polvere
5-6 cucchiai di panna liquida
2-3 cucchiai di rum
100 g. di granella di mandorle o nocciole

Preparare la frolla nel solito modo. Io ho messo tutto nel robot e ho fatto lavorare lui!wink Stenderla col mattarello fino ad uno spessore di 5-7 mm. e ritagliare i biscotti con le formine. Disporli sulla leccarda coperta con un foglio di carta forno e infornare a 180° per 15 minuti circa. E, prima di divorarli, aspettate almeno che si siano raffreddati!!!slurp

I miei ringraziamenti a Giuly per la ricetta.bluepaw

Frollini alla marmellata di fragole

Questo weekend passato la nostra bipede si è scatenata in cucina, dove ha fatto di tutto e di più, sia dolce che salato. Ecco una delle leccornie in cui si è cimentata:

frollini alla marmellata di fragole

Ingredienti:
250 g. di farina
150 g. di burro
100 g. di zucchero
3 tuorli d’uovo
1 cucchiaino di lievito per dolci
100 g. di granella di nocciole
un bicchierino di rum
marmellata di fragole (o altra a piacere)

Procedimento:
setacciare il lievito alla farina e lavorare velocemente col burro, incorporando poi lo zucchero, i tuorli, la granella e il liquore. Avvolgere nella pellicola trasparente e mettere in frigo per almeno mezz’ora. Col mattarello, tirare la frolla in una sfoglia di circa 1/2 cm. di spessore e con le formine ricavare dei dischetti e disporli sulla leccarda foderata di cartaforno. Mettere su ogni dischetto un cucchiaino di marmellata (noi abbiamo usato quella di fragole, sempre fatta dall’umana la primavera scorsa). Con le formine, ricavare tante ciambelline quanti sono i dischetti e poggiarveli sopra. Con la pasta avanzata potete fare dei biscottini più piccoli (i bottoncini che vedete nella foto).
Infornare la leccarda in forno già preriscaldato a 180° e far cuocere per 15 minuti circa. Far raffreddare e servire nei pirottini… BUONISSIMI!!!

Se fate i bravi, tra qualche giorno magari vi postiamo pure la ricetta della marmellata di fragole…redpaw

07-09-06

L’invasione delle cavallette

Mmmmm… questa storia non mi piace proprio per niente: ieri sera la bipede stava apparecchiando la tavola fuori al terrazzo, e stava apparecchiando per 4, ergo, ci sarebbero stati dei rompiscatole a cena. E del resto, non poteva essere diversamente: nel weekend la bipede si è dilettata con gli esperimenti culinari, ma poi si è spaventata al pensiero di doversi mangiare tutta quella roba da sola, e allora cosa ti va a pensare? Ma è ovvio, no? di invitare un po’ di gente che l’aiutasse a far fuori quello che aveva cucinato. E a noi è toccato sorbirci un’invasione di campo, dei disturbatori che costringono me e Minnie ad andarci a nascondere perché non ci piace avere estranei per casa. E Alex? Bé lui, come sempre, ha fatto la primadonna, sempre in mezzo, sempre tra i piedi: Alex vieni qua, Alex vai di là, Alex fai la capriola… e Alex che fa questo e quello per essere l’attrazione della serata. Sì, ma tanto, può fare tutte le capriole che vuole: a lui, come a noi, non sarebbe toccato nemmeno una briciola delle cose che aveva preparato la nostra umana!

Vabbé, ci consoliamo con le ricette e le foto… meglio di niente!

Allora, di primo la bipede ha fatto una roba che ha visto su un altro blog molto… molto… ehm, come dire? SUCCULENTO slurp, il timballo di maccheroni alla siciliana:

Ingredienti per 4 persone
400 g. di mezzi ziti o altra pasta corta
4 melanzane
6 pomodori maturi
200 g. di pancetta (affumicata)
2 spicchi d’aglio
1 provola affumicata
parmigiano
basilico
vino bianco
olio
sale

Tagliare le melanzane a fette di circa 1/2 cm. di spessore, cospargere di sale e lasciarle riposare per un’oretta per togliere l’amaro, quindi sciacquarle, asciugarle, infarinarle, friggerle, metterle sulla carta assorbente e tenerle da parte. Spellare i pomodori e farli a dadini, far soffriggere l’aglio e la pancetta, sfumare col vino, aggiungere i pomodori e far restringere. A cottura ultimata aggiungere una bella manciata di basilico fresco. Nel frattempo, lessare la pasta, scolarla molto al dente e condirla col sugo di pomodoro, la provola tagliata a dadini e il parmigiano. Foderare uno stampo (possibilmente a cupola) con la carta d’alluminio e le fette di melanzane. Cospargere generosamente col parmigiano, riempire con la pasta, coprire con altre fette di melanzana e infornare per 15-20 minuti in forno già caldo a 200°. Far stiepidire e sformare sul piatto di portata. Il risultato è stato

Timballo di maccheroni alla sicilianaTimballo di maccheroni alla siciliana

Timballo di maccheroni alla siciliana

AHO’, ERANO DUE E SE LO SO’ SPAZZOLATO TUTTO, I porcello ballerino!!!

