Il mio primo pipistrello

Stasera, durante la mia consueta permanenza notturna fuori al terrazzo, ho catturato un pipistrello e, tanto per non farmi mancare niente, l’ho portato in casa, per la gioia dell’umana che per poco non ha avuto un arresto cardiaco.

Ha urlato un po’, mi ha rincorso giù per le scale, il pipistrello al sicuro tra le mie fauci, mi ha sgridato e fatto allontanare dal pipistrello che mi è caduto dalla bocca e, spaventato a morte, se ne stava tutto raggomitolato sul pavimento, si è armata di scopa e paletta con cui ha catturato l’immonda bestia e l’ha buttato giù dal terrazzo… non quello di prima, un altro, al piano di sotto.

Come avrebbe detto Massimo Troisi, "e Maronn’ ro Carmine, quant’ ammuina pe’ nu pipistrello!!!"bluepaw

04-08-09

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Ipotetica traccia per un episodio di Fringe

E’ mattina. Un uomo si sta svegliando nel suo letto e, mentre si tira su a sedere e prende faticosamente coscienza della realtà circostante, abbassa gli occhi sul suo grembo e il suo sguardo comincia a trasformarsi… da assonnato, a interrogativo, a incredulo, a atterrito… esplode in un urlo terrificante e, mentre l’urlo cresce d’intensità, la telecamera stringe sui suoi avambracci e inquadra due moncherini. Le mani non ci sono più, i polsi sono penosamente recisi, ma non come se fossero stati mozzati con un’accetta… è piuttosto come se le mani si fossero liquefatte, e ancora è visibile un inquietante quanto disgustoso colare di umori.

Dissolvenza, parte la sigla di apertura.

Il fenomeno viene subito portato all’attenzione della Divisione Fringe dell’FBI. Olivia Dunham e Peter e Walter Bishop iniziano subito le loro indagini. Walter è deliziato, non aveva mai assistito a niente del genere e la curiosità di scoprire la causa della fusione delle mani lo esalta e gli fa venire voglia di una pietanza a cui aveva dovuto rinunciare per tutti i 17 anni della sua detenzione nel manicomio criminale St. Claire: un paio di chimichangas pieni zeppi di fagioli, riso, formaggio e macinato di manzo e trasudanti olio di frittura che il figlio Peter forse gli procurerà, o forse no.

Si inizia il prelievo di campioni da analizzare, nello scantinato dell’Università di Harvard c’è tutto un fermento di beute e becker, distillatori, fornelletti, centrifughe in movimento, capsule di Petri, spettrofotometri e gascromatografi. Walter esamina attentamente al microscopio le parti di tessuto fatte reagire con varie sostanze chimiche… è perplesso. Questo caso è davvero ai limiti del razionalmente comprensibile. Walter continua a fare ipotesi e a scartarle. Ne parla con Peter e Olivia, insieme cercano una spiegazione, ma stavolta davvero sembra che non se ne riesca a venire a capo.

Allora decidono di parlare con la vittima del misterioso fenomeno: gli chiedono cos’abbia fatto negli ultimi 3 giorni, chi ha visto, dov’è stato. Dai suoi racconti emergono tante informazioni insignificanti che non li porta da nessuna parte, ma poi… all’improvviso… ecco l’illuminazione! Il soggetto confessa che il giorno prima, per qualche inspiegabile ragione, si trovava nel locale a pianoterra di un condominio di Montesilvano Colle che ospita l’autoclave e il serbatoio di acqua che alimenta il palazzo. In un momento di noia, non avendo niente di meglio da fare, gira la leva del rubinetto che serve ad alimentare l’acqua al serbatoio, interrompendo il flusso che provvede a tenerlo sempre pieno. Col passare delle ore e il consumo dell’acqua da parte degli abitanti del condominio, il serbatoio si svuota, fino a trovarsi totalmente a secco alle 7:45 della mattina dopo, tra il panico generale di tutti gli abitanti del palazzo.

