Dalla parte dei topi

ASTRONAVE ZUIKAKU – QUANDO I TOPI LASCIANO LA NAVE…

Il generale Yamamoto si sveglia, ha freddo e si rimbocca la coperta. Sente una voce, non capisce se sogna o è sveglio.

"Generale Yamamoto," dice la voce, "Drago dell’Impero Samurai, questo è un messaggio registrato: è noto che nel libro della storia, quando le cose si mettono al peggio, i topi abbandonano la nave. Cattivo presagio per l’uomo, si è detto. Ma al topo, chi ha mai pensato? Che avvenire si prospetta a un branco di poveri roditori che si deve buttare in mare lasciando tana, provviste, ricordi, nuotando alla cieca verso chissà quale salvezza lontana? <I topi abbandonano la nave!> urla il nostromo. E questo risulta, agli occhi di tutti, un grave atto di vigliaccheria. Ma perché!? Perché mai noi dovremmo seguirvi nella vostra rovina, quando solo voi l’avete voluta? Avete chiesto il nostro parere quando avete caricato esplosivi o schiavi negri, o vi siete presi a cannonate? Se poi la nave affonda, non prendetevela con noi! Basta con le vostre mistificazioni! Un esempio per tutti: un nostro antenato, Cidrolin de Mouses, viaggiava sul Titanic, nell’ultima crociera (questa precisazione mi sembra superflua, visto che il Titanic ha fatto una crociera soltanto, anzi, mezza… lo farò notare a Benni! n.d.M.). Era il solo topo a bordo, perché sui grandi transatlantici sono più di moda i barboncini. Ebbene, due ore prima del momento fatale, Cidrolin si presentò nella cabina del capitano ostentando due valigini e una zattera di matite. Generosamente, voleva avvertire che il suo istinto topesco gli faceva prevedere qualcosa di brutto. Ma il capitano gli urlò: <Via, bestiaccia> e gli tirò la rituale scarpa. Allora Cidrolin si presentò nella sala di prima classe, e al suo apparire centosessanta signore delle più belle famiglie europee balzarono sui tavolini esibendo una parata di belle caviglie europee tale da incantare gli intenditori presenti. Cidrolin de Mouses richiamò invano l’attenzione di tutti sul fatto che lui, unico topo della nave, se ne stava andando: fu scacciato a colpi di scopa. In un ultimo generoso tentativo entrò nella cabina di un giovanissimo baronetto inglese. Anche a lui mostrò le valigie e mimò una nuotata nel mare agitato. Il bambino sembrò interessato, ma non capì. Allora Cidrolin saltò sul comodino, rubò un pezzo di ghiaccio dalla caraffa della limonata, e inscenò mirabilmente lo scontro tra il Titanic, impersonato da una mezza nocciolina, e il fatale iceberg. Il bambino capì e corse subito dal padre.
<Sir,> gli disse, <Sir, tra pochi minuti la nave verrà speronata da un iceberg.>
<Come fai a saperlo, Ronald?> chiese il barone suo genitore.
<Me l’ha detto un topo.>
<Era un topo inglese?>
<No, Sir, sembrava più un topo francese.>
<Allora,> disse il barone, <non c’è nulla da temere. I francesi sono notoriamente dei contafrottole.>
Pochi minuti dopo l’iceberg colò a picco il Titanic.
Questa storia basti a dimostrarvi quanto siete presuntuosi. E come vi stimate, invece, quando fate gli indovini alle spalle di noi poveri animali! Li conosciamo bene quei vecchietti che dicono ieratici: <Ecco, le folaghe sono tornate al lago, tra poco verrà la primavera.> E tutti i presenti commentano a bocca aperta: <A
ccidenti, come è saggio quel vecchietto, conosce i misteri del tempo e le stagioni.> Ma chi se li è fatti, quindicimila chilometri tutti in una tirata fino al lago, senza bussola, chi ha volato un mese a tutta birra per essere puntuale all’appuntamento con la primavera? E’ stato il vecchietto che si è fatto quel bel volo muovendo le falde della gabbana, o è stata la povera folaga? E il merito di indovinare la stagione se lo prende tutto il vecchietto. Sempre così: contate solo voi, sulla terra. E la pubblicità? Il buon latte del contadino, il buon miele di nonna Teresa. Ma provate a mungere un contadino, e vedrete che risultato. O mandate nonna Teresa a ciucciare i fiori! Basta! Siamo stufi di falacuccia, dalazampa, salta nel fuoco, torna a casa, porta il bastone, porta il fagiano, porta le pantofole. SIAMO STUFI DI FARCI TAGLIUZZARE E RIEMPIRE DI VIRUS E BACILLI PER FARVI SCRIVERE QUALCHE BELL’ARTICOLO SCIENTIFICO (il maiuscolo è mio, n.d.M.). Questa volta non staremo al nostro posto: i topi hanno sempre abbandonato la nave? Benissimo, stavolta la abbandoni tu, caro generale, e la nave ce la teniamo noi, la guiderà il tuo amico Harada che è anche lui stanco di vita militare. Andremo a cercarci un posticino dove vivere tranquilli, senza paura di dover saltare su una sedia quando vediamo un uomo. Addio Yamamoto! Buon viaggio, dal collettivo Code Rosse e dal tuo Harada, che ti ha letto questo messaggio. Clic!"

Yamamoto imprecò, scoprendo il piccolo registratore che gli avevano nascosto nella tasca del pigiama. Fece per alzarsi dalla stuoia, ma un pavimento di stelle lo dissuase. Mentre dormiva, i topi lo avevano lanciato nello spazio. Ora il generale stava orbitando attorno a Urano su un tappeto volante.

(tratto da Terra! di Stefano Benni)bluepaw

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8 thoughts on “Dalla parte dei topi

  1. carino vero? cresce.
    domani lo leviamo dalla casina b&b perche lui x fare i bisognini va a marcia indietro e passando x la porticina si rovina le penne
    e non va bene!
    cosi domani scatola!!!!
    mi spiace toglierlo da li…gli piace cosi tanto

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