L’intruso (parte seconda)


L’intruso (parte seconda)


The day after


Dopo aver trascorso una notte quasi insonne, la mattina dopo mamy si alza e per prima cosa ci dà la colazione. Meno male! Allora contiamo ancora qualcosa per lei!!! Apre poco poco la porta della cameretta dove la sera prima aveva lasciato l’intruso nella sua gabbia, osserva che è ancora tranquillo e, richiudendo la porta, se ne torna a letto. Dopo una mezz’oretta si alza papy, che va in cucina a preparare il caffè e lo porta a mamy a letto, servito in una bella tazzina “felina”.


A quel punto mamy, bevuto il caffè, si alza definitivamente e va a liberare il puzzolone dalla sua prigione. Il puzzolone in oggetto, ignorando completamente la nostra presenza, se ne va prima in cassettina e poi a bersi una bella sorsata d’acqua, intanto che mamy gli mette la pappa nella ciotola. Poi si fa fuori tutto l’umido, mamy allora gli dà pure dei crocchi e si fa fuori pure quelli, dopodiché comincia ad andarsene in giro per casa proprio come se il padrone fosse lui. A nulla valgono le soffiate mie e di Minnie anzi, Minnie si stufa presto e se ne torna sul lettone.


Sento mamy che dice a papy che devono sbrigarsi se non vogliono uscire troppo tardi… mah! chissà dove devono andare? Sta di fatto che tirano fuori quell’odioso strumento che serve a pulire il pavimento e fa un sacco di rumore e io, appena lo vedo, non posso fare altro che rifugiarmi nel mio nascondiglio dietro il letto. Almeno così non vedrò quel brutto muso per tutto il tempo che quell’attrezzo verrà tenuto in funzione. E così, mentre papy riordina una cosa mamy ne ripulisce un’altra, e in un battibaleno la casa è a posto e loro sono pronti per uscire. EEEHIII!!! Ma non vi verrà mica in mente di lasciarci da sole con l’intruso? Io non mi assumo responsabilità se quando tornerete lo troverete appeso al lampadario! Ma l’intenzione non è questa: vedo anzi che afferrano il mostriciattolo e lo richiudono nel suo cartone, dopodiché escono tutti e tre, ma non senza prima averci fatto le solite raccomandazioni di “fare le brave” e di “non combinare guai”.


“Minnie?”


“Che c’è?”


“Che dici, dove saranno andati col microbo?”


“Non lo so… sentivo che parlavano di ENPA, ma non so di cosa si tratti.”


“Lo so io! L’ENPA è quell’associazione che raccoglie i gatti e i cani per strada e cerca di trovargli una casa. Ricordi? Anche io sono stata portata qui da due volontarie dell’ENPA. Ma, allora mamy e papy sono andati a sbarazzarsi dell’intruso… EVVIVA!!!”


“Mah, io non canterei vittoria troppo presto! E se invece fossero andati dalla signora in bianco per farlo visitare e farsi dire se sta bene? Dopotutto sarebbe la stessa cosa che hanno fatto con noi… io non azzarderei ipotesi affrettate.”


“Ma tu come fai a rimanere così calma? Io non sopporto l’idea che uno sconosciuto arrivi a casa nostra e occupi i nostri spazi, giochi con i nostri giochini, usi la nostra cassettina… ma scusa… a te non dà fastidio?”


“E perché mai dovrebbe darmi fastidio? Dopotutto ci sono già passata con te! E’ per te che si tratta di un’esperienza nuova e… se posso dirla tutta… sono proprio contenta che ci stai passando pure tu, così forse riesci a capire come mi sono sentita io quando sei arrivata! Eppure cosa ho fatto? Senza drammi e senza tragedie, mi sono adattata ed ho cominciato a dividere con te tutto ciò che fino a quel momento era stato solo mio. Era l’unica cosa da fare, se volevo una pacifica convivenza.”


“Sì, ma… al di là degli aspetti più materialistici della situazione, non hai paura che questo nuovo puzzolente ci sottragga l’affetto di mamy e papy?”


“Ma và, non dire fesserie! Io non ho mai percepito una diminuzione del loro affetto da quando sei arrivata tu, anzi, semmai sono ancora più soffocanti di prima: voglio sempre stringermi, e accarezzarmi, e baciarmi… uffa! Chi vuole bene non suddivide un unico amore in più parti, ma semmai moltiplica il suo amore per quanti sono i beni oggetto del suo amore…”


“Ma allora tu dici che l’arrivo in casa di un nuovo gatto non ci porterebbe via nulla?”


