La cerva Aurora è stata operata!

Ebbene sì, ho appreso ieri la notizia leggendola sul sito dell’Ospedale Veterinario San Michele. Il post dedicato alla triste storia di questa graziosa cerva ha avuto il lieto fine: è stato aggiornato con la notizia del suo intervento e le foto in cui la si può vedere con le sue protesi nuove di zecca, mentre scorazza libera all’interno della riserva faunistica in cui è ospitata, accompagnata dall’onnipresente cervo Filippo, suo grande compagno di giochi.
Sono troppo felice per quest’epilogo!
Purtroppo, Aurora non è che un singolo esemplare di animale selvatico che rimane vittima di un habitat in costante mutamento, reso sempre più a misura d’uomo, incurante della natura che viene distrutta senza pietà. Lei ha potuto salvarsi, molti altri non ce la fanno. Lei è il loro riscatto. Il suo salvataggio, gli interventi che ha subito e che subirà, le protesi che le hanno innestato sono simbolo di quel desiderio di tutela della natura e del mondo selvatico che si contrappone allo scempio di cemento, asfalto e inquinamento che si continua a perpetrare in nome del “progresso”, in una tenzone sempre più aspra e accanita.
Chi vincerà, l’avidità o il buonsenso? l’indifferenza o la consapevolezza? Io tifo per i secondi.
Ringrazio di cuore il Dr. Zeira e tutto lo staff dell’Ospedale Veterinario San Michele che hanno curato Aurora, i volontari del Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica – Monte Adone che hanno soccorso Aurora e l’hanno affidata alle cure del Dr. Zeira, e tutti quelli che hanno contribuito in qualche modo a concretizzare questo sogno, con offerte di denaro o divulgando l’appello.
Precedenti riferimenti alla storia della cerva Aurora su questo blog li potete trovare qui e qui.

Adozione a distanza della cerva Aurora

Riferendomi al post precedente, quello in cui racconto la storia della cerva Aurora, invitando chiunque fosse interessato a contribuire all’intervento a cui dovrà sottoporsi per poter avere le protesi definitive alla zampe posteriori, volevo informare che è possibile anche adottarla a distanza.
Per la modica cifra di 8€ al mese, per un periodo di almeno 6 mesi o multipli, si può fare un’azione meritevole che aiuterà questa dolce bestiola a riacquistare una mobilità più idonea alla sua natura.
Verrà rilasciato un attestato di adozione dal Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica – Monte Adone che, lo ricordo, è una Onlus, pertanto le donazioni sono fiscalmente detraibili.
Qui di seguito copioincollo la mail ricevuta dal centro coi ragguagli sull’adozione a distanza della cerva Aurora

Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica – Monte Adone –           
Sede nazionale: Via Brento, 9 – 40037 Sasso Marconi (BO) – tel/fax 051/847600
e – mail: info@centrotutelafauna.orghttp://www.centrotutelafauna.org
Associazione di volontariato ONLUS – C.F. 01608451207

GENTILISSIMA Concetta,
sono Gaia Ferrara e faccio parte dello staff del Centro Tutela Fauna di Monte Adone!
Dovrebbe esserle arrivata qualche minuto fa anche un’altra mail che stiamo girando a tutti coloro che, come lei, hanno risposto all’appello su Aurora!
Sul nostro sito è evidenziata l’iniziativa delle adozioni a distanza ma solo relativamente agli esemplari di fauna esotica nostri ospiti fissi; in questo senso, vi sono anche delle cifre mensili simboliche stabilite a seconda della specie scelta. Non ha trovato nulla in riferimento alla fauna autoctona perchè, di norma, sono animali destinati alla reintroduzione in natura; questo purtrobbo non varrà anche per la giovane Aurora e da qui nasce l’iniziativa. Purtroppo, per problemi e di tempo e logistici,  non siamo ancora riusciti ad aggiornare il sito in merito a questa oppurtunità!
Avremmo stabilito per Aurora la cifra mensile di € 8 per cui lei, avendo già versato € xx, può già tranquillamente considerare di aver ampiamente adempiuto ai primi 6 mesi di adozione a distanza. Qualora, in futuro, volesse proseguire con il suo sostegno, potrà farlo, attraverso i medesimi canali che ha usato ora, specificando il periodo di adozione (6 mesi o un anno).
Ne approfitto dunque per girarle l’attestato di adozione a distanza intestato a lei e con l’indicazione del periodo.
E, nuovamente, ci tengo a ringraziarla di cuore per il suo aiuto e a riportarle il saluto affettuoso di tutto lo staff del Centro!
Sempre a sua disposizione,

