Mici in appartamento: è crudele o no?

Un paio di post fa una lettrice anonima ci lasciava un commento per chiedere conforto dopo essersi sentita messa sotto accusa da chi sosteneva che è crudele tenere un gatto in appartamento. Il discorso non è facile, per cui ci siamo riservati di dedicargli un post, cosicché anche agli altri sia dato modo di dire come la pensano. Per ora, vi dico come la pensiamo io, Pepper, Alex e la nostra umana.

In effetti, vivere relegati in un appartamento, per quanto grande e confortevole possa essere, non è una scelta in linea con la nostra natura. E’ vero: noi siamo dei predatori, amiamo la vita all’aria aperta, acquattarci nell’erba, arrampicarci sugli alberi, cacciare. Il punto è: dov’è che ci è consentito fare tutto ciò? E con questo intendo, senza pericoli per la nostra incolumità? Voi umani avete reso tutto a dimensione vostra, avete costruito palazzi, strade, centri commerciali, cinema multisala… avete abbattuto gli alberi, rasato tutta l’erba, creato nastri d’asfalto dove prima c’erano dei sentieri, e dove ora passano veicoli di ogni genere a forte velocità. Un tempo cacciavamo topi, lucertole e altri animali che popolavano il nostro habitat… oggi i randagi, se vogliono mangiare, devono saccheggiare i cassonetti dell’immondizia, ed anche questo è contro la nostra natura, allo stesso modo che vivere in un appartamento. Con l’unica differenza che quelli di noi che vivono in un appartamento sono al riparo dai pericoli che minacciano i randagi, pericoli che non ci siamo creati noi, ma per cui dobbiamo ringraziare soltanto voi umani!

E anche i gatti che vivono in campagna, non è che stiano meglio di noi. Ormai anche le campagne più remote sono attraversate dalle strade, e la nostra umana, che ne percorre una tutti i giorni per andare e tornare dal lavoro, è testimone di quanti gatti stirati sull’asfalto le capita d’incontrare, gatti che se ne andavano placidamente per i fatti loro, seguendo i loro ritmi e la loro natura, e che all’improvviso sono stati travolti da un’auto in corsa (perché voi umani andate sempre di corsa… ma dove cazzo andate? e scusate il francesismo…).

Per molti di voi tutto questo non fa differenza: il gatto è un animale nato libero che deve vivere libero. Molti altri di voi, invece, sentono il bisogno di difenderci dai pericoli a cui siamo costantemente esposti e che non ci siamo creati noi, e per questo preferiscono tenerci "prigionieri" in casa, piuttosto che liberi, ma a rischio di morte precoce e violenta. E’ la solita questione: meglio un giorno da leone o cento da pecora?

Forse non esiste una risposta definitiva a questa domanda. Come sempre ci saranno i fautori del leone e quelli della pecora… Tutto quello che vi posso dire è che IO una casa me la sono cercata, Alex ha miagolato a squarciagola finché non ha incontrato la nostra umana che l’ha raccattato e preso con sé, e Pepper… bé, lei è stata catturata e portata qui, ma di sicuro ora non se ne andrebbe più. Né lei, né Alex, né io… forse là fuori c’è tutto un mondo da scoprire, ma con ogni probabilità non faremmo in tempo, perché arriverebbe prima qualche pericolo a stroncarci le zampe.

Siete liberi di pensarla come volete, noi siamo felici così, e a chi si sente di prendersi in casa un gatto per amore, noi non possiamo che incoraggiarlo a seguire quello che gli dice il suo cuore!

E adesso tocca a voi: tenere un gatto in appartamento è crudele o no? Dite la vostra!

P.S.: alla lettrice anonima che ci ha posto il quesito chiediamo solo di farci sapere il suo nome, o un nick, o anche soltanto il nome del suo gatto che, checché ne possano dire gli altri, è un gatto fortunato, MOLTO fortunato!

P.P.S.: per chi non lo avesse ancora fatto, ricordatevi di prendere la misura della coda del vostro gatto e di iscriverlo al nostro concorso!!!bluepaw

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23 thoughts on “Mici in appartamento: è crudele o no?

