Angela

Angela


Una ventina d’anni fa, nell’azienda dove lavora mamy arrivò una nuova centralinista. Il suo nome era Angela, si era da poco diplomata alle magistrali ed era alla sua prima esperienza di lavoro “serio”. Era una ragazzina giovane giovane, piccola e magra da far paura, dall’aspetto un po’ dimesso. La pelle diafana, il viso privo di qualsiasi traccia di trucco, un sorriso timido, i capelli lisci come spaghetti e un abbigliamento alla moda, ma indossato con la noncuranza di chi poggia gli abiti smessi della giornata sull'”uomo morto”. Non che non fosse curata nell’aspetto, solo che lo era con la negligenza di chi non si preoccupa di essere giudicata per la sua apparenza esteriore. E infatti, a guardarla non le avresti dato un soldo bucato, ma se poi ti fermavi a scambiare quattro chiacchiere con lei durante la pausa caffé o a pranzo a mensa, scoprivi una sensibilità e un intelletto del tutto inaspettati. Aveva una incredibile capacità di percezione psicologica ed era in grado di ritagliarti un profilo della tua personalità che persino tu ignoravi, con la stessa precisione con cui una sarta ritaglia un cartamodello.


Due erano le cose che più le piacevano nella vita: i bambini e i gatti. Per questi ultimi aveva sempre pronta una ciotola di cibo, di latte o acqua, una carezza, tanto che i colleghi non lesinavano gli sfottò alle sue spalle. “La gattara” la chiamavano, ma con l’ironia tipica di chi non sa, non conosce la gioia che si può trarre dagli strusciamenti e le fusa di un gatto di cui hai saputo conquistare la fiducia.


Un giorno anche mamy si trovò fatalmente a parlare con lei di gatti. A quel tempo mamy sosteneva con fermezza e convinzione di non sopportare i gatti. “Sono diffidenti, egoisti ed opportunisti” continuava a ripetere, parafrasando i soliti luoghi comuni di cui si riempiono la bocca gli “ignoranti”. “Per carità! non farei mai del male ad un gatto e condanno chi gliene fa, però loro per la loro strada ed io per la mia!”


“Tu non odi i gatti”, le rispose Angela, e mamy, con un sorriso tra il sardonico e divertito, “ah no? e che ne sai?”


“Perché all’origine del tuo senso di repulsione, o di quello che credi sia un senso di repulsione, in realtà c’è la teoria dei poli simili che si respingono.”


“E cioè, cosa vorresti dire? che i gatti mi sono antipatici perché sono come loro?!?”


“Brava! è esattamente ciò che intendo!”


Mamy se ne andò sorridendo e scuotendo la testa per quel maldestro tentativo di introspezione psicologica, provando anche una punta di commiserazione per quella ragazzina che credeva di saperla lunga su una persona con cui non aveva scambiato più di poche parole tra un piatto di rigatoni al sugo e una porzione d’insalata. Non parlarono mai più di gatti, ma la verità fu che quella frase pronunciata da Angela lasciò sul cervello di mamy un marchio impresso col fuoco.


Il tempo passò, e un bel giorno Angela andò nell’ufficio di mamy. “Sto facendo il giro di tutti i colleghi per salutarvi: ho dato le dimissioni. Ho vinto il concorso magistrale e finalmente vado a fare il lavoro per cui ho studiato tanto, e starò coi bambini, come ho sempre sognato!” e mentre lo diceva, aveva una luce particolare che le brillava negli occhi e un sorriso luminosissimo: era felice, e quella felicità quasi la trasfigurava e la faceva sembrare una persona diversa, più serena e ottimista. Mamy l’abbracciò e le augurò ogni bene, e quella fu l’ultima volta che si videro. Ma le parole di Angela continuarono a risuonare nella testa di mamy come le note basse dalle casse di uno stereo, finché mamy non si soffermò a pensare. “Diffidente? bé sì, un po’ lo sono, di tutto ciò che è nuovo e finché non mi sento a mio agio… e d’altronde, chi non lo è, almeno un pochino? Solo gli incoscienti! Egoista? naaaaaa… è solo che quando mi va di starmene per i fatti miei, preferisco che gli altri mi lascino in pace! Opportunista? certo, dove c’è da prendere, prendo a piene mani, soprattutto da chi ha da offrirmi saggezza e buon senso, ma a chi si mostra generoso con me metto a disposizione con altrettanta generosità tutta la ricchezza interiore che possiedo, che non sarà tantissima, ma può sempre essere d’aiuto.”


E fu così che mamy incominciò a guardare i gatti con occhi diversi: diffidenti finché, con pazienza e caparbietà, non riesci a conquistare la loro fiducia; amanti gelosi dei loro spazi e dei loro momenti di isolamento; sempre alla ricerca di un po’ di cibo e una carezza, ma pronti a mostrarti la loro gratitudine saltandoti in grembo o leccandoti il naso mentre stai a dormire. Dopotutto Angela aveva ragione: in fondo, anche lei era un po’ gatta e allora, siccome ogni regola ha la sua eccezione, mamy mise da parte la sua antipatia per i gatti che, come capì in seguito, non era un’antipatia che le sgorgava dal cuore, ma era stata costruita con tutti i pregiudizi di cui le avevano riempito la testa, e iniziò con loro un nuovo rapporto di beneficio reciproco: non più “poli simili che si respingono” ma, in barba a tutte le leggi della fisica, che si attraggono per non staccarsi più!


