Adozione a distanza della cerva Aurora

Riferendomi al post precedente, quello in cui racconto la storia della cerva Aurora, invitando chiunque fosse interessato a contribuire all’intervento a cui dovrà sottoporsi per poter avere le protesi definitive alla zampe posteriori, volevo informare che è possibile anche adottarla a distanza.
Per la modica cifra di 8€ al mese, per un periodo di almeno 6 mesi o multipli, si può fare un’azione meritevole che aiuterà questa dolce bestiola a riacquistare una mobilità più idonea alla sua natura.
Verrà rilasciato un attestato di adozione dal Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica – Monte Adone che, lo ricordo, è una Onlus, pertanto le donazioni sono fiscalmente detraibili.
Qui di seguito copioincollo la mail ricevuta dal centro coi ragguagli sull’adozione a distanza della cerva Aurora

Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica – Monte Adone –           
Sede nazionale: Via Brento, 9 – 40037 Sasso Marconi (BO) – tel/fax 051/847600
e – mail: info@centrotutelafauna.orghttp://www.centrotutelafauna.org
Associazione di volontariato ONLUS – C.F. 01608451207

GENTILISSIMA Concetta,
sono Gaia Ferrara e faccio parte dello staff del Centro Tutela Fauna di Monte Adone!
Dovrebbe esserle arrivata qualche minuto fa anche un’altra mail che stiamo girando a tutti coloro che, come lei, hanno risposto all’appello su Aurora!
Sul nostro sito è evidenziata l’iniziativa delle adozioni a distanza ma solo relativamente agli esemplari di fauna esotica nostri ospiti fissi; in questo senso, vi sono anche delle cifre mensili simboliche stabilite a seconda della specie scelta. Non ha trovato nulla in riferimento alla fauna autoctona perchè, di norma, sono animali destinati alla reintroduzione in natura; questo purtrobbo non varrà anche per la giovane Aurora e da qui nasce l’iniziativa. Purtroppo, per problemi e di tempo e logistici,  non siamo ancora riusciti ad aggiornare il sito in merito a questa oppurtunità!
Avremmo stabilito per Aurora la cifra mensile di € 8 per cui lei, avendo già versato € xx, può già tranquillamente considerare di aver ampiamente adempiuto ai primi 6 mesi di adozione a distanza. Qualora, in futuro, volesse proseguire con il suo sostegno, potrà farlo, attraverso i medesimi canali che ha usato ora, specificando il periodo di adozione (6 mesi o un anno).
Ne approfitto dunque per girarle l’attestato di adozione a distanza intestato a lei e con l’indicazione del periodo.
E, nuovamente, ci tengo a ringraziarla di cuore per il suo aiuto e a riportarle il saluto affettuoso di tutto lo staff del Centro!
Sempre a sua disposizione,

Gaia Ferrara – Centro Tutela Fauna

e qui vi mostro con orgoglio il mio attestato di adozione

Attestato di adozione della cerva Aurora

Attestato di adozione della cerva Aurora

Infine, voglio mostrarvi un video di questa dolce creatura

Impossibile non innamorarsene, vero?
Tuttavia voglio ricordare che è possibile aiutare la cerva Aurora anche solo con una piccola donazione, o semplicemente divulgando il suo appello. Quanti più ne saranno informati, tanto più alte saranno le probabilità di raggiungere la cifra necessaria all’acquisto delle protesi. Perciò coraggio, ogni piccolo aiuto da parte nostra può trasformarsi in una grande opportunità per lei!

La storia della cerva Aurora, cerchiamo tutti di aiutarla!

Copioincollo dal sito dell’Ospedale Veterinario San Michele:

