L’intruso (parte prima)


L’intruso (parte prima)


Il 18 luglio 2003 è una data che non dimenticherò mai! Era un venerdì e quella sera la nostra mamy ci giocò un brutto, bruttissimo tiro. Tornò a casa dal lavoro come ogni sera e in braccio aveva un cartone. All’inizio Minnie ed io eravamo tutte eccitate perché pensavamo avesse comperato qualcosa di nuovo che poteva piacere anche a noi, ma quando mamy lo poggiò a terra, vedemmo che su questo cartone erano stati ritagliati dei lunghi rettangoli su tutti i lati, come fosse una specie di gabbia e, sbirciando dentro, cosa ti troviamoAAAAARRRRRGH! UN GATTO! Mamy, ma cosa sono ‘sti scherzi? Ma sei impazzita a portare degli sconosciuti a casa?!? Lei ci dice “OK, adesso state buone e fate buona guardia al micetto nuovo, che la mamma deve tornare alla macchina a prendere le buste della spesa. Torno subito, ma voi non combinate guai e non fate spaventare il piccolino!”


BUONA GUARDIA?!? MICETTO NUOVO?!? Ma allora quella pazza di mamy ha adottato un altro gatto! Ma non può! Non deve! Ci siamo già noi, e che non le bastiamo?!? Che c’entra ‘sto tipo qui? È talmente piccolo che se mi fa incavolare me lo mangio in un sol boccone!!!” e così pensando inizio a soffiargli con forza e convinzione. Minnie lo scruta, gira intorno al cartone, ogni tanto manda una soffiata pure lei, ma poi se ne torna ad occupare il suo posto preferito sul letto di mamy e papy. Certo, se non fosse per me che faccio la guardia agli intrusi che mamy ci porta in casa, Minnie potrebbe ritrovarsi sommersa da animali di ogni genere che tanto non reagirebbe mai. Io invece continuo a fissare quella pulce bianca e rossa e soffio, soffio come un mantice. Lui si rintana in un angolo del cartone… ah-ha, allora gli faccio un po’ di paura a ‘sto scricciolo! Bene, così capisce subito chi è che comanda qui! Per sua fortuna mamy l’ha lasciato nel cartone, che altrimenti già lo starei rincorrendo per tutta la casa!


Dopo poco mamy torna, entra e vede che sto soffiando a quello stupido. “Pepper!” mi grida, “non si soffia al gattino nuovo, lo spaventi!” E allora, di che ti preoccupi? Ma quante pene ti prendi per uno sconosciuto!


Lascia quel brutto ceffo ancora nel cartone per tutto il tempo necessario a riporre la spesa e a mettersi gli abiti da casa, poi lo libera e lo porta in veranda dove sono le ciotole e lui si tuffa in quella dell’acqua. Io sbircio tutta la scena nascosto dietro uno stipite e il sangue mi ribolle: ma quelle sono le nostre ciotole, è la nostra acqua quella che lui sta bevendo con avidità… ma mamy, ma che è ‘sto raptus di generosità che t’è venuto? Intanto la vedo che prende una ciotola pulita dal pensile e ci comincia a versare dentro una pappa diversa dalla nostra; la poggia a terra e io mi avvicino, ma lei mi dice “nooo, non è per te quella, è la pappa del gattino nuovo”. Gli avvicina la ciotola e lui comincia pure a mangiare e quando poi finisce, zitto zitto, quatto quatto si va a rannicchiare in un angolo sotto il tavolo della cucina e si comincia a leccare, gettandomi di tanto in tanto uno sguardo per stare sicuro che non mi sto avvicinando a lui. Be’, almeno ha paura e si tiene a distanza! Io, tanto per non dargli la possibilità di rilassarsi, continuo a mandargli le mie soffiate, cosicché non possa dimenticare che qua il capo sono io!