  1. ciao!

    sono Luna di cristallo e ho fatto partecipare Ginger (7 anni, 23 cm di coda) e Pixie (4 mesi e mezzo, 29 cm di coda) al concorso…

    ho avuto tanti gatti nella mia vita, il primo è scomparso misteriosamente una sera in cui è uscito di casa e non è + tornato, dopo 6 anni che era con me, avevo 13 anni quando è sparito nel nulla, insieme a molti altri gatti nello stesso periodo, purtroppo non ho mai saputo dove sia finito… 😦

    dopo 2 mesi e mezzo è arrivata il mio Angelo, Penny, in cortile e non mi ha + lasciato, era luglio del 1991, dopo un mese ha messo al mondo 7 splendidi pelosini di cui ho tenuto Tigre, il + piccolo della cucciolata, come Giano anche loro erano liberi, ma dalla sera alle 19, alle 7 del mattino li chiudevamo in casa, li avevo abituati così dopo la scomparsa di Giano, il primo micio e loro hanno continuato a tornare a casa tutte le sere a quell’ora, ma non si muovevano mai di molto, + che altro stavano in cortile o nel prato vicino, vivevo in montagna, loro erano sempre con me, quando tornavo a casa da scuola mi aspettavano, stessa cosa quando ho cominciato a lavorare, quando uscivo li avevo sempre dietro come cagnolini, andavo da mia zia attraversando prati, boschi e un ruscello e loro erano sempre con me, mia zia ormai sapeva già che se vedeva me, dopo 2 secondi vedeva sbucare anche loro… erano la mia anima, la mia vita… con loro sono stata fortunata, quando uscivo col cane, venivano anche loro, mi bastava dire: “Pe, Ti, state da una parte che c’è una macchina” o anche solo: “Pe, Ti, macchina”, loro si buttavano da un lato in mezzo all’erba e uscivano quando la macchina era passata… erano la mia ombra, al mattino quando andavo a prendere il pulman per andare a scuola, in una strada + trafficata della mia, dovevo chiedere a mia mamma di tenerli in casa finchè ero andata via, altrimenti mi venivano dietro anche per andare a scuola… sono sempre stati attentissimi alle macchine, ma non ero mai tranquilla lo stesso, mi hanno lasciato poi per malattia nel 98 lei, nel 2000 lui… tra le mie braccia… dopo un pò dalla morte di Tigre, mi hanno portato una randagia di 4 mesi, visto che era abituata a stare libera, sapevo che era troppo spaventata e se l’avessi lasciata di sotto non l’avrei + rivista, così l’ho abituata in camera e alla fine si è abituata a vivere in casa… e per fortuna… perchè adesso vivo a Milano, in un appartamento al settimo piano e se l’avessi abituata a entrare e uscire sarebbe stato un problema abituarla a stare in casa di punto in bianco.. da maggio abbiamo anche la piccola Pixie, che poi tanto piccola non è… cresce infretta e anche lei ovviamente è abituata in casa, ma hanno tutto quello che gli serve, non devo preoccuparmi per le macchine, per i bocconi avvelenati, per la gente senz’anima (Giano una volta mi è tornata a casa con la coda rotta probabilmente per una bastonata, visto che amava andare ingiro a gatte…), io sono contenta così e nel vedere i loro occhi, sono sicura al 100% che lo sono anche loro… penso che per Ginger i primi 4 mesi da randagia siano stra bastati e anche per Pixie che è stata trovata in uno scatolone col fratellino a un paio di settimane di vita e tirata su a biberon penso che la “strada” le sia bastata… 😦

    ciao a tutti

    Laura, Ginger e Pixie…

  2. Mi viene da pensare quanto sia crudele allora tenere un bambino in un appartamento di città, a respirare polveri sottili e ad essere ninnato dal rumore del traffico. Sono le città ad essere diventate contronatura. Un gatto si adatta benissimo a vivere in un appartamento, certo sarebbe più felice se potesse uscire a rincorrere farfalle e cacciare topolini. Ma lui non lo sa, il suo universo è racchiuso dalle pareti, gioca, dorme, mangia, si fa coccolare ed è felice.
    Certo, ci sono mici che godono di condizioni di favore, come i miei, ma questo non ha un peso statistico significativo di fronte ai tantissimi mici adottati nelle città.