“Ma nooo, dovremmo solo imparare a gestirci meglio i nostri spazi e le nostre cose e ad essere più tolleranti l’uno con l’altro. Per il resto non credo cambierebbero molto le cose da come sono adesso.”


“Sarà, ma io non ne sono ancora del tutto convinta… speriamo che mamy e papy abbiano portato quel brutto muso via da qui per sempre…”


E invece mamy e papy sono tornati più tardi, ma il brutto muso era ancora con loro e gli avevano dato pure un nome: Morgan, come il pirata. Mamy aveva il viso bagnato e poi li sentivo fare discorsi strani, del tipo:


“Ma a te che sembra?”


“E che te devo di’? sembra una brava ragazza, ma alla fine non è lei che se lo prenderebbe.”


“No, lei no, ma la famiglia del marito sì, non credo ci sarà molta differenza…”


“Forse no, ma comunque si tratta di persone che non conosciamo. Io mi farei lasciare il numero di telefono, così possiamo controllare e, se qualcosa non ci convince, ce lo riprendiamo… anche se rimango del parere che ce lo potremmo tenere noi: dopotutto cosa cambia un gatto in più?”


Cooosa caaambia?!? Papy, ma ti sei scimunito? Cambia cambia, eccome se cambia… a me mi toccherà stare sempre sul chi-va-là per non farmi soffiare il mio ruolo di dominante… e mica posso vivere sempre sul piede di guerra!


Insomma, le discussioni vanno avanti ancora per un po’: papy sembra risoluto a non voler dare a nessuno il piccolo intruso, mamy è molto combattuta, vorrebbe tenerselo ma dice che non è possibile per vari motivi. E intanto piange… Papy se ne va al mare, mentre mamy dice che vuole restare a casa perché vuole trascorrere le ultime ore disponibili con Morgan. Ma allora questo Morgan è diventato proprio così importante per loro? e io? non conto più niente? Mortificata e offesa, mi ritiro nelle mie stanze, nella camera da letto di mamy e papy, dietro (non sopra) il lettone… non si fa così, però… un bel giorno si portano a casa uno sconosciuto e all’improvviso tutto il resto non conta più! Il pomeriggio passa con quel fesso di Morgan che sonnecchia nella cesta, va a mangiare e torna a sonnecchiare nella cesta, mamy che se ne sta buttata sul divano, che ogni tanto la sento singhiozzare e tirare su col naso, poi sta mezz’ora a parlare al telefono e infine si prende il fesso, se lo fa allungare sulla pancia e insieme si addormentano sul divano… che quadretto! Minnie rimane impassibile, distesa nel suo angolo sopra il lettone ed io, triste e inconsolabile, me ne rimango dietro il lettone, concedendomi di tanto in tanto delle veloci incursioni per vedere com’è la situazione nell’altra stanza. Tutta questa storia non mi piace per niente… va be’, qualunque sia la decisione finale di mamy e papy, speriamo sia per il bene di tutti.


Torna papy dal mare e mamy gli dice che devono portare Morgan all’appuntamento alle 19.30. Dice anche che vorrebbe che lo andassero ad accompagnare nella sua nuova casa, così potranno vedere dove e con chi va a stare e, se non gli garba, se lo riportano indietro. Speriamo che gli garba… Arriva l’ora dell’appuntamento e loro finalmente escono col mostrillo, di nuovo nella sua gabbia di cartone. Minnie ed io (beh, di più io per la verità) siamo in apprensione: resteremo le regine incontrastate della casa, o dovremo tenerci tra le zampe questo intruso per il resto dei nostri giorni?


“Pepper, ti ho già spiegato che…”


“Sì, lo so cosa mi hai spiegato e va be’, posso anche essere d’accordo con te… ma almeno ammetti che all’inizio non è facile! Probabilmente finirò anche per affezionarmi a quel fessacchiotto peloso, ma mi ci vorrà del tempo… e mica mi sento di accoglierlo da subito a zampe aperte, piano piano, no?!?”


