Di gatti intelligenti e il loro rapporto con la lettiera

Un gatto (o una gatta) intelligente, quando usa la cassettina, cosa fa? Ci entra dentro, inizia a scavare in modo da formare un avvallamento nella lettiera da una parte e una montagnola con la lettiera spostata dall’altra. Poi si posiziona col suo regale deretano sull’avvallamento, deposita la sua santa cacca, e con la zampa fa in modo di spostare la lettiera, dalla montagnola che s’era accumulata prima e sopra la cacca, in modo da coprirla.

Questo, un gatto (o una gatta) intelligente.

Ora vediamo cosa fa Minnie. Lei entra nella cassettina, sta mezz’ora a scavare come se dovesse attraversare il globo terrestre da una parte all’altra. Fa una buca nella lettiera da una parte, e una montagnola con la lettiera smossa dall’altra. E ora inizia il bello: si posiziona col suo regale deretano SULLA MONTAGNOLA, deposita la sua santa (e puzzolentissima) cacca, poi si volta in modo da mettere le zampe anteriori fuori la cassettina e comincia a raspare SUL PAVIMENTO dove, secondo lei, ci sarebbe un’invisibile lettiera con cui ricoprire il souvenir appena deposto. Infine esce completamente dalla cassettina e si allontana con portamento altezzoso, e la cacca rimane lì in bella vista.

Ora, secondo voi, Minnie è una gatta intelligente???

PS: io, ovviamente, sono un gatto intelligente e, anche se mi costa fatica ammetterlo, pure Pepper!greenpaw

03-09-08

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Indecisione

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Piccola spiegazione a beneficio di chi mi conosce poco: come a ogni gatto, mi piace scavare nella terra. Qui purtroppo mi devo accontentare di quella che trovo nei vasi, che è sempre meglio di niente.
Però mi piace molto anche paciugare le zampe nelle pozze d’acqua, come quelle che si formano quando l’umana innaffia i vasi sui terrazzi.
Da qui l’amletico dubbio: cosa è meglio fare prima? scavare o paciugare?yellowpaw

20-03-08

Ruoli e mansioni

Alex: Senior Quality Control Manager (ogni cosa che attraversa la porta di casa deve passare il mio vaglio visivo, olfattivo e tattile)
Pepper: Junior Quality Control Manager (anche lei è sempre molto attenta e coinvolta, ma ha ancora molto da imparare, quantunque si sforzi di essere sempre propositiva)
Minnie: Taste and Rest Auditing Executive (a lei interessano solo i risultati finali, tutto il resto è fuffa!!!)
Umana: esiste un modo soft per dire "serva"? Non vorrei che s’indispettisse e decidesse di incrociare le braccia…purplepaw

07-02-08

Perplessità

8 agosto 2007: 1° controllo della glicemia (ricordo che il controllo si era reso necessario dopo un’analisi delle urine per verificare la presenza di cristalli da struvite. I cristalli non c’erano, ma in compenso il glucosio era a 1000!). Valore rilevato: 238. Panico! Il valore era altissimo, ma anch’io ero stressatissimo dal viaggio in auto, interminabile, con conseguente mal d’auto e vomito, pipì, cacca e bava dalla bocca, tutto nel trasportino, per non parlare del caldo mostruoso che faceva quel giorno. Quindi poteva trattarsi di un valore alterato a causa dello stress. Tuttavia la vet consigliò di mettermi a dieta con M/D della Hill’s, con grande disappunto dell’umana che detesta i prodotti della Hill’s, e di tornare dopo un mese per un nuovo controllo.

12 settembre ’07: 2° controllo della glicemia. Valore 157. Un buon risultato, anche se non era ancora il caso di fare i salti di gioia. Continuare la dieta con M/D e tornare dopo due mesi per un altro controllo.

10 novembre ’07: 3° controllo della glicemia. Valore 162. Praticamente stabile, il prosieguo della dieta non aveva dato ulteriori miglioramenti. La vet consigliò a questo punto di tornare ai croccantini soliti (Light della Biomill… l’umana era al settimo cielo!) per vedere se l’alimentazione influiva in qualche modo sul risultato. Tornare dopo un mese e mezzo per un nuovo controllo.

29 dicembre ’07: 4° controllo della glicemia. Valore 189. Si è nuovamente alzato, ma non in maniera allarmante come la prima volta.