Gaia Ferrara – Centro Tutela Fauna

e qui vi mostro con orgoglio il mio attestato di adozione

Attestato di adozione della cerva Aurora

Attestato di adozione della cerva Aurora

Infine, voglio mostrarvi un video di questa dolce creatura

Impossibile non innamorarsene, vero?
Tuttavia voglio ricordare che è possibile aiutare la cerva Aurora anche solo con una piccola donazione, o semplicemente divulgando il suo appello. Quanti più ne saranno informati, tanto più alte saranno le probabilità di raggiungere la cifra necessaria all’acquisto delle protesi. Perciò coraggio, ogni piccolo aiuto da parte nostra può trasformarsi in una grande opportunità per lei!

La storia della cerva Aurora, cerchiamo tutti di aiutarla!

Copioincollo dal sito dell’Ospedale Veterinario San Michele:

Nelle fiabe di Walt Disney, Bambi rimane da solo in mezzo ad un ambiente ostile, in balia di mille pericoli, minacciato e perseguitato, ma tra tante difficoltà, alla fine, riesce a salvarsi e la storia, come sempre, nelle fiabe di zio Walt, finisce bene.
Questa che vi raccontiamo non è una fiaba, è una storia vera, molto più breve e cruenta rispetto a quella dei cartoni animati.
La nostra Bambi, Aurora, mentre aspettava la sua mamma in mezzo ad un campo coltivato, improvvisamente si è trovata di fronte ad un mezzo agricolo enorme e mentre la mamma riusciva a scappare la piccola veniva falciata prima ancora di poter capire cosa stava succedendo. Le lesioni riportate sono subito risultate importanti. Una delle zampe posteriori era rimasta a terra, tranciata di netto, mentre l’altra era stata tagliata a 15 centimetri dal piede, lasciando quest’ultimo attaccato solo attraverso brandelli di pelle e qualche vaso sanguigno.
Così a nemmeno un mese di vita, la piccola è rimasta sola e senza speranza, con le zampe anteriori sane, ma gravemente ferita e dolente agli arti posteriori.
Ma ecco che la storia cambia.
Alcune persone di buon cuore, scoprendo tanto scempio, hanno prontamente chiamato i volontari del CRAS di Monte Adone, i quali, dopo aver recuperato la piccola Aurora e approntato le prime cure, la trasferivano presso il nostro ospedale.
Il salvataggio è riuscito, ma il danno rimane apparentemente non compatibile con la vita di un animale selvatico abituato a correre nei boschi…

Ormai è passato più di un anno e la piccola Aurora è diventata una bellissima cerva; grazie ad una protesi provvisoria, oggi vive dignitosamente in uno spazioso recinto al Centro di Monte Adone, in compagnia di un cervo maschio, Filippo che è cresciuto con lei.
La voglia di vivere di questo splendido animale traspare nei suoi grandi occhi lucidi e la speranza di poterle restituire la capacita di camminare con due protesi permanenti sta diventando una realtà.
Insieme ad un gruppo di esperti, infatti, abbiamo progettato due protesi per le zampe lese.
Ovviamente con tutta la buona volontà di chi produce questo materiale, i costi sono molto elevati.
Per lei diventa indispensabile un aiuto in più.
L’Ospedale San Michele, nella persona del Dott. Zeira, farà fronte alle spese chirurgiche, mentre per le protesi (circa 4000 euro) è necessario chiedere l’aiuto a chiunque se la sentisse di darci una mano a realizzare questo grande sogno, amanti degli animali o solo grandi sognatori.
La strada verso la guarigione è ancora lunga, ma lasciarla in queste condizioni non è possibile perché non le permetterebbe di condurre una vita compatibile con le sue esigenze.
Siamo consapevoli che non potrà più essere liberata in natura, ma almeno potrà vivere dignitosamente in un’area protetta insieme al suo compagno.
La voglia di vedere Aurora correre insieme a Filippo è grande, aiutaci anche tu !!!!!