A questo punto, Walter, Peter e Olivia non hanno più dubbi: non v’è soluzione al caso! A tutti i fenomeni, anche quelli apparentemente più inspiegabili, vi è una spiegazione e, soprattutto, vi è un rimedio, tranne che all’imbecillità umana. Anzi, come per una bizzarra legge del contrappasso, scoprono che ad ogni azione da imbecilli, corrisponde una reazione uguale e contraria, per cui l’organo che era stato responsabile di tale azione si dissolve, si scioglie come un cubetto di ghiaccio al sole. Non esiste cura, non esiste rimedio… solo la prevenzione: se non vuoi che una parte di te si sciolga, non fare imbecillate!

L’episodio termina, parte la sigla.

Non pensate anche voi che sarebbe la giusta punizione per tutti quelli che agiscono spinti da un impulso irrefrenabile, senza sapere quello che stanno facendo e ignorando tantopiù l’impatto che la loro azione potrebbe avere su una comunità di persone? Fai un ‘imbecillata, e come per incanto, la parte di te che ha materialmente agito si squaglia, si disfa, senza possibilità alcuna di formarsi nuovamente. CATS, se fossi un uomo, sinceramente comincerei a preoccuparmi, e pure parecchio!
Dite che sono malvagia? naaaaaaa… DEPPIU’!!!purplepaw

21-04-09

Internet mare magnum… post accademico, ironico e di presa per i fondelli

Internet, si sa, è un mare magnum. A me piace pensarlo come un enorme suk… gente che va, gente che viene… colori… profumi… suoni… di tutto e di più, insomma.

Chi apre un blog quindi, dovrebbe sapere che quello che scriverà andrà in pasto ad un pubblico vasto e variegato, un pubblico che capiterà sul suo blog per caso, oppure c’andrà di proposito… che lo troverà interessante oppure no, condivisibile oppure discutibile, significativo o totalmente insulso. Un pubblico che ci tornerà, oppure non c’andrà mai più, ma qualunque cosa scelga, lo farà nella massima libertà consentita dal web, perché il web, piaccia o no, è libero.

E se sceglie di tornare, lo farà perché sa che il blog è lì, a disposizione, pronto per essere letto da chiunque senza bisogno di millantare identità non proprie (a proposito! ne approfitto per salutare qualche vecchia conoscenza, come didda, daria misu, guenda_77, Lauretta69 e pure quell’altra lì… com’è che si chiamava? Idiotis? no, non era IdiotisDeficientis? no, nemmeno quello… ah sì! Genis!!! – Genis?!? mah!), e senza dover rubare le altrui password per accedere a siti con restrizioni di accesso.

Tutto ciò premesso, chi manifesta insofferenza verso visite non gradite al proprio blog, mi rincresce dirlo, dovrà rassegnarsi a continuare a riceverle fintantoché il visitatore avrà voglia di andarci perché, ahimé, è la dura legge del web libero… c’est la vie!
Diversamente, potrà sempre rendere il proprio blog privato, e allora potrà selezionare i propri visitatori, sempre facendo molta attenzione ai millantatori e ai ladri di password di cui sopra… mamma mia, in che brutto mondo viviamo!

Poi, se è fortunato, potrebbe anche scoprire che non ci saranno più visite sgradite al suo blog, ma non certo per fargli un favore, semmai per farlo a se stessi, perché certe atmosfere falsamente melense, oltre che stucchevoli, potrebbero risultare anche molto pericolose per la glicemia. Perché rischiare di beccarsi il diabete???redpaw

26-02-09

Rientro a casa…

… da un’assemblea di condominio, alle 22 (sì sì, avete letto bene: le VENTIDUE!).

Apro la porta, e cosa trovo? 3 gatti 3 che mi fissano, ciascuno di loro con un’espressione che dice tutto. Cosa? Ecco cosa…

Alex: ma dove CATS sei stata fino ad ora?!?

Pepper: ma ti pare questa l’ora di rientrare a casa???

Minnie: HO FAAMEEEEE!!!