Per secondo niente di che… l’umana ha avuto il coraggio e la facciatosta di dire che, siccome stanno tutti a dieta, aveva fatto solo un’insalata leggera leggera di pomodori, cetrioli e ciliegine di latte… e ovviamente, siccome stanno tutti a DIETA, mi sembra cosa buona e giusta che abbiano chiuso con un bel

Tiramisù all’ananas

Ingredienti per 4 porcello ballerino, o 6 persone normali:
2 uova
50 g. di zucchero
250 g. di mascarpone
5 fette d’ananas sciroppato
savoiardi
farina di cocco

Si prepara la crema nel solito modo, battendo i tuorli con lo zucchero, aggiungendo il mascarpone e incorporando gli albumi montati a neve ben ferma. Cospargere il fondo di una pirofila con la farina di cocco, disporre i savoiardi e bagnare con il succo dell’ananas. Fare a pezzi 3 fette d’ananas e disporre sopra i savoiardi. Colare sopra la crema, livellarla e decorare con altra farina di cocco e le due fette d’ananas rimaste. Ecco il risultato:

Tiramisù all'ananasTiramisù all'ananas

Di questo ne è avanzato un po’… eeeehhhhh, pazienza! Vorrà dire che la bipede farà il sacrificio di finirselo da sola, ALLA FACCIA DELLA DIETA (ipocrita!!!)bluepaw

Pane, e non solo…

L’ha fatto. Anche la nostra bipede si è lasciata travolgere dall’ultima passione culinaria. Resa infetta dalle amiche che già ne hanno una, non ha saputo resistere alla tentazione di comprare una MACCHINA PER FARE IL PANE panettiere

Già prima, ogni tanto, il pane lo faceva a mano ma, a parte la fatica di fare l’impasto, non sempre il risultato la soddisfaceva pienamente. La prima volta che seppe dell’esistenza di quest’apparecchiatura risale ad alcuni anni fa, quando ne sentì parlare da una sua amica inglese trapiantata in Italia da lungo tempo. Questa la comprava quando tornava in Inghilterra, perché a quel tempo le macchine in vendita da noi avevano prezzi proibitivi. Poi, come tutte le cose tecnologiche, per qualche astrusa legge di mercato che non ho voglia di capire, i prezzi si sono drasticamente abbassati ed è scoppiata la moda della macchina del pane anche qui da noi.

Ciononostante, la bipede continuava a nutrire delle perplessità. Si chiedeva che pane potrà mai fare una macchina che impasta, lievita e cuoce tutto insieme. Un pan carré? Mah, senza nulla togliere, ma insomma, non è proprio il massimo! E invece, le altre amiche pioniere a convincerla che no, non è vero! Anche se la forma ricorda quella del pan carré, il pane può venire anche con la crosticina. Dipende dalla farina, dal tipo di cottura, dal grado di doratura… insomma, un bel giorno ha trovato un’offerta in un negozio, et voilà! si è ripresentata a casa con questo catafalco nuovo da sistemare sul piano di lavoro in cucina.

I risultati non hanno deluso le aspettative. Il pane che fa è veramente buono, e in più la bipede ha scoperto che in commercio si possono trovare anche pacchi di farine già miscelate con incluso pure il lievito per fare il pane ai cereali, ai semi di girasole, nero integrale… una vera delizia! E la cosa veramente fantastica è che puoi mettere tutti gli ingredienti, per esempio, la sera prima di andare a dormire, regolare il timer e, all’ora prestabilita quella si mette in funzione e quando ti svegli trovi la casa profumata di pane, e il pane fresco e fragrante appena sfornato!