  3. Ciao, sono l’anonima di qualche giorno fa (nel frattempo mi sono registrata). Siete riusciti a farmi commuovere… Di gatti ne ho due, due vitelli. Il primo l’ho trovato che miagolava disperato in uno stanzone chiuso, in campagna, dove probabilmente sarebbe morto dopo pochi giorni. Aveva solo 2 settimane. Il secondo l’ho preso in un gattile dopo due mesi, per fare compagnia al primo, visto che per lavoro io e mio marito siamo fuori tutto il giorno. Il primo l’ho chiamato Spillo, per il fatto che anche se fa le fusa, graffia e le sue unghie sono come degli spilli. Il secondo l’ho chiamato Vasco, perchè, beh, quando l’ho portato a casa sembrava un po’ Vasco Rossi e poi perchè è rosso. Due settimane fa ho trovato un’altra gattina, che ho chiamato Minou, che ho lasciato a mia suocera che vive in campagna, lontano da strade e con un sacco di natura intorno. Ma lei ha deciso che preferisce stare per le scale di casa, sono un ambiente più intimo e può dominare il mondo dall’alto. Non so se fra qualche tempo, quando avrò cambiato casa, potrò portarla con me. Grazie ancora per l’interesse. Ciao.

  4. ciao….allora…io sono Patrizia e a casa ho 4 gatti…..non ho balcone e neanche il terrazzo….ma 2 li ho presi da gattili a 6 mesi e li sarebbero rimasti….perchè tutti vogliono i micetti piccoli, una mi è stata data da un amico che non sapeva come accudirla e aveva 40 giorni circa…e poteva morire, e la quarta è la figlia della gatta di un’amica che l’avrebbe abbandonata perche da sola si è ritrovata a pagare mutuo,macchina nuova e sopravvivenza il tutto da sola, perchè il compagno l’aveva lasciata….vorrei che le mie bellissime anime vivessero all’aperto ma alla casa al mare con giardino dei miei genitori, ne ho persi tanti, sia di quelli che si avvicinavano d’estate, sia dei miei….da 30 anni che passiamo l’estate lì ,solo 3 gatti hanno superato l’anno di vita…e come mortalità mi pare molto alta…quindi SI sono per la libertà del gatto…ma anche per la sua vita, lontano da malattie e da incidenti….sono anime bellissime e se posso salvarne una, mi accontento…e ps..le piccole che sono vissute in casa….alla casa al mare non vogliono uscire….quindi…forse stanno bene anche a casa…

  5. Io ho una casa col giardino, e sono 8 anni che Chicco, una gatta randagia, partorisce 3 volte l’anno sul mio pianerottolo perché sa che io i cuccioli non li uccido. Per 8 anni ho accudito e curato gattini, che poi liberi si sono trovati casa, oppure sono finiti sotto una macchina, o avvelenati, o semplicemente spariti…. ho sempre pensato che i gatti nati liberi dovessero essere liberi….. Da Chicco,, il 21 febbraio, è nata Slider, terza di quattro…. una cucciolata speciale, mici dal carattere meraviglioso, ma sono “deiva”, angeli che vengono per stare vicino agli umani…. 3 li ho dati via attraverso un percorso ci coincidenze incredibili, Slider è rimasta con me…. semplicemente, un gatto maschio adulto in calore voleva coprirla (lei aveva 2 mesi e mezzo), e lei si è rifugiata in casa mia… e non è più uscita. Semplicemente, lei non vuole uscire, e quando apro la porta lei scappa in camera……
    Slider ha una miriade di giochi, oltre me. La mia casa è diventata una terra misteriosa da scoprire, e siamo in simbiosi….. unite nel rispetto e per la pelle… lei è la mia micia, non è mia figlia e non la umanizzo, è un gatto con le sue esigenze. E io rimango la sua umana…..
    Credo che come esistono uomini liberi, esistono gatti liberi. Ma esistono gatti che amano gli uomini, e che semplicemente non vedono l’ora di amare l’umano che hanno scelto…. 🙂
    Nel mio blog, le prove di quello che dico 🙂
    Un abbraccio! Willa

  6. A proposito, ptz19 mi ha consigliato questo blog per far partecipare la coda di Slider al concorso 🙂 In effetti, la sua è lunga 32 cm !!! è stata una sorpresa anche per me! Ma la sua coda è ammiratissima!!!!!
    Un abbraccio! Willa

  7. ..che dire è difficile in ogni caso..io ho un cuore felino…ho avuto due micioni il primo MUSCIO era molto casalingo ed è vissuto con noi x 18 anni, adorato,amato,da noi suoi genitori e dal suo fratello umano, ma un tumore ai polmoni ce l’ha portato via…ovviamente la casa era fuota senza un figkio peloso x cui è arrivato RUFUS…e qui ci siamo trovati di fronte al più felino dei felini…la casa è solo il uogo x mangiare e ogni tanto fermarsi a riposare le stanche zampe….abbiamo la fortuna di vivere in un condominio con tanto giardino e verse, ma ormai il territorio di Ruf è diventanto molto grande e quando tarda agli appuntamenti della pappa il mio cuore scoppia…abbiamo tentato di tenerlo in casa ma era una pianto ininterrotto..e la nostra vet.cerando di consolarci ci ha detto che anche i micioni hanno il loro carattere come gli umani e che dovevamo rispettarlo..e cosi abbiamo fatto ma ti giuro Alex è dura..veramente dura
    un Bacio leccoso….Rosie e Rufus

