La merla

La merla


No no, tranquilli! non è un altro nomignolo appioppato a me o a Pepper, ma solo un’audace creatura che qualche giorno fa ha avuto l’ardire di venire a posarsi sulla ringhiera del nostro balcone, tra i bellissimi gerani fioriti di mamy.


Ma prima di raccontare vorrei fare una premessa: dovete sapere che, fino a pochi anni fa, cioè fino a quando in questa casa non siamo arrivate noi (ma soprattutto Pepper), ogni sera, dopo cena, mamy o papy andava a “scutulare” la tovaglia fuori al balcone per far cadere a terra le briciole per sfamare gli uccellini. E ogni mattina, soprattutto a primavera e in estate, venivano svegliati da un tripudio di cinguettii, talmente vicini da sembrare provenire da dentro casa, e immancabilmente trovavano il pavimento del balcone ripulito da tutte le briciole della sera prima. Ormai questo non accade più: già da tempo i nostri umani al mattino ritrovano le briciole della sera prima, nessun uccellino, nemmeno un corvo, osa più venirsi a posare, quasi che, messo in allerta da un sesto senso, preferisse tenersi alla larga dalle nostre zone. E questo anche se la finestra sta chiusa, e con lei pure le persiane… sapete com’è: “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”!


Ma l’altro giorno è successo un fatto inaspettato: una merla si è posata tra i fiori di geranio e Pepper, avvistandola da dentro il soggiorno, è saettata sulla spalliera del divano proprio di fronte alla finestra aperta e da lì si è tuffata fuori al balcone, il tutto con una frazione di secondo di ritardo rispetto alla merla che, avendo avvertito il pericolo, non ha esitato un istante a spiccare il volo verso il filo della luce. Pepper sembrava impazzita! continuava a miagolare con un’insistenza quasi struggente, che per lei voleva dire “torna qui, stupido essere alato, e combatti da merla!”, mentre la merla sembrava farsi beffe di lei, e dall’alto della sua posizione al sicuro continuava a cantilenare “non mi hai fregata, faccia da patata… cra-cra!!!”


Pepper allora, senza mai distogliere lo sguardo dalla merla strafottente e, diciamolo pure, un po’ stronza, si è accucciata a terra ed ha cominciato ad emettere quello strano verso che fa lei ogni volta che si concentra su una preda e su una strategia di attacco, un suono curioso, come il “tac-tac-tac” dei denti che battono in continuazione. E allora io, che ormai ho imparato bene a decifrare quel verso così come tutto il contesto della preparazione all’agguato, mi sono avvicinata a Pepper e le ho detto “Pepperì, arrenditi, guarda che non potrai mai arrivare fin lassù al filo della luce… neanche imprimendo alle tue zampe tutta la forza di cui sei capace, potrai mai fare un salto così in alto! E non sperare neanche che la merla torni quaggiù… in questo momento starà ringraziando tutti gli angeli del paradiso per averle fatto scampare il pericolo, figurati se sarà mai tanto scema da tornare nella tana del leone!”



“Ah sì? tac-tac-tac… sta ringraziando gli angeli? e allora adesso mi metto a pregare pure io! tac-tac-tac…


“A pregare? chi? per che cosa?”


“Prego santa micetta che mi faccia spuntare le ali, così voglio vederla poi quella dove si va a nascondere, tac-tac-tac!”


“Pepper, guarda che santa micetta non può farti spuntare le ali…”


“Ah no? e perché… che santa è se non può farmi spuntare le ali? tac-tac-tac…”


“Una santa come tutte le altre, solo che “far spuntare le ali” non rientra precisamente tra le sue competenze.”


“Che fregatura… tac-tac-tac! allora faccio una telefonata a Zip e gli chiedo di darmi l’indirizzo del Grande Gatto. Che dici, se lo chiedo al Grande Gatto, lui ce la farà a farmi spuntare le ali? tac-tac-tac…


Ma proprio in quel mentre la merla finalmente decide di andarsene da un’altra parte, allarga le ali e si allontana tra i tetti delle case. Con espressione delusa Pepper la osserva volare via, e poi si rilassa e cessa il “verso di guerra”. “Vabbé, stupido uccellaccio, per questa volta t’è andata bene! ma io non mi arrendo e cercherò in tutti i modi di procurarmi un paio di ali, così se qualche altro pennuto osa venire da queste parti a sbeffeggiarmi, giuro su quanto ho di più caro, la mia ciotola piena di krokki, che lo faccio diventare un piumino per spolverare i mobili!”


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7 thoughts on “La merla

  1. Pepper, non so cosa consigliarti! Qui i merli sono una specie protetta (dallo zio). Mamy dice che tra merli si intendono benissimo, a me sembra una presa per i fondelli rivolta allo zio! A dirti tutta la verità ho chiesto un biplano al Grande Gatto, ma mi ha detto che per averlo devo prima avere il brevetto di volo. Ho telefonato alla scuola per l’iscrizione, ma parlavano difficile, non ci siamo intesi, uffah 😦 Zip

  2. Ma povera Pepper!!! Conosco benissimo quel verso strano che emettono quando vedono una preda, tutte le mattine ho gli uccelini davanti le finestre sugli alberi di fronte le finestre della cucina, in quel momento c’è proprio un bel concerto di “tac tac tac” e una serie di bocche spalancate che mostrano denti tremanti e muscoli tesi e pronti al salto, hehehehehe, che sòla!!!! Non possono uscire!!!!
    Pepper che ti devo dire???? Sarà per la prossima volta (speriamo di no per la merla!)

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