Nelle fiabe di Walt Disney, Bambi rimane da solo in mezzo ad un ambiente ostile, in balia di mille pericoli, minacciato e perseguitato, ma tra tante difficoltà, alla fine, riesce a salvarsi e la storia, come sempre, nelle fiabe di zio Walt, finisce bene.
Questa che vi raccontiamo non è una fiaba, è una storia vera, molto più breve e cruenta rispetto a quella dei cartoni animati.
La nostra Bambi, Aurora, mentre aspettava la sua mamma in mezzo ad un campo coltivato, improvvisamente si è trovata di fronte ad un mezzo agricolo enorme e mentre la mamma riusciva a scappare la piccola veniva falciata prima ancora di poter capire cosa stava succedendo. Le lesioni riportate sono subito risultate importanti. Una delle zampe posteriori era rimasta a terra, tranciata di netto, mentre l’altra era stata tagliata a 15 centimetri dal piede, lasciando quest’ultimo attaccato solo attraverso brandelli di pelle e qualche vaso sanguigno.
Così a nemmeno un mese di vita, la piccola è rimasta sola e senza speranza, con le zampe anteriori sane, ma gravemente ferita e dolente agli arti posteriori.
Ma ecco che la storia cambia.
Alcune persone di buon cuore, scoprendo tanto scempio, hanno prontamente chiamato i volontari del CRAS di Monte Adone, i quali, dopo aver recuperato la piccola Aurora e approntato le prime cure, la trasferivano presso il nostro ospedale.
Il salvataggio è riuscito, ma il danno rimane apparentemente non compatibile con la vita di un animale selvatico abituato a correre nei boschi…

Ormai è passato più di un anno e la piccola Aurora è diventata una bellissima cerva; grazie ad una protesi provvisoria, oggi vive dignitosamente in uno spazioso recinto al Centro di Monte Adone, in compagnia di un cervo maschio, Filippo che è cresciuto con lei.
La voglia di vivere di questo splendido animale traspare nei suoi grandi occhi lucidi e la speranza di poterle restituire la capacita di camminare con due protesi permanenti sta diventando una realtà.
Insieme ad un gruppo di esperti, infatti, abbiamo progettato due protesi per le zampe lese.
Ovviamente con tutta la buona volontà di chi produce questo materiale, i costi sono molto elevati.
Per lei diventa indispensabile un aiuto in più.
L’Ospedale San Michele, nella persona del Dott. Zeira, farà fronte alle spese chirurgiche, mentre per le protesi (circa 4000 euro) è necessario chiedere l’aiuto a chiunque se la sentisse di darci una mano a realizzare questo grande sogno, amanti degli animali o solo grandi sognatori.
La strada verso la guarigione è ancora lunga, ma lasciarla in queste condizioni non è possibile perché non le permetterebbe di condurre una vita compatibile con le sue esigenze.
Siamo consapevoli che non potrà più essere liberata in natura, ma almeno potrà vivere dignitosamente in un’area protetta insieme al suo compagno.
La voglia di vedere Aurora correre insieme a Filippo è grande, aiutaci anche tu !!!!!

Per le offerte i sostenitori possono utilizzare Paypal specificando la causale CRAS – PROGETTO PROTESI CERVA – il link diretto sul sito del CRAS: http://www.centrotutelafauna.org/come_aiutarci.htm
Oppure con bonifico bancario specificando la causale:
c/c n. 299/8 CARISBO – Ag. Sterlino – Bologna
ABI 06385 CAB 02494
IBAN: IT 30 D063 8502 4940 7400 000299K

Grazie di cuore a tutti
I medici dell’Ospedale Veterinario San Michele e i volontari del Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica – Monte Adone.

Questa storia mi ha toccato profondamente, sia per la disavventura occorsa alla cerva Aurora, che per il gran cuore mostrato da tutte le persone coinvolte nel suo salvataggio e nella sua riabilitazione. Io vorrei che la storia avesse il migliore dei finali, e che Aurora potesse tornare ad avere la vita dignitosa che le protesi potrebbero consentirle di avere, e per questo le farò giungere il mio piccolo contributo.
A tutti voi che leggete, se non potete aiutare con una donazione, fatelo almeno con la divulgazione. Fate conoscere anche voi la storia della cerva Aurora, e cerchiamo tutti di far raggiungere la cifra necessaria a rendere il sogno realtà.

Ipotetica traccia per un episodio di Fringe

E’ mattina. Un uomo si sta svegliando nel suo letto e, mentre si tira su a sedere e prende faticosamente coscienza della realtà circostante, abbassa gli occhi sul suo grembo e il suo sguardo comincia a trasformarsi… da assonnato, a interrogativo, a incredulo, a atterrito… esplode in un urlo terrificante e, mentre l’urlo cresce d’intensità, la telecamera stringe sui suoi avambracci e inquadra due moncherini. Le mani non ci sono più, i polsi sono penosamente recisi, ma non come se fossero stati mozzati con un’accetta… è piuttosto come se le mani si fossero liquefatte, e ancora è visibile un inquietante quanto disgustoso colare di umori.