  8. …sono sempre Rosie scusate tutti x gli errori fatti nel mio commento ma sono andata talmente di getto che non mi sono soffermata a rileggere…scusate ancora,ma è il contenuto il senso di ciò che si vuole dire che conta….grazie banda

  9. Che devo dire. Un tempo pensavo che non c’è niente di peggio che svilire la natura sterilizzando o rinchiudendo un gatto in quattro mura. Ho avuto due gatti maschi non sterilizzati. Il primo è morto a dieci anni per infezione renale (sembra tipico dei gatti non sterilizzati, almeno così ha detto il vet..) il secondo a due anni schiacciato da un camion. Poi (credo) ho capito che in tutti i casi la natura l’abbiamo svilita da molto tempo creando un mondo assolutamente inadatto agli animali. Personalmente non mi ritengo colpevole se non del fatto di essere un umano. Hai ragione Minnuccia, mille ragioni. Il male lo abbiamo fatto da tanto tempo e ora non ci resta che cercare di adattarci nel miglior modo possibile tanto noi umani quanto voi felini. I miei due BANDITI sono quasi sempre fuori in strada. Loro forse non si rendono conto dei pericoli che corrono, ma io si e credimi che vivo nell’angoscia che possa loro accadere qualcosa di brutto, ma ormai è tardi, non potrei piu rinchiuderli nemmeno se volessi. Ma mi sto perdendo in discorsi inutili. Che uno sia favorevole o no alla libertà del gatto non cambia niente. Siamo colpevoli anche solo di esseri umani.
    Un salutone da: (Giorgio gattone nero di Prato, Maurizio gattino bianco e miele e naturalmente anche dall’Elisa)

  10. Minnie, scusa se invado il tuo sondaggio. Ma devo rispondere al mio a.micio Alex.
    Alex, sai benissimo che qui ti accoglieremmo a zampe aperte, specialmente io, unico maschio (si fa per dire) di casa. Sbrigati però, la stagione di caccia sta finendo. Però anche d’inverno potremmo divertirci tantissimo, ti insegnerei a pattinare sul ghiaccio.
    Per il viaggio ti consiglio: niente trasportino, non riusciresti ad arrivare alla biglietteria. Meglio completare la tua tenuta da micio in frac, magari con un cilindro e una gardenia all’occhiello.
    Ti aspetto,
    Zippone

  11. I gatti sono animali meravigliosi… tenerli in appartamento li rende pigri, ma anche lasciandoli in campagna non sono esenti dai pericoli…
    Io credo che non iporta dove si tenga un gatto, insomma, non tutti possiamo permetterci di vivere in aperta campagna lontani millemila da strade trafficate, l’importante è amare e rispettare i gatti… dare loro il nostro amore incondizionato…
    io purtroppo non posso tenere animali in casa perchè mia madre è allergica al loro pelo, ma fino a pochi anni fa ne avevo uno da mia nonna… in campagna… un esemplare meraviglioso che mi ha donato tanto affetto… =)

  12. praticamente la verità è nel mezzo, il gatto deve sia uscire per scampagnate e conquiste varie ma anche stare in casa. Bisogna lasciarlo libero di esprimersi, vero?
    Io l’ho misurata la coda a nando, 30,5 cm mi sembrano troppi…avrò sbagliato?

  13. Concordo pienamente!
    Sapete, la mia Minou è vissuta 17 anni in appartamento, ma da giugno a settembre lei era in campagna con me e mia nonna, con un’auto ogni 5 ore…ma posto pericoloso lo stesso dopo settembre x la caccia…
    Beh, che poso dire, ormai il mondo è pericoloso, ognuno pensa come vuole, ma i mici non possono + vivere bene selvatici, non come dovrebbero ed al posto di cacciare topolini mangerebbero mc donald dai cassonetti….
    Come và laggiù?
    Appena riesco misuro code, abbiamo sterilizzato Nocciolina e suo fratello, lui è tornato fuori, stà benone, lei invece stà male, non và affatto bene.
    Spero domani migliori, ormai non sò che pensare. Le voglio così tanto bene che perdere anche lei non sò se reagirei bene, prima il mio Ado…
    Oggi e ieri ho fatto anche i banchetti x il gattile, almeno passavo il tempo..o almeno ho creduto…
    Per fortuna ci siete voi a farmi sorridere. E perdonatemi lo sfogo ma sembra di vivere in un’incubo…
    Un’abbraccio forte forte ed una grattatina….