Insomma, non basta che ero stata fuori casa ininterrottamente per 13 ore e mezza, non basta che, dopo una giornata di lavoro, nelle ultime 3 ore mi ero dovuta sorbire un’assemblea condominiale, non basta che avevo pranzato solo con uno yogurt e una banana e avevo miraggi di pizza e spaghetti al pomodoro… pure gli sguardi inCATSosi dei gatti mi toccavano!

Che triste destino…greenpaw

06-02-09

Come Hansel e Gretel

Perché voi credete veramente che la scia di lettiera, che dalle cassettine in bagno conduce fino alle nostre cucce, o in altri angoli della casa, si formi perché noi non scuotiamo le nostre zampette e i sassolini ci restano attaccati? Che ingenui che siete!!!  Noi lo facciamo apposta, per ritrovare prima la strada quando dobbiamo tornare alle cassettine… ecco perché quando quella stupida bipede passa la scopa o l’aspirapolvere, ci destabilizza!bluepaw

28-01-09

Di gatti intelligenti e il loro rapporto con la lettiera

Un gatto (o una gatta) intelligente, quando usa la cassettina, cosa fa? Ci entra dentro, inizia a scavare in modo da formare un avvallamento nella lettiera da una parte e una montagnola con la lettiera spostata dall’altra. Poi si posiziona col suo regale deretano sull’avvallamento, deposita la sua santa cacca, e con la zampa fa in modo di spostare la lettiera, dalla montagnola che s’era accumulata prima e sopra la cacca, in modo da coprirla.

Questo, un gatto (o una gatta) intelligente.

Ora vediamo cosa fa Minnie. Lei entra nella cassettina, sta mezz’ora a scavare come se dovesse attraversare il globo terrestre da una parte all’altra. Fa una buca nella lettiera da una parte, e una montagnola con la lettiera smossa dall’altra. E ora inizia il bello: si posiziona col suo regale deretano SULLA MONTAGNOLA, deposita la sua santa (e puzzolentissima) cacca, poi si volta in modo da mettere le zampe anteriori fuori la cassettina e comincia a raspare SUL PAVIMENTO dove, secondo lei, ci sarebbe un’invisibile lettiera con cui ricoprire il souvenir appena deposto. Infine esce completamente dalla cassettina e si allontana con portamento altezzoso, e la cacca rimane lì in bella vista.

Ora, secondo voi, Minnie è una gatta intelligente???

PS: io, ovviamente, sono un gatto intelligente e, anche se mi costa fatica ammetterlo, pure Pepper!greenpaw

03-09-08

Amici e amicizia

Siamo stati un sacco di giorni senza connessione adsl. Chissà perché queste cose accadono sempre a ridosso dei periodi festivi? Pensavamo di rimanere tagliati fuori dal web fino a metà della prossima settimana, e invece stamattina, del tutto a sorpresa, ci chiama il tecnico per ripristinare il servizio… di domenica! Forse forse anche i gestori telefonici cominciano ad avere una coscienza???

Comunque, per festeggiare il nostro ritorno nella blogosfera, vi posto questo simpatico video che la dice lunga sugli amici e l’amicizia

Il nostro ringraziamento va all’a-micio RipperONE che ci ha fatto trovare questa bella sorpresa nella posta elettronica!purplepaw

07-07-08

Comunicazioni di servizio

Abbiamo da fare 2 comunicazioni di servizio, di cui mi faccio portavoce, a nome anche di Minnie, Alex e l’umana.

La prima riguarda il fatto di rispondere ai commenti che ci lasciate, ed è in risposta al commento che ci ha lasciato Giorgio Gattone Nero di Prato, insieme al suo umile e fedele servitore GiuseppeG., ma anche a tutti coloro che avranno fatto lo stesso pensiero di Giorgio e Giuseppe, ma non l’hanno mai espresso.
Allora, è raro che noi si risponda ai commenti. Contrariamente a molti blogger che danno riscontro a tutti i commenti, uno per uno, noi lo facciamo solo qualche volta quando, in maniera del tutto istintiva, ci prende il ghiribizzo di rispondere perché pensiamo che dire la nostra sia importante per chiudere il cerchio, ma è una cosa veramente rarissima… anche perchè spesso ci si mette di mezzo la pigrizia sia nostra, che della bipede che deve scrivere sotto dettatura, e allora… capisciammè!!!
Ma questo non significa ASSOLUTAMENTE che non gradiamo l’a-mici-zia di Giorgio, o del suo servitore Giuseppe, o di CHIUNQUE abbia piacere di passare a leggere e commentare le miazzate che scriviamo di tanto in tanto! Non ci provate più neanche a pensarlo, che vi soffiamo, e pure di brutto vi soffiamo… ffffhhtttttt FFFFFFFHHHHTTTTTTTT!!!
Capito Giorgio e Giuseppe???