Dissolvenza, parte la sigla di apertura.

Il fenomeno viene subito portato all’attenzione della Divisione Fringe dell’FBI. Olivia Dunham e Peter e Walter Bishop iniziano subito le loro indagini. Walter è deliziato, non aveva mai assistito a niente del genere e la curiosità di scoprire la causa della fusione delle mani lo esalta e gli fa venire voglia di una pietanza a cui aveva dovuto rinunciare per tutti i 17 anni della sua detenzione nel manicomio criminale St. Claire: un paio di chimichangas pieni zeppi di fagioli, riso, formaggio e macinato di manzo e trasudanti olio di frittura che il figlio Peter forse gli procurerà, o forse no.

Si inizia il prelievo di campioni da analizzare, nello scantinato dell’Università di Harvard c’è tutto un fermento di beute e becker, distillatori, fornelletti, centrifughe in movimento, capsule di Petri, spettrofotometri e gascromatografi. Walter esamina attentamente al microscopio le parti di tessuto fatte reagire con varie sostanze chimiche… è perplesso. Questo caso è davvero ai limiti del razionalmente comprensibile. Walter continua a fare ipotesi e a scartarle. Ne parla con Peter e Olivia, insieme cercano una spiegazione, ma stavolta davvero sembra che non se ne riesca a venire a capo.

Allora decidono di parlare con la vittima del misterioso fenomeno: gli chiedono cos’abbia fatto negli ultimi 3 giorni, chi ha visto, dov’è stato. Dai suoi racconti emergono tante informazioni insignificanti che non li porta da nessuna parte, ma poi… all’improvviso… ecco l’illuminazione! Il soggetto confessa che il giorno prima, per qualche inspiegabile ragione, si trovava nel locale a pianoterra di un condominio di Montesilvano Colle che ospita l’autoclave e il serbatoio di acqua che alimenta il palazzo. In un momento di noia, non avendo niente di meglio da fare, gira la leva del rubinetto che serve ad alimentare l’acqua al serbatoio, interrompendo il flusso che provvede a tenerlo sempre pieno. Col passare delle ore e il consumo dell’acqua da parte degli abitanti del condominio, il serbatoio si svuota, fino a trovarsi totalmente a secco alle 7:45 della mattina dopo, tra il panico generale di tutti gli abitanti del palazzo.

A questo punto, Walter, Peter e Olivia non hanno più dubbi: non v’è soluzione al caso! A tutti i fenomeni, anche quelli apparentemente più inspiegabili, vi è una spiegazione e, soprattutto, vi è un rimedio, tranne che all’imbecillità umana. Anzi, come per una bizzarra legge del contrappasso, scoprono che ad ogni azione da imbecilli, corrisponde una reazione uguale e contraria, per cui l’organo che era stato responsabile di tale azione si dissolve, si scioglie come un cubetto di ghiaccio al sole. Non esiste cura, non esiste rimedio… solo la prevenzione: se non vuoi che una parte di te si sciolga, non fare imbecillate!

L’episodio termina, parte la sigla.

Non pensate anche voi che sarebbe la giusta punizione per tutti quelli che agiscono spinti da un impulso irrefrenabile, senza sapere quello che stanno facendo e ignorando tantopiù l’impatto che la loro azione potrebbe avere su una comunità di persone? Fai un ‘imbecillata, e come per incanto, la parte di te che ha materialmente agito si squaglia, si disfa, senza possibilità alcuna di formarsi nuovamente. CATS, se fossi un uomo, sinceramente comincerei a preoccuparmi, e pure parecchio!
Dite che sono malvagia? naaaaaaa… DEPPIU’!!!purplepaw

21-04-09

My City of Ruins – Quando il rock si fonde col gospel

Solo una parola:

BRIVIDI!

 

 

My City Of Ruins
There is a blood red circle
On the cold dark ground
And the rain is falling down
The church door’s thrown open
I can hear the organ’s song
But the congregation’s gone
My city of ruins
My city of ruins

Now the sweet bells of mercy
Drift through the evening trees
Young men on the corner
Like scattered leaves,
The boarded up windows,
The empty streets
While my brother’s down on his knees
My city of ruins
My city of ruins

Come on, rise up! Come on, rise up!
Come on, rise up! Come on, rise up!
Come on, rise up! Come on, rise up!

