Una settimana in Abruzzo: le magnate

Bene, nella settimana di visita della mia amica, nonché mamy umana di Zip, abbiamo fatto turismo (abbastanza), ciacolato (tanto) e mangiato (deppiù!).

In casa o fuori casa (e sempre rigorosamente al ristorante, in trattoria o in pizzeria, mai nei fast food o McDonald’sblet), anche quando l’idea era solo quella di fare uno spuntino per tener buono lo stomaco fino all’ora di cena, in effetti si finiva sempre per fare qualcosa di più di un semplice spuntino.

Il martedì ha piovuto, pioggia forte, diluvio insomma… la classica giornata da passare nei musei. Il problema è: quando hai finito di visitare i musei, e fuori la pioggia continua a venir giù in quantità biblica, che fai??? Ma torni a casa e prepari da mangiare, è ovvio!!! Ed è quel che abbiamo fatto noi, ed è stato allora che ho potuto vedere, passo dopo passo, come si prepara una pietanza di sublime bontà, una squisitezza, una vera schiccheria del palato… il

POLPETTONE GENOVESE (o alla genovese, chiamatelo come vi pare, tanto è bbbbono lo stesso!)

Ingredienti:

700 gr. fagiolini
700 gr. patate
75 gr. ricotta
100 gr. di parmigiano grattugiato
15-20 gr. funghi porcini secchi
4 uova
aglio
olio
origano
maggiorana
pangrattato
sale

Procedimento:

lessare le verdure e ridurle in purea. Soffriggere in un tegame abbastanza ampio da contenere tutta la purea, l’olio, l’aglio tritato e i funghi precedentemente ammollati e tritati grossolanamente. Quando i funghi sono quasi cotti, aggiungere un pizzico di origano e, a cottura ultimata, versare la purea e tenere un po’ sul fuoco per farla insaporire e asciugare.
Fuori dal fuoco aggiungere la ricotta, il parmigiano, la maggiorana e per ultimo le uova, per evitare che vengano cotte dalla purea ancora troppo calda, e salare a piacere.
Ungere d’olio una teglia bassa e spolverizzare bene con il pangrattato. Versare il composto nella teglia, cospargerlo di pangrattato, con i rebbi di una forchetta tracciare dei solchi sulla superficie e versarvi un filo d’olio.
Infornare per 40 minuti a 220°C circa.

Lasciar raffreddare e consumare il giorno dopo.

Ebbene sì, contrariamente a quel che si potrebbe pensare, il polpettone genovese è completamente a base di verdure e, al posto dei fagiolini, si possono usare le bietole, oppure farlo tutto di patate, a vostra scelta. Io ho mangiato questa versione coi fagiolini e vi devo dire che è buono per davvero. Vi consiglio di provarlo!

Però, a questo punto voi vi starete chiedendo: "ma se il polpettone genovese è più buono consumato freddo il giorno dopo, cosa mai avranno mangiato i nostri strafogoni quella stessa sera a cena ???" Domanda più che legittima! Mi è stato insegnato come si fanno le cotolette alla milanese, quelle vere, col manico… altra specialità da faint!!!

Aaaahhhhhh, com’è bello mangiar bene!!!

Ringrazio sentitamente per l’interessante e preziosa lezione di cucina regionale, e non soltanto per quella (e qui, chi ha da capire, capirà wink2 )!!! bluepaw

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19 thoughts on “Una settimana in Abruzzo: le magnate

  1. ciao! sono bia XD (anche se qua riuslterebbe arashic X°D) vabbè son passata per ringraziarti degli auguri! ne approfitto e mi scrivo la ricetta che sarà eseguita subito subito, veloce veloce…gnaaaam!

  2. Complimenti, sia dal punto di vista turistico che da quello gastronomico credo abbiate dato il massimo 🙂
    Credo che il polpettone alla genovese sarà eseguito in molte cucine di bloggers!!!

  3. Avrai sicuramente trascorso un periodo stupendo ed è sempre bello l’incontro tra blogger e poi anche scambiarsi queste interessanti esperienze culinarie non è male 😛
    Uff, managgia a me che sto sempre male e quindi sempre a dieta…. 😦
    maluna

  4. E come dimenticare la cena con cui hai accolto gli stanchi pellegrini del nord? Spaghetti con vongole veraci, sauté di cozze e tutta una serie di liquori fatti con le tue manine.
    E, al contrario delle mie pesti, nessuno dei tuoi tre mici è saltato sulla tavola per farsi qualche assaggino!

  5. spero si vedano…la mamma li ha messi in un posto strasicuro… troppo!!
    Tanto che ieri Genma, il piccolo panda, strillava come un matto, e sono corsa a vedere che succedeva.
    Stava in bilico sulla cuccia con la mamma che guardava me, come per dirmi: deve imparare a saltare da solo…piccolino!!!!!!!!

  6. spero si vedano…la mamma li ha messi in un posto strasicuro… troppo!!
    Tanto che ieri Genma, il piccolo panda, strillava come un matto, e sono corsa a vedere che succedeva.
    Stava in bilico sulla cuccia con la mamma che guardava me, come per dirmi: deve imparare a saltare da solo…piccolino!!!!!!!!

  7. concetta veramente bello pensare a voi tre tutti intenti a preparare … ed imparare 🙂 … ed il risultato deve essere favoloso … ho solo un dubbio: ma come si fa ad aspettare il giorno dopo :-)))) ?
    ciao mc

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