La seconda comunicazione riguarda i premi e i meme. Allora, noi siamo felicissimi e lusingatissimi e orgogliosissimi quando qualche blogger (e finora ce ne sono stati diversi) ci nominano per l’assegnazione di un premio, e la buona educazione ci impone di ringraziare per la stima e la considerazione che si è avuto di noi e del nostro blog.
Tuttavia, preferiamo perseguire la nostra linea di condotta che prevede di NON DARE SEGUITO a tali assegnazioni, per un motivo molto semplice: questi premi (per non parlare dei meme che sono ancora peggio) sono un GRANDE SCASSAMENTO DI MARONI!!!
Sono una delle più subdole forme di coercizione che qualche mente perversa che galleggia (e non è un caso che usi il termine galleggia al posto di naviga) nell’infinito mare del web si sia inventato, perché con la scusa che ti si gratifica con un premio, vieni costretto a tua volta a premiare altri, e quindi obbligato a fare una selezione (che non è mai una cosa simpatica da fare, soprattutto perché si suppone che i blog che hai nel tuo blogroll ti piacciano tutti), a scrivere un post che esula completamente dallo scopo del tuo blog, a farti il giro dei tuoi nominati per avvisarli che li hai nominati… e questo può avvenire decine e decine e decine di volte, magari anche per lo stesso premio che ti viene assegnato ripetutamente da blogger diversi!
E torno a ripetere… MA CHE GRANDE SCASSAMENTO DI MARONI!!!
Insomma, non prendeteci per degli ignoranti snob e asociali… siamo felini, quindi è vero che ci concediamo cum grano salis, ma restiamo pur sempre ex-randagi, quindi molto spontanei in ogni nostra manifestazione e, sicuramente, senza la puzza sotto il naso. Apprezziamo la vostra stima e il vostro affetto, ma rifuggiamo da ogni forma di coercizione, peggio che se fosse la FIV o la FeLV!
Portate pazienza e, vi preghiamo, non vogliateci meno bene per questo!

Per farmi, e farci, perdonare, vi lasciamo un paio di foto scattate a tradimento, quando i leoni da guardia sono tracollati per la stanchezza e hanno lasciato cadere… la guardia!!!

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Honi soit qui mal y pense!!! yellowpaw

03-07-08

L’uccellino con la sindrome di Stoccolma

Io non lo so cosa sia la sindrome di Stoccolma, ho solo sentito l’umana ieri mattina che pronunciava ‘sta roba strana, intanto che si dava da fare per sgrinfiarmi il mio ultimo, spettacolare trofeo di caccia: un uccelletto!!!

Gente è stata un’esperienza da brivido! Non potete sapere da quanto tempo aspettavo questo momento… erano anni che continuavo a guardarli volteggiare nel cielo e pensavo "prima o poi qualcuno dovrà posarsi qui… dovrà succedere! Santa Micetta, pensaci tu!!!" E finalmente è successo, ieri mattina… è stata un’azione fulminea, degna di un SEAL! L’umana non fa in tempo neanche ad aprire completamente la persiana, che mi lancio fuori e lei sente un cirp! cirp! ciripiiiiiii!!! che aveva un che di angosciante. Vede questa cosa scura che vola in casa rasentando il pavimento, e me che le sfreccio dietro e, senza neanche darle il tempo di rendersi conto, atterrare il volatile, catturarlo nelle fauci e portarlo al piano do sopra, ovviamente sotto il lettone, al centro, dove l’umana non avrebbe potuto prenderci, non semplicemente estendendo le braccia insomma.