Now’s there’s tears on the pillow
Darlin’ where we slept
And you took my heart when you left
Without your sweet kiss
My soul is lost, my friend
Tell me how do I begin again?
My city’s in ruins
My city’s in ruins

Now with these hands,
With these hands,
With these hands,
I pray Lord
With these hands,
With these hands,
I pray for the strength, Lord
With these hands,
With these hands,
I pray for the faith, Lord
We pray for your love, Lord
We pray for the lost, Lord
We pray for this world, Lord
We pray for the strength, Lord
We pray for the strength, Lord

Come on
Come on
Come on, rise up
Come on, rise up
Come on, rise up
Come on, rise up
Come on, rise up
Come on, rise up
Come on, rise up
Come on, rise up
Come on, rise up

Bruce, grazie per l’emozione!redpaw

05-02-09

Il pangasio: se lo conosci, lo eviti!

Voi lo sapete quanto ci piace a noi il pesce. Cionondimeno, abbiamo fermamente intimato alla nostra bipede di NON comprare MAI, né per noi, né per se stessa o per altri, il pesce che va sotto il nome di pangasio.

Il pangasio è un pesce d’acqua dolce proveniente dall’Estremo Oriente, che viene allevato nel delta del fiume Mekong e importato dai paesi occidentali sotto forma di filetto congelato. E’ un pesce molto economico e la sua somiglianza con la sogliola fa sì che i commercianti ed i ristoratori con meno scrupoli lo spaccino per tale.

Ciò premesso, vi rinvio alla lettura di questo post, che vi spiega meglio di quanto potrei fare io, cos’è il pangasio e perché è meglio evitarlo.

Vi auguro buona lettura… non fatemi augurare pure buon appetito, che potrebbe sembrare una presa per il moony!!!yellowpaw

06-10-08

Farewell, Herr Direktor!

Il male si è impossessato di te, del tuo corpo… ti si è avvinghiato addosso come l’edera e ha finito per sopraffarti. Hai lottato… nessuno lo sa meglio di te. Eri ancora legato a questa vita, avevi ancora tante cose da portare a termine, tanti traguardi da raggiungere e veder raggiungere, tanti sorrisi da dispensare e ricevere, ma non ce l’hai fatta.

Mi sento come un fiume in piena, avrei tante cose da scrivere, ma non riesco a mettere ordine nei miei pensieri. Ti ricordo ancora quando, quel giorno di neanche due mesi fa, sono venuti a prenderti a casa per portarti alla consueta festicciola organizzata dalla RSU per la Festa delle Donne, quelle donne che ti piacevano tanto, anche se sul lavoro eri un po’ (un bel po’) sessista. Le donne che danno un tocco di grazia ad un ambiente a predominanza maschile, che sono lì ad elargire parole e gesti cortesi, le donne un po’ mamme, un po’ mogli, un po’ figlie ed un po’ amanti… quanto mi faceva imbestialire questa mentalità retrograda e sciovinista! Non ci prendevamo molto sotto questo aspetto, vero Herr?

Quel giorno sei arrivato, tenendoti faticosamente col bastone, poco dopo ti si sarebbe rivisto solo in carrozzella… ormai il dolore alle metastasi ossee si stava facendo incontrollabile, ma tu hai voluto venire lo stesso, tu che non eri venuto MAI a queste festicciole che la RSU voleva dedicarci, in quella stanza della sede sindacale dove fanno bella mostra di sé le bandiere dei sindacati metalmeccanici, la stampa del 4° Stato di Pellizza da Volpedo e la gigantografia del Che… sarebbe stato sconveniente! Ma questa volta hai voluto farci una concessione, e soprattutto hai voluto farla a te stesso, poterti circondare ancora una volta, chissà? forse l’ultima, delle tue donne.

Alla fine delle parole, dei brindisi, dei sorrisi donati generosamente al flash del fotografo, mi sono avvicinata a te e ti ho stretto in un abbraccio forte. Sentivo di dovertelo dare, sentivo che tu ne avevi bisogno, per trarre ancora la forza necessaria per esorcizzare, e magari sconfiggere, il male che ti stava corrodendo da dentro. Di te non v’era già più alcuna traccia dell’uomo asciutto, ma tonico, di qualche tempo prima… eri consumato, spigoloso, fragile e delicato come una bambola di porcellana. Ho sperato tanto che ce la potessi fare… si sa che la speranza è l’ultima a morire.