Per le offerte i sostenitori possono utilizzare Paypal specificando la causale CRAS – PROGETTO PROTESI CERVA – il link diretto sul sito del CRAS: http://www.centrotutelafauna.org/come_aiutarci.htm
Oppure con bonifico bancario specificando la causale:
c/c n. 299/8 CARISBO – Ag. Sterlino – Bologna
ABI 06385 CAB 02494
IBAN: IT 30 D063 8502 4940 7400 000299K

Grazie di cuore a tutti
I medici dell’Ospedale Veterinario San Michele e i volontari del Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica – Monte Adone.

Questa storia mi ha toccato profondamente, sia per la disavventura occorsa alla cerva Aurora, che per il gran cuore mostrato da tutte le persone coinvolte nel suo salvataggio e nella sua riabilitazione. Io vorrei che la storia avesse il migliore dei finali, e che Aurora potesse tornare ad avere la vita dignitosa che le protesi potrebbero consentirle di avere, e per questo le farò giungere il mio piccolo contributo.
A tutti voi che leggete, se non potete aiutare con una donazione, fatelo almeno con la divulgazione. Fate conoscere anche voi la storia della cerva Aurora, e cerchiamo tutti di far raggiungere la cifra necessaria a rendere il sogno realtà.

Olive update!

Miao a tutti gli a-mici che ci leggono!
Volevo aggiornarvi sullo stato dell’adozione di Olive. Dunque, l’adozione in realtà non c’è stata. Nonostante gli appelli sparsi ovunque, e per cui voglio ringraziare anche molti di voi che hanno messo a disposizione spazio sui loro blog, siti, pagine Facebook e quant’altro, nessuna di queste iniziative è andata a buon fine.
Rassegnata alla prospettiva di doverla tenere io, in realtà la situazione ha subito una brusca svolta, e non necessariamente in peggio.
Olive era stata chiaramente emarginata dai miei 3 furfanti, che sono rimasti fermi e coerenti nel loro rifiuto di accoglierla sul “loro” territorio. Inutile dire che la micia viveva questa condizione con estremo disagio, autosegregandosi in uno spazio molto ristretto della casa che comprendeva cucina e bagno, temendo i miei gatti e facendo la pipì sui tappetini e le tovagliette che stanno sotto le ciotole delle pappe.
Dopo averci pensato e ripensato a lungo, ho capito che lei era infelice, perché dopo essere nata e aver vissuto da gatta libera per circa un anno e mezzo della sua vita, ora era costretta in una prigione che, seppur dorata, sempre prigione è. I miei erano infelici perché non vedevano di buon occhio l’arrivo dell’intrusa e continuavano a ringhiarle e soffiarle ogni volta che se la trovavano di fronte. Io ero infelice perché assistevo inerme a questo stato di tensione intanto che ripulivo le pipì di Olive.
Insomma, a farla breve, la sera del 25 aprile l’ho riportata giù, nell’area del parcheggio condominiale dove aveva vissuto e dato alla luce i suoi cuccioli prima della sterilizzazione, e dove ha ritrovato un mondo che le era familiare, la cuccia-casetta che noi del palazzo avevamo sistemato in prossimità del mio box auto e il suo amico di sempre Batman. All’inizio è rimasta un po’ disorientata ed è corsa a nascondersi sotto un’auto, ma quando ha capito che vicino alla casetta c’è l’angolo pappa che provvedo personalmente a rifornire ogni giorno, e che può vivere e circolare liberamente in un’area che, a conti fatti, non presenta tantissimi pericoli, è tornata ad essere una gatta felice!
Ora che le giornate sono calde e fa buio tardi, lei se ne va a zonzo, spesso quando scendo la mattina per andare al lavoro, lei è già sparita, e quando torno la sera può darsi che non sia ancora tornata, ma se ha fame, potete giurarci che sta là ad aspettarmi, e se vedeste con che prepotenza reclama la sua pappa! 😉
Batman in questo periodo la lascia spesso da sola perché lui è un maschio giovane che continua ad avere degli “appetiti” che lei non ha più voglia di soddisfare. Quindi lui sparisce per interi periodi, poi magari si fa rivedere quando ha fame (di cibo), per poi sparire di nuovo. E comunque, vederli mangiare dallo stesso piatto mi dà una grande gioia, è una scena che mai e poi mai avrei potuto vedere a casa mia, dove dovevo tenere la ciotole di Olive ben lontane da quelle dei “mostri”.
A casa la situazione è tornata alla normalità: ora che i miei hanno potuto abbassare la guardia, sono tornati alla vita che facevano prima: grandi magnate, grandi dormite, grandi litigate.
Vi metto qualche foto di Olive e Batman a “cena” insieme: notate che, mentre lei tiene il muso affondato nel piatto e non lo alza finché non s’è abboffata come una porcella, lui è molto più guardingo e mi fissa perché è molto diffidente. Non si lascia avvicinare neanche per farsi accarezzare. Lui è sempre stato così, e lo è diventato ancora di più da quando mi vide catturare Olive per farla sterilizzare. Ma bon! io non voglio toccarlo, e men che meno catturarlo. Mi basta vederlo mentre mangia, e ogni volta che torna dopo un periodo più o meno lungo di sparizione, tiro un sospiro di sollievo perché vedo che è ancora vivo!