I minuti passano e finalmente, dopo un’ora e mezza, mamy e papy tornano a casa… a mani vuote!!! Non hanno con sé né il cartone, né gatti miagolanti… e tutt’e due c’hanno ‘na faccia… manco je fosse morto il gatto… ooopppss, scusate la gaffe! In effetti non è morto nessun gatto, ma per loro è come se lo fosse! Mamy continua a dire “abbiamo fatto la cosa giusta… non potevamo trovare una famiglia migliore… hai visto quanti animali hanno?… sono sicura che gli vorranno bene almeno quanto gliene avremmo voluto noi…” ma si sente lontano un miglio che suona tutto falso! Papy continua a ripetere “sì, va be’, è vero, c’hai ragione… ma in fondo, se ce lo fossimo tenuto noi, cosa sarebbe cambiato?” e mamy s’innervosisce e gli dice che fintantoché parla così, non le è di nessun aiuto.


Va be’, le passerà, è solo una questione di tempo. Intanto quello che conta è che non ci sono più intrusi tra noi, io mi conservo il mio primato di “regina della casa” e non devo dividere niente con nessun altro, se non con Minnie, ma questa è un’altra storia. Anzi, a ben pensarci, saranno almeno 24 ore che Minnie ed io non facciamo un pasto decente… “Minnie, adesso che siamo sicure di non essere più in compagnia, che dici, ce la mangiamo tutta la pappa?”


“Sì, eccomi, sto arrivando…”


“Sai, Minnie, a vedere le facce lunghe di mamy e papy, un po’ mi comincia a dispiacere pure a me che Morgan non ci sia più… chissà… col tempo forse mi sarei affezionata e lo avrei protetto, come si fa con un fratellino più piccolo.”


“Ma certo che ti saresti affezionata! se mi sono potuta affezionare io a te, non vedo perché tu non potresti affezionarti a qualcun altro! Comunque va be’, ormai è andata: Morgan non c’è più, ha trovato una bella famiglia, una bella casa con tanto spazio all’aperto e animali con cui stare in compagnia, mamy e papy possono andare a trovarlo quando vogliono e per noi non è cambiato nulla. Per il momento puoi stare tranquilla, che la tua vita non verrà scombussolata!”


“E’ vero, yahoo!!! dai Minnie, facciamo presto a finirci la pappa che poi ci facciamo una bella corsetta e magari ci tiriamo pure due cazzotti, che da ieri sera sembriamo diventate due mummie… dai forza! Che dobbiamo recuperare la nostra vitalità… meeeoooooowwwww… fssshhhh fssssshhhhhhh!!!”

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3 thoughts on “L’intruso (parte seconda)

  1. Ciao!
    Non ho potuto fare a meno di ammirare quelle tazzine… sono splendide! *___*
    Posso fare una domanda da bambina delle elementari: dove le hai comperate? 😛
    Willow

  2. x Willow: perché dici così? mi sembra una domanda legittima: la faccio anch’io quando vedo una cosa che mi piace! Quelle tazzine sono state comprate in un negozio della mia città che si chiama Faitù. Non so se sia una catena in franchising, che pertanto si trova anche in altre località.
    Grazie per la visita, torna quando vuoi!
    minpepp

  3. Avevo fatto un lungo commento ma non so dove è finito, quindi dovrò riscriverlo. E’ impressionante come entri nella psicologia degli animali. Mi è parso di essere li a sentire la Minnie e Pepper mentre si scambiavano le loro impressioni. MIo figlio (Inve) che da molti anni fa volontariato al “Centro scienze naturali” una associazione che si occupa di curare gli animali selvatici e poi rimetterli in libertà, tante volte mi dice che è sbagliato attribuire agli animali sentimenti che sono dell’uomo. Devo dire che non sono d’accordo, anzi a volte penso che gli animali hanno dei sentimenti se non più forti certamente più genuini dei nostri. Mi sono permesso di dare una sbirciata al tuo archivio e in data 15- 04- 2003 ho letto il racconto del “Piccolo cinghiale e del gatto” Credimi, mi ha emozionato, anzi commosso. Pensa anch’io, quando ho iniziato il mio blog, ho scritto dei raccontini su animali. Sono scritti male ma mi sono rimasti nel cuore. Mi piacerebbe se tu volessi dargli una occhiata. Alcuni sono alla sinistra del blog con la dicitura dei “post preferiti” So che sto diventando veramente pesante, ma credimi non è facile trovare delle persone che sono così sensibili ai loro problemi. In tutti i casi non vorrei che ti sentissi obbligata a leggerli, se vuoi fallo solo quando e se non hai niente da fare. G.G

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