A questo punto, i dubbi sono diversi. Innanzitutto, che può succedere se continuo ad alimentarmi coi croccantini Light della Biomill? Sono light, OK, ma contengono pur sempre fibre, quindi carboidrati, quindi glucidi. Insomma, non sono propriamente indicati per una dieta contro il diabete.
Ma io non sono diabetico. Il valore della glicemia non depone a favore del diabete, e non mostro altri sintomi di un gatto malato di diabete. E comunque, anche la dieta con M/D non è che mi abbia abbassato il valore della glicemia in maniera drastica…
Potrebbe essere che il valore, che si attesta mediamente sui 170, sia semplicemente congenito? Purtroppo c’è un solo modo per scoprirlo: continuare con l’alimentazione solita per un altro paio di mesi o poco più, e poi tornare per un nuovo controllo, ma questa volta non solo della glicemia, ma anche di tutti gli altri valori: colesterolo, trigliceridi etc. etc. Se gli altri valori sono nella norma, allora il valore mediamente alto della glicemia è costituzionale e basta tenerlo d’occhio con controlli periodici. Se risultasse sballato anche qualche altro valore, allora bisognerà fare le valutazioni del caso.

Quello che mi mette in agitazione è che ho sentito dire che per fare le altre analisi occorre più sangue, e che me lo devono prendere dalla giugulare, e quindi dovranno farmi una leggera sedazione… mi è consentita la facoltà di obiettare? NON VOGLIO FARMI BUCARE LA GOLA!!!!!!!!! MAAAMMAAAAAAAAA, AIUUUTOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Il rovescio della medaglia è che ho sentito l’umana dire alla vet che prossimamente porterà anche Minnie e Pepper a fare un controllo generale, non perché abbiano qualcosa, ma così, giusto per sottoporle a una visita, che è parecchio che non ne fanno una.

E meno male!!! E che è, solo a me tocca andare a farmi tastare, palpare e bucherellare sennò??? A ognuno la sua croce, e vediamo di non fare gatti e gattastri, per favore!!!

P.S. ovviamente stamattina m’è toccato stare a digiuno. Quando sono tornato a casa mi sono avventato sulle ciotole dei crocchi, mi sono ingozzato come un maiale e ho vomitato tutto… e poi ho mangiato di nuovo! Tutto questo fa molto antico micio romano, non trovate? A me un triclinio!!!redpaw

Mici in appartamento: è crudele o no?

Un paio di post fa una lettrice anonima ci lasciava un commento per chiedere conforto dopo essersi sentita messa sotto accusa da chi sosteneva che è crudele tenere un gatto in appartamento. Il discorso non è facile, per cui ci siamo riservati di dedicargli un post, cosicché anche agli altri sia dato modo di dire come la pensano. Per ora, vi dico come la pensiamo io, Pepper, Alex e la nostra umana.

In effetti, vivere relegati in un appartamento, per quanto grande e confortevole possa essere, non è una scelta in linea con la nostra natura. E’ vero: noi siamo dei predatori, amiamo la vita all’aria aperta, acquattarci nell’erba, arrampicarci sugli alberi, cacciare. Il punto è: dov’è che ci è consentito fare tutto ciò? E con questo intendo, senza pericoli per la nostra incolumità? Voi umani avete reso tutto a dimensione vostra, avete costruito palazzi, strade, centri commerciali, cinema multisala… avete abbattuto gli alberi, rasato tutta l’erba, creato nastri d’asfalto dove prima c’erano dei sentieri, e dove ora passano veicoli di ogni genere a forte velocità. Un tempo cacciavamo topi, lucertole e altri animali che popolavano il nostro habitat… oggi i randagi, se vogliono mangiare, devono saccheggiare i cassonetti dell’immondizia, ed anche questo è contro la nostra natura, allo stesso modo che vivere in un appartamento. Con l’unica differenza che quelli di noi che vivono in un appartamento sono al riparo dai pericoli che minacciano i randagi, pericoli che non ci siamo creati noi, ma per cui dobbiamo ringraziare soltanto voi umani!

E anche i gatti che vivono in campagna, non è che stiano meglio di noi. Ormai anche le campagne più remote sono attraversate dalle strade, e la nostra umana, che ne percorre una tutti i giorni per andare e tornare dal lavoro, è testimone di quanti gatti stirati sull’asfalto le capita d’incontrare, gatti che se ne andavano placidamente per i fatti loro, seguendo i loro ritmi e la loro natura, e che all’improvviso sono stati travolti da un’auto in corsa (perché voi umani andate sempre di corsa… ma dove cazzo andate? e scusate il francesismo…).

Per molti di voi tutto questo non fa differenza: il gatto è un animale nato libero che deve vivere libero. Molti altri di voi, invece, sentono il bisogno di difenderci dai pericoli a cui siamo costantemente esposti e che non ci siamo creati noi, e per questo preferiscono tenerci "prigionieri" in casa, piuttosto che liberi, ma a rischio di morte precoce e violenta. E’ la solita questione: meglio un giorno da leone o cento da pecora?