Olive e Batman a cena

Olive e Batman a cena

Olive e Batman a cena

Olive e Batman a cena

Olive e Batman a cena

OK, il redirect funziona

Avevo qualche dubbio, ma Splinder si è comportato bene e il redirect dal vecchio blog, che da oggi non esiste più, a questo funziona.
Che dire? anche se non curavo più il bloggattaro con la frequenza di un tempo, sapere che non esiste più nella forma in cui ero abituata a vederlo, insieme con tutti gli altri che risiedevano sulla piattaforma di Splinder, mi fa un po’ strano. Ma tanto lo so che non durerà a lungo, le cose nascono, ti travolgono, muoiono e dopo un po’ te le dimentichi. Succede con le persone, figuriamoci con una realtà virtuale!
Comunque sono contenta che il redirect funzioni, almeno così chi mi vuole trovare attraverso il vecchio url ci può riuscire, e non penserà che io ed i gatti ci siamo suicidati insieme a Splinder! 😛

Il gatto nella storia

Questo rapido e sintetico resoconto sull’origine e l’evoluzione del gatto nelle varie razze l’ho trovato per caso qui, mi è piaciuto e l’ho preso in prestito 😉 Godetevi anche voi la lettura!

La storia è un insieme di date e avvenimenti che, spesso, hanno cambiato le sorti del mondo, ma un elemento costante nella storia del mondo è stato il gatto.

I primi esemplari felini risalgono ai tempi degli Egizi per i quali il gatto era un animale sacro, apprezzato come cacciatore di topi e serpenti. Le più antiche testimonianze risalgono al 2130 a.C., quando la capitale dell’Egitto era la città di Bubasti, famosa per il culto dei gatti sacri.
Dipinti raffiguranti gatti simili agli odierni Abissini e Egyptian Mau si possono trovare facilmente in Egitto e nei paesi dell’area mediorientale. Quando il gatto di casa moriva gli egiziani si rasavano i capelli e le sopracciglia in segno di lutto e chi usava violenza a un gatto veniva trattato alla stessa stregua di un comune delinquente.
Famosa è la raffigurazione della dea Bastet, ritratta con sembianze di gatta.

Un altro popolo, i Romani, aveva presso di sé un gatto a pelo corto che, al seguito delle legioni, si è diffuso in tutta Europa dando origine all’Europeo. Scriveva l’imperatore romano Cesare Augusto “La mia gatta dal pelo lungo e dagli occhi gialli, intima amica della mia vecchiaia…”

Attraverso mille viaggi e traversie umane e feline si arriva intorno al 1500 quando l’esploratore Pietro Della Valle porta in Europa i primi gatti a pelo lungo, originari dell’Asia Minore dove erano conosciuti e apprezzati da molto tempo.
Questi gatti dal mantello candido divennero subito oggetto di desiderio di nobili e re e furono i progenitori del Persiano e dell’Angora-Turco che giungono a noi oggi attraverso la selezione degli allevatori.