L’umana, macchevveloraccontoaffà? era isterica! continuava a urlare "Alex no! lascialo! lascialo! stupido gatto, lascia quell’uccello!!!", intanto che mi rincorreva e pensava febbrilmente a come sottrarmelo.

"Stupido io? ma stupida ci sarai tu! Vogliamo replicare la situazione di quando ho catturato la mia prima lucertola??? e lasciamici giocare un po’… non voglio ucciderlo, e nemmeno mangiarlo… chi me lo fa fare, con tutte le cose buone che mi fai mangiare tu?!? voglio solo tormentarlo un po’… essù, fammi contento per una volta!"

Ma lei non mi ascolta… continua a pensare e pensare a come fare per liberare l’uccellino. Va giù a prendere qualcosa con cui aiutarsi ad avvicinarlo a sé, e quando torna su, guarda sotto il letto e lancia un grido angosciato "l’hai ucciso! brutto furfante l’hai ucciso, povero uccello!"

Ma che ucciso? si sta fingendo morto, mica è scemo ‘sto qua! Sta sulla schiena con le zampette in aria perché pensa che così lo lascio in pace, ma ci vuole altro per farmi fesso a me! E intanto l’umana riesce a sfilarlo da sotto il letto, con poca convinzione allunga una mano per prenderlo, certa che era morto e non si sarebbe opposto, e invece l’uccello sfugge alla presa a torna vicino a me.

"Ma allora sei un tordo!!!" urla la bipede. "Io cerco di salvarti, e tu torni dal tuo aguzzino… stupido uccello!!!" Di nuovo fà in modo di tirarlo vicino al bordo del letto, lui arriva sotto il comodino, s’intreccia nel filo dell’abat-jour, l’umana cerca di afferrarlo delicatamente per paura di fargli male, lui si libera e torna di nuovo vicino a me.

"Ma allora, oltre che tordo, hai anche la sindrome di Stoccolma!!! Sai che mò mi stai proprio stufando? chi te l’ha detto di venire sul mio terrazzo? chi te l’ha detto di volarmi in casa? ma che non lo sai che qui ci stanno 3 gatti??? Se non ti fai prendere stavolta, ti lascio ad Alex, grrrrr…"

Al terzo tentativo di afferrarlo, con piglio più deciso stavolta, finalmente lo agguanta e lo tiene saldamente con due mani. Lo osserva bene, è poco più di un pullus di passero, coi lati del becco ancora gialli. E’ spaventato… guarda se ha delle ferite, ma non ne vede. "Adesso tu voli, vero? Andiamo fuori al terrazzo e io ti lascio libero, e tu volerai… non mi darai il dispiacere di vederti schiantare giù, vero? Dopo tutto quello che ho fatto per salvarti, non me lo darai questo dispiacere… ti prego, non darmi questo dispiacere!" e con decisione lo lancia in aria. L’uccelletto prende il volo, vola per un breve tratto e plana dolcemente nell’erba della campagna vicina. L’umana è perplessa… si sta chiedendo se è atterrato solo per riprendersi dall’emozione dello spavento, o perché non ce la fa a volare a lungo.

"Sei una stupida umana! Coi gatti che girano liberi in campagna, quell’uccelletto è spacciato, è solo una questione di tempo! Non potevi lasciarmi divertire con lui ancora un po’? Ora chissà quand’è che un altro uccello, tordo e con la sindrome di Stoccolma, tornerà a posarsi sul terrazzo?!?"

Comunque, al di là delle manifestazioni isteriche, le urla, le invettive, io lo so che la mia umana è fiera di me! Lei si arrabbia, mi dice che sono un furfante, un delinquentello, però in fondo in fondo è contenta quando vede che, nonostante l’addomesticamento e il fatto di non avere più… ehm… gli attributi, sono ancora capace di fare il mio mestiere di FELINO!!! redpaw

13-10-07