Oggi mamy si chiede che fine abbia fatto Angela. Vorrebbe tanto incontrarla di nuovo, innanzitutto per dirle che aveva ragione, e poi per chiederle se è felice e se le piacciono ancora tanto i bambini e… i gatti! Chissà, forse un giorno si metterà alla sua ricerca e la chiamerà… quella piccola ragazzina insignificante, ma con una grande ricchezza dentro!


Questo post è dedicato a Pixeleen, e a tutti quelli che prima di lei hanno chiesto a mamy come facesse a descrivere il mondo e la vita con occhio e immedesimazione felini. Vi è chiaro adesso? Perché anche mamy è una gatta… sotto mentite spoglie!


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16 thoughts on “Angela

  1. …ora si capisce da chi ha ripreso pepper 😉
    coccole a tutte le micie della casa, allora! frrrrrrrrrrrrrrr ………..
    mc

  2. Mi sembra che una volta, durante le nostre piacevolissime chiacchierate sul forum, tu avessi accennato da dove è nato il tuo smisurato amore per i gatti. Certo che quella Angela ci ha colto in pieno! Con la sua saggezza ti ha aiutato a tirar fuori quello che non pensavi neppure di avere. Ed ecco la nostra Concetta! Che può essere gatta o zia Eva a seconda delle circostanze, ma comunque una bellissima persona!!!
    Simo

  3. Sei fortunata ad avere incontrato una persona dalle intuizioni destabilizzanti come Angela. E spero proprio che tu la possa incontrare di nuovo.
    Credo che farò leggere il tuo racconto ai tanti che dicono di non amare i gatti!
    Grazie 🙂 Nicoletta

  4. Ehy micia bellissima! Mi piaceva tanto quello che stavo leggendo, ma poi….SORPRESA! Hai dedicato a me il tuo post!! Sono arci-stra-iper contenta, mi fa tantissimo piacere! 🙂
    Prima di leggere la tua dedica già pensavo di dirti: TU CHE ODIAVI I GATTI?! MA QUANDO MAI! Non ci avrei mai creduto!!
    Sono contenta di *conoscerti* …si si, la tua è proprio una felinaMENTE.
    Un bacio stragrande 🙂

  5. Ciao, sai anche mia mamma mi chiama “gattara”…però io detesto i bambini piccoli…chissà, forse anche a me succederà la stessa cosa che è successa a te con i gatti^^!

  6. Tu ke odiavi i gatti??!?!? nn ci creeedo.. O_o

    scuola finita finalmente.. quest’anno è stato davvero lungo e faticoso.. ma per fortuna ora è passato.. e si ricomincia da capo il prox anno!!!

  7. Incredibile davvero che tu non amassi i gatti… ma in fondo spesso dalle iniziali antipatie sbocciano i più grandi amori e così è stato!
    annina

  8. Anche secondo me dovresti cercare questa Angela e farle capire quanto aveva ragione!!!
    Secondo me tutte le persone che hanno gatti sviluppano una certa “sensibilità” fuori dal comune, insomma diventano un pò magiche proprio come i felini che gli fanno compagnia!!!
    Sai che anche la mia mamy ha fatto la scuola per diventare assistente all’infanzia??? Anche lei era gattara e amante dei bambini, poi con il tempo è diventata gattara/canara (hehehehe), di bambini ne ha piene le tasche, forse perchè lavora in un negozio per bimbi!!!!
    Un bacio a voi, la mamy e a Tottimiao umano!
    (Quello felino stà leggermente meglio, fhiuuu!!!!)

  9. :-))
    me ne avevi gia parlato..ricordi? in fondo è vero quel che ti disse Angela. e ora che hai due splendide micie te ne rendi finalmente conto anche tu. “chi si somiglia si piglia..”
    baci oriana

  10. Un buongiorno speciale da parte di Ninni e Pippo…contenti che esistano persone come te!
    Per quanto riguarda il tuo commento da me…la situazione è un pò diversa. So che le delusioni in amicizia non sono una novità. So bene la differenza tra quelle reali e virtuali…il fatto sta proprio qui. Non è un’amicizia virtuale. Sul blog sono stata sintentica, non mi andava di dilungarmi o di spiegare bene le mie motivazioni. Per come sono fatta, questo blog cominciava a starmi stretto, molto. Non sparirò, anche Ninni e Pippo non me lo permettono…ogni giorno passeranno a slautare i cuginetti, come sempre.
    Baci e buona domenica.

  11. Ciao Alessandra! Sono contenta che sei passata! Ti rispondo qui sperando che poi passerai a leggere. Immaginavo che ci fosse dell’altro dietro… una persona intelligente come te non si fa mettere in ginocchio da qualche internauta che si diverte a disseminare commenti insulsi per la blogosfera!
    Vabbé, diciamo che stai attraversando un periodo di bioritmo negativo, per tutta una serie di ragioni, e che senti il bisogno di una svolta… Del resto, sul blog, era già da un po’ che manifestavi un senso di malessere che t’impediva di pensare e di scrivere come eri solita fare. Passerà, la vita è una sinusoide che va giù e su…
    Intanto, sappiate tu, Ninni e Pippo che quando vorrete passare a salutarci sarete sempre i benvenuti e se e quando vorrai riaprire un blog, torneremo a leggerti col piacere di sempre!
    Un bacione, buona domenica pure a te!

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