  14. Lo sò che è + invasiva…ma emh mi sono dimenticata il dopo… era stata operata ed era intontita e doveva fare l’antibiotico…beh la vet vcon noi l’ha tirata fuori x farglielo…lei ha piegato x l’ennesima l’ago (ml’anestesia abbiamo dovuto farla in una gabbia apposta che la teneva ferma era peggio che selvatica) e anche post anestesia non le ha fatto nulla, ha dato dimatto e Nocciolina è caduta sul pavimento, di pancia.
    E non si fà tocare come al solito.
    Speriamo bene, ieri sera l’ho accarezzata un pò sulla testa, da sempre unico punto consentito…
    Scusami x le brutte notizie…
    ma v’auguro una magnifica settimana ^___^ ve la meritate

  15. quoto quello che ha scritto Nico (OliviaPepe)!
    noi volontarie a chi ci diceva che voleva adottare un cane (e lo stesso discorso vale per un gatto) ma temeva di avere una casa troppo piccola noi rispondevamo “non importa quanto è grande la tua casa ma quanto è grande il tuo cuore”.
    la cosa più importante di cui gli animali (ma anche noi “umani”) abbiamo bisogno è l’amore, il resto è accessorio.
    ah se potessero tutti i gatti e cani “ospiti” di gattili e canili venire adottati e vivere in appartamento!! altro che crudeltà.. le crudeltà inferte agli animali sono (purtoppo) ben altre!
    baci
    Annina

  16. anche per me il discorso vale, certo io ho un cane quindi per Pastello la vita in un appartamento (vista la stazza) deve essere ancora più difficile… eppure lui vive bene e tranquillamente, protetto e coccolato. Inoltre, grazie al giardino ha uno spazio tutto suo per giocare e correre… nonchè persone che accudiscono a lui e al suo bene… 🙂 penso che non ci sia nulla di male se si sta attenti a soddisfare tutte le sue necessità facendolo uscire a passeggio più volte in una giornata no?
    Maluna

  17. Ti confesso una cosa; quando all’età di 17 anni sono stato “espiantato” da Trieste e portato in città (Torino) ho posto come condizione indiscutibile che almeno uno dei 6-7 gatti con cui ero cresciuto, fosse portato con noi. I miei acconsentirono e Simeone (il siamese) venne portato a Torino. D’altronde era il più casalingo (pensai), si sarebbe abituato. Ed invece ben presto mi accorsi che una cosa è NON SFRUTTARE il giardino, tutt’altra NON AVERLO.
    Ben presto da giocoso e vivace che era si spense, non aveva più voglia di giocare, non accettava più coccole insomma, non era più lui. Aveva neanche un anno di vita.
    A malincuore decisi di farlo riportare dove vivevamo dalla vicina che si era “offerta” al momento della nostra partenza e così facemmo. Il gatto si riprese ben presto, io non volli più andare a trovarlo quando venivo qui ma so per certi che visse 15 (quindici) anni.
    Questo rafforzò la mia convinzione che l’appartamento è già un habitat spesso “scomodo” per noi umani, figuriamoci per dei gatti…
    Va da se che appena ri-trasferiti da Torino a qui la prima cosa che ho fatto è stata prendere due gatte! 😛
    Un abbraccio e buona serata

  18. io ho lio in casa, e penso che non tornerebbe volentieri nel cassonetto da dove l’ho tirato fuori….:-D
    mia sorella ha preso trilly dalla strada, sporca, malnutrita e reduce da una gravidanza…le è letteralmente saltata in auto!!! Prima trilly viveva tra fuori e dentro la villetta dove stavano, ora mia sorella si è trasferita in città ma è sempre la stessa micia affettuosa…
    stesso discorso per il maschietto freddy, anche lui trovato in una busta dell’immondizia cucciolissimo con i suoi tre fratelli e allevato da noi….vivono tutti in casa, penso che siano felici e che che poco gliene freghi di dove o come stanno….se hanno le pappe le coccole e i giochi!!

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