L’uccellino con la sindrome di Stoccolma

Io non lo so cosa sia la sindrome di Stoccolma, ho solo sentito l’umana ieri mattina che pronunciava ‘sta roba strana, intanto che si dava da fare per sgrinfiarmi il mio ultimo, spettacolare trofeo di caccia: un uccelletto!!!

Gente è stata un’esperienza da brivido! Non potete sapere da quanto tempo aspettavo questo momento… erano anni che continuavo a guardarli volteggiare nel cielo e pensavo "prima o poi qualcuno dovrà posarsi qui… dovrà succedere! Santa Micetta, pensaci tu!!!" E finalmente è successo, ieri mattina… è stata un’azione fulminea, degna di un SEAL! L’umana non fa in tempo neanche ad aprire completamente la persiana, che mi lancio fuori e lei sente un cirp! cirp! ciripiiiiiii!!! che aveva un che di angosciante. Vede questa cosa scura che vola in casa rasentando il pavimento, e me che le sfreccio dietro e, senza neanche darle il tempo di rendersi conto, atterrare il volatile, catturarlo nelle fauci e portarlo al piano do sopra, ovviamente sotto il lettone, al centro, dove l’umana non avrebbe potuto prenderci, non semplicemente estendendo le braccia insomma.

L’umana, macchevveloraccontoaffà? era isterica! continuava a urlare "Alex no! lascialo! lascialo! stupido gatto, lascia quell’uccello!!!", intanto che mi rincorreva e pensava febbrilmente a come sottrarmelo.

"Stupido io? ma stupida ci sarai tu! Vogliamo replicare la situazione di quando ho catturato la mia prima lucertola??? e lasciamici giocare un po’… non voglio ucciderlo, e nemmeno mangiarlo… chi me lo fa fare, con tutte le cose buone che mi fai mangiare tu?!? voglio solo tormentarlo un po’… essù, fammi contento per una volta!"

Ma lei non mi ascolta… continua a pensare e pensare a come fare per liberare l’uccellino. Va giù a prendere qualcosa con cui aiutarsi ad avvicinarlo a sé, e quando torna su, guarda sotto il letto e lancia un grido angosciato "l’hai ucciso! brutto furfante l’hai ucciso, povero uccello!"

Ma che ucciso? si sta fingendo morto, mica è scemo ‘sto qua! Sta sulla schiena con le zampette in aria perché pensa che così lo lascio in pace, ma ci vuole altro per farmi fesso a me! E intanto l’umana riesce a sfilarlo da sotto il letto, con poca convinzione allunga una mano per prenderlo, certa che era morto e non si sarebbe opposto, e invece l’uccello sfugge alla presa a torna vicino a me.

"Ma allora sei un tordo!!!" urla la bipede. "Io cerco di salvarti, e tu torni dal tuo aguzzino… stupido uccello!!!" Di nuovo fà in modo di tirarlo vicino al bordo del letto, lui arriva sotto il comodino, s’intreccia nel filo dell’abat-jour, l’umana cerca di afferrarlo delicatamente per paura di fargli male, lui si libera e torna di nuovo vicino a me.

"Ma allora, oltre che tordo, hai anche la sindrome di Stoccolma!!! Sai che mò mi stai proprio stufando? chi te l’ha detto di venire sul mio terrazzo? chi te l’ha detto di volarmi in casa? ma che non lo sai che qui ci stanno 3 gatti??? Se non ti fai prendere stavolta, ti lascio ad Alex, grrrrr…"

Al terzo tentativo di afferrarlo, con piglio più deciso stavolta, finalmente lo agguanta e lo tiene saldamente con due mani. Lo osserva bene, è poco più di un pullus di passero, coi lati del becco ancora gialli. E’ spaventato… guarda se ha delle ferite, ma non ne vede. "Adesso tu voli, vero? Andiamo fuori al terrazzo e io ti lascio libero, e tu volerai… non mi darai il dispiacere di vederti schiantare giù, vero? Dopo tutto quello che ho fatto per salvarti, non me lo darai questo dispiacere… ti prego, non darmi questo dispiacere!" e con decisione lo lancia in aria. L’uccelletto prende il volo, vola per un breve tratto e plana dolcemente nell’erba della campagna vicina. L’umana è perplessa… si sta chiedendo se è atterrato solo per riprendersi dall’emozione dello spavento, o perché non ce la fa a volare a lungo.

"Sei una stupida umana! Coi gatti che girano liberi in campagna, quell’uccelletto è spacciato, è solo una questione di tempo! Non potevi lasciarmi divertire con lui ancora un po’? Ora chissà quand’è che un altro uccello, tordo e con la sindrome di Stoccolma, tornerà a posarsi sul terrazzo?!?"

Comunque, al di là delle manifestazioni isteriche, le urla, le invettive, io lo so che la mia umana è fiera di me! Lei si arrabbia, mi dice che sono un furfante, un delinquentello, però in fondo in fondo è contenta quando vede che, nonostante l’addomesticamento e il fatto di non avere più… ehm… gli attributi, sono ancora capace di fare il mio mestiere di FELINO!!! redpaw

13-10-07

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15 thoughts on “L’uccellino con la sindrome di Stoccolma

  1. Povero uccelletto! Però è vero, danno soddisfazione quando colpiscono. Anche se non sempre gli va bene.. Una volta Klee prese un uccellino e le si rivoltarono contro + uccelli beccandola tanto che non è uscita di casa per 2 giorni!! Che scema 🙂

  2. Gli umani!!! Ma che cavolo ci avranno in quella testa grossa!! Pensa Alex, a-micio mio, ho dovuto smettere di dare la caccia a uccellini, lucertole, cavallette et company. Tutte le volte che acchiappavo qualcosa e lo portavo agli umani,(per fargli vedere la mia bravura) erano strilli e botte da non ti dire. Ricordo ancora quante botte mi sono preso dal G.G che voleva togliermi un passerotto dalla bocca. Non è che con questo adesso non caccio più, solamente ho imparato che quando prendo qualcosa lo tengo per me e a loro non gliela faccio vedere. D’altronde bisogna capirli poveretti. Anzi no, non ce la faccio a capirli. Che ti devo dire, PAZIENZA
    (Giorgio gattone nero di Prato)

  3. acqueprofonde, cito da Wikipedia: La sindrome di Stoccolma è una condizione psicologica nella quale una persona vittima di un sequestro può manifestare sentimenti positivi (in alcuni casi anche fino all’innamoramento) nei confronti del proprio rapitore.

  4. E io aggiungo che l’ esempio più eclatante della “Sindrome di Stoccolma” è il caso di Patricia Hearst, giovane ereditiera americana, rapita dall’Esercito di Liberazione Simbionese, del quale entrò, in seguito, a far parte, combinandone di cotte e di crude.

    Hai visto a che ora ho scritto il post col calendario? Alle 6 stamattina e ti giuro che avevo quasi freddo…pensavo sarebbe stata una giornata meno torrida, ma mi sbagliavo; il calendario è stato partorito, invece, due giorni fa in orario abbastanza fresco.
    Comunque il salotto, nel raggio di oscillazione del ventilatore, non è la parte più calda della casa e non ci sto male^^
    Ti è piaciuto davvero? ^^^

  5. E’ incredibile ma esattamente qualche giorno fa (una settimana, forse), Rino e Winnie hanno catturato anche loro il primo uccellino (di notte!) rischiando di ammazzarlo! Che colpo, fortuna che ho sentito il grido disperato di quest’ultimo!!

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