Pipindun’ e ove

Dosi e ingredienti per 4 persone:
700-800 g. di peperoni friggitelli o cornetti(*)
4 uova
3-4 spicchi d’aglio (facoltativo)
olio extravergine di oliva
sale
(*) i friggitelli sono i più indicati, in mancanza vanno bene anche i cornetti. Tuttavia, se si usano i friggitelli, che di solito sono solo verdi, si consiglia di mettere anche 1-2 cornetti rossi, che sono buoni di sapore e danno colore al piatto.
 
Pulire i peperoni dai semi, lavare, asciugare e tagliare a listelle o rondelle. In una padella far scaldare l’olio con l’aglio e buttarvi i peperoni fatti a pezzi, lasciando cuocere a fuoco vivace e rivoltando frequentemente, finché non saranno appassiti e avranno preso un po’ di colore. Salare, ma non troppo. Rompere le uova direttamente nella padella sopra i peperoni, salare ancora e con un cucchiaio di legno rimestare quando l’uovo comincia a rapprendersi. Togliere dal fuoco quando l’uovo è ben cotto. Il risultato finale NON dev’essere quello di una frittata, ma piuttosto di uova strapazzate coi peperoni (vedi foto).
Se gradite il piccante, potete cuocerci insieme anche un peperoncino.
Da consumare possibilmente con pagnotta casereccia cotta in forno a legna.
pipindun' e ove
Qualche informazione di cultura gastronomica regionale
Pipindun’ e ove sono la quintessenza della tradizione gastronomica abruzzese. Una pietanza “povera”, ma al tempo stesso ricca di gusto, secondo le migliori tradizioni contadine della nostra regione.
C’è un’usanza secondo cui i nostri contadini, quando alle 5 del mattino iniziano a lavorare nei campi, un paio d’ore più tardi (cioè all’incirca nell’ora in cui noi cittadini ci svegliamo), fanno una prima pausa per rifocillarsi, che viene chiamata lu sdijunà, ovvero lo sdigiunare (inteso come rompere il digiuno, una traduzione molto letterale dell’inglese breakfast, se ci pensate!). Nel mentre si sistemano all’ombra di un grande albero, arrivano le loro donne che, da una bella tovaglia a quadri con gli angoli annodati a mo’ di sacca, tirano fuori una profumata pagnotta casereccia appena cotta nel forno a legna e una fersora (padella di ferro) di pipindun’ e ove. Niente posate, se non il coltello che serve per affettare il pane, e un cucchiaio per raccogliere i pipindun’ e ove da adagiare tra due fette… il sandwich più gustoso del mondo! E per aiutarsi a mandare giù il tutto, un buon Montepulciano di produzione propria, schietto e generoso!!!

Allora, la tavola è imbandita… chi si autoinvita a cena? Alex, da bravo anfitrione, ha già detto che dividerà volentieri la sua pappa con chiunque non si sazierà abbastanza con pipindun’ e ove, ma la nostra umana gli ha detto di non preoccuparsi perché ha provveduto a procurarsi anche 2-3 kg di
la PORCHETTA!!!

Insomma, una cena light, solo per salutisti fanatici della linea e con la paranoia di colesterolo e trigliceridi… BUON APPETITO!!! greenpaw

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15 thoughts on “Pipindun’ e ove

  1. Cara amica, buona sicuramente la ricettina ma io non digerisco i peperoni. Per il problema delle piante spero di potermi spiegare bene. Se le ragnatele che tu vedi sulle piante sono quelle dei ragni allora stai tranquilla, i ragni non nuocciono alle piante anzi si nutrono degli insetti nemici di quest’ultime, se invece le ragnatele che vedi appartengono al ragnetto rosso allora è un problema piuttosto antipatico, il ragnetto rosso delle piante non si vede ad’occhio nudo ma con una lente d’ingrandimento, risiede sotto le foglie e oltre alla ragnatela fra una foglia e un’altra sulle foglie appare una punteggiatura scolorita che a poco a poco prenderà tutta l’intera foglia fino a farla seccare e cadere. Se le ragnatele che tu vedi appartengono al ragnetto rosso devi irrorare bene sopra e sotto la foglia con Mirò della Bayer. Se hai ancora dei dubbi io sono di qua o di là dove ti vedo poco ultimamente. Un abbraccio.

  2. MI HAI FATTO VENIRE FAME NON TANTO PER IL PORCELLO MA PER I PEPERONI CHE IO ADOROOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!
    grattatina ai misioli e un bacione alla mamma umana!

    enelya

  3. BBBoni!!!! Il solo problema qui è trovare quei peperoni!
    Per il ragnetto rosso l’unica è adoperare lo spray apposito, come ti hanno già suggerito, irrorando la parte inferiore delle foglie. Le mie rose quest’anno stanno meglio.

  4. E’ ragnetto rosso, spruzza sotto e sopra la foglia Mirò della Bayer, misceli il prodotto in acqua alla dose di 2mlxlt. Taglia tutte le parti secche. Il ragnetto rosso colpisce quasi tutte le piante compreso il geranio. baci baci.

  5. AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAARRRRRRRRRRRRRRGGGGGGGGGGGGGGHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!! Pipindun’ e ove???????!!!!!!! Ma questo è un vero ATTENTATO!!!! Un invito a DELINQUERE per noi abruzzesi forti e gentili (e famelici…)

    E’ qui la festaaaa???

    Pancia mia fatti capanna…..

    BBBBBBBBBBBBBBBBBUUUUUUUUUUUUURRRRRRRRRRRRRRRPPPPPPPPPPPPP!!!!!!!!! Però, ‘sti pipindun’ e ove…

    GGROAAAAAAAAAAAAAANNNNN!!!

    E brava Minn!! Per la cronaca… il resto della famiglia casualmente non è potuto intervenire raccogliendo il tuo gentile invito… così mi sono trovato COSTRETTO per non offenderti… a farmi carico anche delle loro porzioni… BBBBBUUUUUUUUUUUUUUUUURRRRRRRRRRRRPPPPPPPPPPPPPP!!!!!!!!!!!!!! (t’avrò fatta abbastanza bionda?)^____^

  6. Oh my God, Viktor! se qualcuno leggesse il post che c’è oggi sul tuo blog (diciamo il tuo blog in generale), e poi il commento che mi hai lasciato qui, non penserebbe mai che siano stati scritti dalla stessa persona… DR. JECKYLL E MR. HYDE!!! 😯
    AIUTO! ho creato un MOSTRO!!! ;-PPP

  7. :-DDDD

    Sì, è una delle mie peculiarità… una strana miscela (esplosiva?) di spiritualità e “materia” (nella fattispecie… PEPPERONIIIIIIII).
    Però questa cosa la rivelo solo agli amici fidati…. :-)))))

  8. ma prima di venerdi riesco sicuramente a passare per un salutone speciale ai micioni e alla loro mamma umana! ^_^

    enelya
    ps: se lo trovo e se dovesse avere un fratello, cugino, amiko ti faccccccio un fischio!

  9. Però cavolo! tutti quelli che hanno scritto qualcosa l’hanno fatto solo per commentare la ricetta: m’hai fatto venir fameci provo nei prossimi giornigrazie, ho gradito, BURP!
    Nessuno che abbia commentato il lato più poetico e bucolico del post… i contadini che s’ammazzano di lavoro, le loro donne che con tanto amore si preoccupano di nutrirli… ‘mmazza quanto siete materiali!!! ;-PPP

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