E poi ci si possono fare anche altre cose, persino la marmellata! Oggi, per esempio, la bipede ha voluto fare il pan brioche dolce con l’uvetta. Come sempre, ha infilato dentro gli ingredienti, ha selezionato il programma e ha premuto START. Ecco cosa ne è venuto fuori

pan brioche con uvettaBello vero? E stando a quanto dice l’umana, anche buono! Se avete anche voi una macchina per fare il pane e volete cimentarvi, gli ingredienti sono questi:

250 g. di farina 00
250 g. di farina Manitoba
300 ml. di latte
2 rossi d’uovo
1 cucchiaino di miele
40 g. di zucchero
70 g. di burro
1 tazzina da caffé di uvetta passa
10 g. di lievito di birra
4 g. di lievito per dolci
6 g. di sale

Mettete tutti gli ingredienti (tranne l’uvetta) nella macchina per il pane nell’ordine indicato sul libretto d’istruzioni e impostate il programma normale con doratura media. Al segnale acustico, aggiungete l’uvetta.

La nostra umana ringrazia sentitamente la zia Giuly per la ricetta, mentre noi ci chiediamo: ma inventeranno mai una macchina per fare i crocchi in casa? e, se l’inventeranno, la nostra umana la comprerà per noi??? bluepaw

Un dolce very very abruzzese

Okkei… okkei… questo è, senza ombra di dubbio, un blog felino. Ciononostante, siccome siamo dei bravi mici, abbiamo raggiunto un compromesso con la nostra umana: ogni tanto daremo spazio ad un post di interesse un po’ più, come dire? umano, vale a dire che sia più interessante per voi che ci leggete.

Tempo fa, abbiamo avuto una sorpresa tanto gradita quanto inaspettata: abbiamo scoperto che il nostro blog era stato incluso in una food-blog list: alla nostra osservazione che, anche se ogni tanto passiamo di straforo qualche ricetta, il nostro non poteva ritenersi un food-blog in senso stretto, la proprietaria della food-blog list ci ha risposto che è stato il connubio cibo+gatti che è stato irresistibile per lei. Compiaciuti ed orgogliosi, ci siamo detti che forse era giusto, a questo punto, dedicare qualche post in più alle pappatorie, per cui stasera vogliamo darvi una ricetta veramente da leccarsi i baffi, e anche le dita! Il… PARROZZO!!!

INGREDIENTI
6 uova
250 g. di zucchero
150 g. di mandorle
150 g. di semolino
il succo di 1 limone
il succo di 1/2 arancia
1 fiala di essenza di mandorle amare
1 cucchiaino di lievito
2 quadrotti (120-150 g. circa) di puro cioccolato fondente
1 cucchiaino di cacao amaro in polvere
codette di cioccolato

PROCEDIMENTO
Battere bene i tuorli con lo zucchero fino a farne un composto chiaro e spumoso. Aggiungere poco alla volta le mandorle precedentemente tritate e il semolino. Incorporare il succo di limone e dell’arancia, l’essenza di mandorle amare e il lievito e, infine, gli albumi montati a neve fermissima, molto lentamente, amalgamandoli con un movimento dal basso verso l’alto. Versare il composto in uno stampo a cupola del diametro di 18 cm. precedentemente unto e cosparso di semolino e infornare in forno già caldo a 220°, e dopo 5-10 minuti abbassare la temperatura al minimo e lasciar cuocere per un’oretta (fare sempre la prova stuzzicadenti per verificare il grado di cottura). Far raffreddare e sformare.
In un pentolino sciogliere a bagnomaria la cioccolata spezzettata grossolanamente con il cacao amaro in polvere e poca acqua e con questa ricoprire tutto il parrozzo, prima la base che farete solidificare (mettetelo in frigo per 5-10 minuti così indurirà prima), e poi fate la colata sul resto della cupola, aiutandovi con una spatola per rendere la copertura bella omogenea. Infine, cospargere con una pioggia di codette di cioccolata.
Fate solidificare il tutto e… godete!!!
Ecco cosa ne risulterà:

Parrozzo

Parrozzo

Avanti, confessatelo su, che già solo a guardare le fotografie vi viene un’incontrollabile acquolina…

Il Parrozzo è il dolce abruzzese per antonomasia, decantato persino dal D’Annunzio come una bontà sublime e paradisiaca. Questa versione home-made è ancora meglio di quella che si trova in commercio perchè non è asciutta come l’originale… provare per credere!

Al Parrozzo si accompagna bene l’Aurum, un liquore all’arancia anch’esso tipico delle nostre parti. Anche per questo abbiamo una ricetta casalinga ma… una cosa per volta! mica possiamo svelarvi i nostri segreti tutti insieme!!! redpaw