Forse non esiste una risposta definitiva a questa domanda. Come sempre ci saranno i fautori del leone e quelli della pecora… Tutto quello che vi posso dire è che IO una casa me la sono cercata, Alex ha miagolato a squarciagola finché non ha incontrato la nostra umana che l’ha raccattato e preso con sé, e Pepper… bé, lei è stata catturata e portata qui, ma di sicuro ora non se ne andrebbe più. Né lei, né Alex, né io… forse là fuori c’è tutto un mondo da scoprire, ma con ogni probabilità non faremmo in tempo, perché arriverebbe prima qualche pericolo a stroncarci le zampe.

Siete liberi di pensarla come volete, noi siamo felici così, e a chi si sente di prendersi in casa un gatto per amore, noi non possiamo che incoraggiarlo a seguire quello che gli dice il suo cuore!

E adesso tocca a voi: tenere un gatto in appartamento è crudele o no? Dite la vostra!

P.S.: alla lettrice anonima che ci ha posto il quesito chiediamo solo di farci sapere il suo nome, o un nick, o anche soltanto il nome del suo gatto che, checché ne possano dire gli altri, è un gatto fortunato, MOLTO fortunato!

P.P.S.: per chi non lo avesse ancora fatto, ricordatevi di prendere la misura della coda del vostro gatto e di iscriverlo al nostro concorso!!!bluepaw

Piccoli pensieri pomeridiani

Chi mi conosce e legge questo blog sa che non è mia abitudine usare questo spazio, nato come angolo di buonumore e panacea ai dolori quotidiani, trasformandolo in un muro del pianto, ma stavolta sento che devo fare un’eccezione, perché il dolore che mi stringe il petto da troppi giorni ormai, mi sta sopraffacendo.

Sappiate subito che questo post è lo sfogo di un’anima in pena, perciò, se non avete voglia di leggere, cambiate subito canale e non lasciatevi coinvolgere dai miei deliri. Se leggete e non capite, non statevi a scervellare più di tanto… forse non c’è niente da capire.

Di solito, il momento migliore per farsi assalire dai pensieri esistenziali è la notte, non il primo pomeriggio. Questo è ciò che accade alle persone normali, ma io non sono normale… la notte mi predispongo all’oblio del sonno che è in procinto di accogliermi tra le sue braccia rassicuranti, e questa predisposizione mi aiuta a scacciare i pensieri deprimenti, che però tornano ad assalirmi con una potenza devastante nelle ore del giorno.

Sono stanca, stanca di vedere il dolore che travolge le persone, siano esse da me conosciute oppure no. Sono stanca di vedere una manciata di individui che s’ingrassa sulla pelle dei più. Sono stanca di vedere i più deboli soccombere davanti alla furia devastatrice di chi è più forte e, non pago di quanto possiede già, investe chiunque gli si para davanti con la cieca potenza di una schiacciasassi. E sono stanca, STANCA, di vedere chi faticosamente si rialza da un destino di sofferenza e avversità, ancora una volta pronto ad affrontare coraggiosamente quella vita che gli ha riservato solo sputi e calci in faccia, essere nuovamente preso di mira da questo destino così sfacciato e beffardo, e scaraventato giù, ancora più giù in un abisso da cui sarà ancora più difficile risollevarsi.

Un tempo mi sembrava così facile trovare le risposte ai perché che mi si accavallavano nella mente… perché il dolore? perché forti e deboli? perché prevaricatori e prevaricati? perché privilegiati e derelitti? perché male e bene? La risposta per chi era stata educata secondo i dogmi del cattolicesimo era ovvia… perché su questa terra siamo solo di passaggio bla bla, perché non è qui che si deve compiere la volontà di colui che tutto può bla bla bla, perché le prove dure non ci vengono inflitte senza una ragione, perché la felicità ce la dobbiamo guadagnare… perché LA FELICITA’ NON E’ DI QUESTO MONDO… e ancora bla bla e bla!

Ora però, queste risposte da catechesi spicciola e semplicistica non mi bastano più. Non mi basta più pensare che in un’altra vita ci sarà il premio che compenserà tutto il dolore che abbiamo penato in questa vita. Non mi basta più il contentino della pie in the sky, come amava chiamarla Martin Luther King. Ma quale pie? ma quale sky??? Se proprio mi tocca vivere nella convinzione dell’esistenza di un’entità superiore che governa le nostre vite, non posso fare a meno di immaginarla come un grasso, viscido nullafacente che si diverte a giocare alla lotteria, e che ogni giorno tira fuori dall’urna un numero prestabilito di bussolotti pensando “allora… vediamo un po’ oggi a chi tocca… a te, una malattia mortale non priva di un lungo calvario di sofferenza… a te, una mina anti-uomo… a te, il tuo amico più fedele avvelenato da una polpetta… a te, il tuo bambino molestato da un pedofilo… e tu, ah! con te mi voglio proprio divertire! te la sei sfangata con l’ictus, te la sei sfangata con l’infarto, allora mò ti faccio travolgere da un automobilista! Una bella botta in testa con un bell’ematoma cerebrale, tanto per darti il colpo di grazia, e vediamo se ce la fai pure stavolta!!!”