E tuttavia è morta anche lei, la speranza, con quella telefonata che ho ricevuto ieri sera mentre mi preparavo la cena.

"Ho voluto chiamarti appena l’ho saputo, per non farti trovare la brutta sorpresa domani mattina al tuo arrivo al lavoro."

"Grazie, hai fatto bene. Se c’è una consolazione che si può trarre da situazioni come questa, è la consapevolezza che almeno ha smesso di soffrire."

Ma sarà dura soffermarsi a pensare che non ci sei più, che non ti rivedremo mai più seduto alla tua scrivania nel tuo ufficio spazioso e luminoso, che non ti rivedrò mai più la mattina, io che arrivo tutta trafelata per non strisciare in ritardo il badge, mentre tu sei fuori ad ossigenarti i polmoni con la 3a? la 4a? la chissà quale sigaretta della giornata, insieme con gli altri fumatori pronti a sfidare il gelo, la pioggia o la caligine afosa, pur di non rinunciare a quei 5 minuti di "salute".

Non ti ho mai visto come un personaggio carismatico… senz’altro tecnicamente preparato, ma decisamente poco manageriale, addirittura incline a scatti di collera molto poco diplomatici. Più di una volta, durante i tuoi discorsi al personale, ho avuto come l’impressione che i panni del "gran capo" ti stessero troppo stretti, che le responsabilità di quel ruolo ti pesassero come un macigno e che tutto sarebbe stato molto più facile se avessi potuto essere ancora "uno di noi", allegro, spassionato, spensierato e senza i timori di chi si sente fuori posto sotto la luce dei riflettori. Eppure, sotto la tua direzione, la nostra azienda ha vissuto dei bei momenti di gloria, forse proprio perché eri uno che badava più alla "sostanza" delle cose piuttosto che all’"apparenza".

Avevi 57 anni… pochi, troppo pochi per te che amavi così tanto la vita.

Addio Herr Direktor! Anche se non si può dire che le nostre personalità collimassero, sentirò la tua mancanza. Spero che ti trovi bene, ovunque tu sia in questo momento. E comunque, meglio di quanto tu sia stato in questi ultimi logoranti, dolorosi, maledetti mesi.bluepaw

NIENTE STRIP CAUSA LUTTO

Caro a-micio ti scrivo…

Bene a-mici, eccoci giunti a scrivere l’ultimo post per questo 2007 che ormai sta vivendo le sue ultime ore, e cosa posso dire io, che non sia già stato detto? Per quanto io, Pepper, Alex e la bipede ci sforziamo, non ci viene in mente nulla di originale…

Come ogni anno, ci voltiamo indietro provando un senso di fastidio, pensando a tutte le cose che ci saremmo aspettati che potessero migliorare, e che invece sono rimasti tal quali, se non addirittura peggiorati. Ma quel che è peggio, facciamo una gran fatica a guardare al futuro con rinnovata speranza e fiducia, forse perché ci stiamo accorgendo che ogni volta che l’abbiamo fatto, speranza e fiducia sono state platealmente disattese.

Eppure sono sicura che per ciascuno di noi, qualcosa di buono nell’anno appena trascorso ci sia stato, ma chissà perchè, alla fine si finisce per ricordare solo quelle cattive.

Tuttavia, non sarò certo io a deprimermi, o deprimervi. Ancora una volta questa banda di esauriti cercherà di alimentare l’ottimismo che ci ha sempre contraddistinti, unendoci nell’augurio che il 2008 possa essere l’anno della svolta. L’anno in cui gli eventi positivi possano sovrastare a quelli negativi e tutti possano sentirsi almeno un po’ più felici.

E chissà? Magari si potrebbe anche avverare la predizione che "senza tanti disturbi qualcuno sparirà…" Ce ne sarebbero di persone che, se sparissero, non solo nessuno le rimpiangerebbe, ma si vivrebbe addirittura meglio!

Mah! Staremo a vedere…

E nel frattempo, gioia salute e serenità a tutte le persone che passeranno di qui, e anche a noi, naturalmente!!!

TANTI CARI AUGURI A TUTTI,
PER UN 2008 RADIOSO
E PIENO DI COCCOLE E CROCCHI!!!

greenpaw

31-12-07