Tra l’VIII e l’XI secolo i Vichinghi, nel pieno della loro espansione, diffusero il Norvegese delle Foreste, che viaggiava con loro sulle navi per liberare le stive dai topi.
Questo gattone dal pelo semilungo e dall’espressione selvaggia come i suoi padroni è diventato il gatto nazionale scandinavo, al punto che gli allevatori norvegesi e svedesi lo esportano poco volentieri nel resto del mondo.

Intorno all’anno mille i Templari portarono in Europa il Certosino, quieto gattone dall’affascinante manto blu, affidandolo ai monaci che lo allevarono nei loro monasteri per preservare le preziose miniature e i manoscritti dai topi.
Dalla quiete dei monasteri ai fasti della popolarità il Certosino ha corso il rischio di essere estinto alla fine della seconda guerra mondiale e soltanto il lavoro di pochi appassionati allevatori francesi ce lo ha restituito in tutta la sua quieta bellezza.

Nel periodo buio dell’Inquisizione, dal 1200 al 1600, il gatto fu considerato l’incarnazione del demonio a causa della sua indole fuggevole e misteriosa e perseguitato insieme alle donne che venivano considerate streghe anche solo per praticare l’arte della medicina e dello studio.
Chi si accompagnava ad un gatto veniva bollato come portatore di maleficio e nella notte di San Giovanni nelle piazze venivano bruciati vivi centinaia di gatti rinchiusi in ceste insieme alle donne accusate di stregoneria.
Favoriti dalla quasi totale scomparsa dei gatti i topi presero a proliferare e ben presto, grazie anche alle condizioni igieniche precarie e alle pulci che si accompagnavano ai ratti, scoppiarono tremende epidemie.
Il flagello della peste nelle principali città europee e soprattutto in Milano è stato ampiamente illustrato dal Manzoni nei suoi celeberrimi Promessi Sposi.

Una razza di origini molto antiche e misteriose è il Sacro di Birmania, che viveva nella quiete mistica dei monasteri birmani insieme ai monaci dalle vesti arancioni.

Il 1800 vede grandi cambiamenti, anche per quello che riguarda i felini che si riscattano da secoli di persecuzioni. In questo secolo si inizia ad apprezzare il gatto come animale da compagnia, anche per la sua bellezza. Risale al 1871 la prima esposizione felina che si svolse al Cristal Palace di Londra e che vide per la prima volta sulla scena europea razze come il British, gatto nazionale inglese discendente dal gatto Europeo portato in Inghilterra dagli antichi romani, il Siamese, importato dall’Oriente e amato per le sue punte colorate e i suoi occhi blu che oggi riconosciamo come Thai o Siamese vecchio tipo e il Maine Coon, il gigante d’America, gatto nazionale americano e signore dei boschi d’oltreoceano.
Selezionato nel suo paese d’origine da molti anni si dice che il Maine Coon, uno dei più grossi gatti domestici, discenda dai gatti della regina Maria Antonietta abbandonati dal Marchese di Lafayette sulle coste del nuovo mondo che, incrociandosi con i gatti semi selvatici locali, hanno dato origine al Maine Coon.

Sempre dall’Inghilterra arrivano nel novecento lo Scottish Fold, dalle orecchie piegate all’ingiù e dall’espressione tenera e accattivante, il Devon Rex dalle grandi orecchie a pipistrello e dal cortissimo pelo arricciato che ha ispirato Carlo Rambaldi, il papà di E.T., e l’elegante Cornish Rex, considerato il levriero tra i gatti per la sua linea esile e filiforme con il pelo corto, fine e ondulato come il velluto.

Oggi ci sono moltissime razze feline, alcune sono più conosciute e altre lo sono di meno; tra i gatti rari possiamo annoverare l’American Curl, un bel gatto robusto a pelo semilungo con le caratteristiche orecchie piegate all’indietro a sfiorare il cranio.