Ecco, ormai sono talmente disillusa da non riuscire ad immaginare niente di meglio di questo, e mi convinco che è inutile andare in cerca di risposte che non ci sono. E’ stato tutto scritto già da tempo, un copione di cui noi non siamo i protagonisti, ma solo le comparse, una moltitudine confusa e disordinata che crede di avere un ruolo in questa grande commedia che si chiama vita, ma che in effetti è solo un esercito di burattini mossi da un meccanismo che apparentemente funziona secondo una logica razionale, finché non interviene a governarlo una forza assolutamente e totalmente random.

Basta, sono stanca di cercare delle risposte che non ci sono. Sento che le mie spalle forti, che mi hanno sempre sostenuto nei momenti peggiori, cominciano a cedere sotto il peso delle avversità di questa vita così infame, il mio ottimismo mi sta abbandonando e sta lasciando il posto alla depressione più cupa, alle lacrime più salate, agli scossoni dei singhiozzi… sono stanca, tanto stanca. Vorrei che fosse notte per potermi coricare nell’abbraccio ristoratore del sonno, e svegliarmi scoprendo un mondo diverso, più pulito, più compassionevole, più empatico…

E a te, che da 16 giorni sei imprigionato in quel limbo in un letto d’ospedale… tra 17 giorni sarà il tuo compleanno. Quel giorno voglio poterti dare gli auguri stringendoti la mano e guardandoti negli occhi, in quegli occhi chiari, svegli e limpidi che sono impressi nella mia memoria. Tu datti da fare, e vedrai che la sfangherai anche stavolta, alla faccia di quel destino rottinculo che ce l’ha così tanto con te!!!bluepaw

Dalla vet

Io l’ho capito sapete? L’ho capito benissimo che sabato mattina la mia umana mi porta dalla vet. Lei parla piano pensando che io non la senta, ma ho l’orecchio fine io, mica sono sordo come lei! Io le leggo pure nel pensiero!

Sabato mattina mi porterà là, e io so già che la vet mi addormenterà, mi infilerà un tubicino nel pisellino (bé, in quello che c’è rimasto del pisellino!) e mi tirerà fuori dalla vescica una siringata di pipì che poi manderà ad analizzare in laboratorio.

So già che durante il viaggio d’andata starò tanto male e miagolerò miagolerò finché non vomiterò, perchè soffro il mal d’auto, e so che quando tornerò a casa mi risveglierò tutto rimbambito e andrò barcollando per il resto della mattinata.

Lei dice che è solo un controllo… ma un controllo di che, se io sto bene? Non ho dolore quando faccio la pipì, non c’è il sangue… a che serve questo controllo???

Sì, lo so che sarebbe tutto più facile se mi decidessi a fare la pipì nella cassettina con le lenticchie, così l’umana potrebbe raccoglierla nella provetta e portarla alla vet, ma io non ci riesco a fare la pipì nelle lenticchie! Insomma, chi se le mangia poi le lenticchie che puzzano di pipì di gatto?!?!?

Io non ci voglio andare! Non è che ci starebbe un volontario che ci vada al posto mio???greenpaw

Crisi d’identità

Allora… questo è un maiale (che ha sicuramente uno sguardo più intelligente della mia umana)

majale

questo è un gatto (anche se non ha uno sguardo intelligente come il MIO wink)

smiling cat

e infine, questo sono IO

Alex

Qualcuno di voi avrebbe la bontà di dirmi a chi dei due somiglio di più? No perchè, io sennò tra un po’ dò fuori di melone! La mia umana non fa che ripetermi che sono un maJale! Sì sì, scritto proprio così, con l’accento sulla "Ja" e quella "i" che somiglia ad un gancio e suona come 5 "i" tutte di fila. Dice che mangio come un maJale, che mi stravacco come un maJale, e che persino quando faccio ronron sembro più un maJale che grufola che un gatto che fa le fusa!

Io mi guardo continuamente allo specchio, cercando delle somiglianze con quello della prima foto in alto, ma niente! Continuo a vedermi più somigliante a quello della seconda foto (anche se io sembro decisameeeeente più interessante!), però non so… a furia di sentirmi ripetere che sono un maJale, ho paura che mi stia venendo una crisi d’identità! Spero solo un giorno di non finire così

salsicce

MIAO-AIUUUTOOOOOO!!!!!!!!!! greenpaw