Per tranquillizzarvi ulteriormente

Mi riallaccio al post di Minnie di ieri per aggiornarlo con alcuni stralci di articoli dal TG COM:

Gli esperti mondiali sono tutti d’accordo: il virus dell’influenza aviaria non è mutato e il gatto morto in Germania non preoccupa perché non c’è possibilità di contagio tra felini ed esseri umani. Nonostante ciò il pericolo di psicosi è in agguato. Per questo l’Enpa, l’ente nazionale protezione animali, chiede ai media di informare la popolazione nel giusto modo per evitare inutili violenze contro gli animali.

E’ molto probabile che il gatto sia stato contagiato per aver inalato le polveri degli escrementi depositati sulle piume dei volatili: "Si sa che i gatti giocano con gli uccelli vivi prima di mangiarli", ha notato l’esperto, avvertendo che è meglio evitare che i gatti si avvicinino alle zone in cui sono stati individuati i focolai.

L’Enpa mette in guardia i media e le istituzioni contro i rischi che un’errata strategia di informazione potrebbe comportare nei confronti dei gatti domestici o delle colonie feline che non hanno nessuna possibilita’ di contatto con i migratori selvatici. Questa notizia non deve alimentare la psicosi, anche in considerazione del fatto che un solo soggetto, per giunta al di fuori dei nostri confini territoriali e in un territorio circoscritto qual è un’isola, non sarebbe comunque un dato da considerare preoccupante.

E ancora da un altro articolo, sempre del TG COM:

Il contagio di un gatto con il virus H5N1 "non rappresenta un segnale di aumentato pericolo o rischio per la salute umana". Lo ha dichiarato il microbiologo Michele La Placa dell’Università di Bologna, dopo la notizia del felino infettato dal virus nell’isola di Ruegen in Germania. "Molti mammiferi – ha spiegato – sono naturalmente sensibili ai virus dell’influenza aviaria"."Non si può parlare di salto di specie".

Evitare di esporsi a massicce quantità di virus
Quindi, ha proseguito La Placa, che l’infezione sia stata riscontrata in un gatto "non rappresenta un evento imprevedibile e, comunque, un gatto infetto rappresenta per l’uomo lo stesso rischio derivante da un pollo infetto. L’importante, per l’uomo – ha proseguito – è evitare l’esposizione a massicce quantità di virus e così come è rischioso vivere in una stessa stanza per un periodo prolungato con dei polli infetti, allo stesso modo sarebbe rischioso vivere a diretto contatto con un gatto infettato; entrambe evenienze – ha detto La Placa – molto improbabili".

Cliccate sui link per leggere gli articoli completi e RILASSATEVI! Non esiste alcuna ragione di allarmarsi e, tanto meno, di aprire una "caccia al felino", OK? bluepaw

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