Altra razza giovane e rara è il Ragdoll, affascinante gatto point dagli occhi blu e dalla particolare caratteristica di abbandonarsi tra le braccia del padrone come la bambola di pezza da cui prende il nome.

Antico ma di recente selezione è il Blu di Russia, compagno degli zar e ugualmente antico è il Gatto di Ceylon, razza riconosciuta grazie al lavoro di un italiano, il dottor Paolo Pellegatta che ci ha portato da Ceylon, dove nacque Budda, questa perla rara.

Un discorso a parte merita l’Exotic, versione a pelo corto del più antico Persiano.
Del cugino in abito lungo questo gatto ha copiato tutte le caratteristiche morfologiche tranne che la lunghezza del pelo. L’Exotic infatti ha il pelo corto, differente da tutti gli altri peli corti delle altre razze, e mantiene inalterati nell’espressione quei segnali infantili che lo rendono simile ad un eterno cucciolo e scatenano negli estimatori di questa razza una sorta di istinto di protezione, come si farebbe con un bambino.

Razze antiche come il mondo, razze moderne e razze create dall’uomo con incroci, come per esempio Bengal e Tonkinese, ma nella società di oggi sempre più spesso si associa la donna al gatto.
Nel mondo moderno le donne hanno un ruolo sempre più incisivo che hanno conquistato con fatica, donna e gatto hanno dovuto lottare allo stesso modo per ricevere il giusto riconoscimento dalla società, ma in ogni caso i nostri amici gatti restano una parte importante della vita di tutti.
Chi ha la fortuna di avere un compagno felino con il quale dividere la vita sa quanto è bello avere un amico che ci riconosce come suo pari e come tale ci tratta, con condiscendenza, a volte con un pizzico di insolenza magari, ma non c’è sensazione più rilassante e tranquillizzante di accarezzare una morbida pelliccia al suono rassicurante di sonore fusa.

L’ospite temporanea è ormai guarita e pronta per essere adottata!

Vi dò qualche informazione in più su questa splendida micia tricolore che vorrei veramente sistemare in una famiglia che se ne prenda cura.
Dimorava nell’area di parcheggio condominiale del mio palazzo, dove aveva già dato alla luce 2 cucciolate. Ha un’età presunta tra i 16 e i 18 mesi, pelo semilungo, dolcissima e coccolona, appena fatta sterilizzare.
Cerco per lei una famiglia amorevole, possibilmente in Abruzzo, ma sono disposta a valutare anche destinazioni fuori regione, purché vada a stare con persone VERAMENTE AMANTI DEI GATTI. Verrà richiesta la firma del modulo di adozione.

Micia tricolore

Micia tricolore

Micia tricolore

Avete visto che aspetto regale che ha? Questa micia è nata per fare la principessa in una casa e dormire su cuscini di velluto, non sulla fredda e nuda terra!
Chiunque fosse interessato/a all’adozione può lasciarmi un messaggio nei commenti, oppure può contattarmi all’indirizzo di posta elettronica 3blindmice.mpa at gmail.com

Ospite temporanea

E’ MiciaMamma, una dolcissima tricolore che da diversi mesi vive da randagia sotto il nostro palazzo, dando alla luce già 2 cucciolate.
Per evitare che venissero al mondo ancora altri mici, questo lunedì appena passato l’ho catturata e portata dalla veterinaria per la sterilizzazione, che è stata effettuata il giorno dopo. Ora è convalescente a casa mia e si sta riprendendo alla grande! E’ vispa ed è dolce come il miele, coccolona e ronronnosa… guardate che meraviglia!

MiciaMamma

Giovane randagina appena sterilizzata in cerca di famiglia

Oltre a somministrarle l’antibiotico, che lei ingoia senza fare un fiato, le sto curando anche gli occhietti, e infatti il sinistro, che nella foto appare un po’ più chiuso, già comincia a stare meglio.

Spero di riuscire a trovarle una famiglia che la voglia adottare, io non la posso tenere, c’è Alex che è decisamente sul piede di guerra, e non ho cuore di rimetterla in strada 😦