Mamy dà da mangiare anche a me e Minnie, ma né lei né io abbiamo appetito. Come può pretendere mamy che ci mangiamo la pappa dopo averci scombussolato così l’esistenza?!? Minnie ogni tanto manda una soffiatina all’intruso, ma, conoscendo Minnie, è palese che lo fa solo per potergli passare davanti indisturbata, della serie “bbono, statte bbbono ‘n minuto che devo da passa’, zitto e tranquillo… fssshhhhh e hops… ” e la bambasciona è passata dall’altra parte, manco dovesse attraversare la strada di un leone! I miei soffi, invece, sono come dei ruggiti: io non ho paura di avvicinarmi, piazzarmi davanti al suo muso anche a pochi centimetri di distanza e… fssssshhhhhhh… stai buono lì e non osare muovere un muscolo, piccolo microbo insignificante!


Più tardi durante la serata, vedendo che l’intruso non si muoveva da quell’angoletto che aveva eletto a suo rifugio, mamy se lo va ad imbracciare e lo porta di là con noi in soggiorno… ma uffa! non poteva lasciarlo là dove stava? Comunque, il puzzolo sente che c’è qualcuno che lo rassicura e allora comincia a farsi temerario e a prendere confidenza coll’ambiente. Va in giro per la stanza, annusa di qua, annusa di là, dà una sbirciatina nel cilindro di pelo dell’alberello mio e di Minnie, gioca con i nostri giochini, scopre la nostra cesta… ci entra… ci si acciambella e finalmente ci si addormenta pure! Ma Mamy, e tu lo lasci fare?!? Ma tutto questo non è roba sua! I giochini sono nostri, l’alberello è nostro, la cesta è nostra… ma insomma, ma ti pare giusto concedere tutti questi privilegi al primo sconosciuto che mette zampa in casa?!? Basta! Sono offesa e me ne vado anch’io di là sul lettone con Minnie e… guai a te se ci fai venire pure quel puzzone!


Ogni tanto però vado a dare una sbirciatina da dietro lo stipite della porta: guardalo là, come sta stravaccato, proprio come se la cuccia fosse sua! Qua ci vuole un’altra soffiatina… niente, dorme beato e neanche le sente più le mie soffiate, e mamy mi sgrida pure… uffa! fammi tornare di là, va! E così la serata procede, io che rimango a rodermi il fegato qui sul lettone con Minnie, ogni tanto vado a dare una sbirciatina, quello continua a dormire, io soffio… poi finalmente si sveglia e va all’angolo pappa a bere e a mangiare, si accomoda in cassettina… Eccolo! ormai si comporta come se fosse il padrone di casa! Uffa, mamy, non ce lo voglio quello qua attorno! Mandalo via, mandalo via… per favore!!!


Più tardi arriva l’ora di fare la nanna e per fortuna mamy e papy prendono una saggia decisione: di farlo dormire chiuso nel cartone in cui è stato portato a casa. Sì, giusto! In prigione deve stare, non libero di girare per casa e di fare quello che gli pare a lui, che ormai non s’impressiona più neanche quando gli soffiamo! Veramente mamy e papy lo vogliono rinchiudere perché hanno paura che io e Minnie possiamo fargli del male. In un certo senso hanno ragione: basta che quel microbo faccia un solo “miao” fuori luogo che lo stritolo, però io sono contenta anche perché non rischio che, girando per casa stanotte, me lo possa ritrovare inaspettatamente tra le zampe. Lui non è contento di venire rinchiuso nel cartone e miagola miagola… senti, piccolo rompino, dai retta a me, che è meglio se te ne stai lì che più ti tengo a distanza e meglio è!


Miiinniiie, il campo è sgombro! Mamy ha messo l’intruso a dormire nel suo cartone! Che dici, ce la vogliamo finire la pappa, che stasera la cena non l’abbiamo toccata per niente?!?”


“Eccomi, arrivo! Anche se non ho una gran fame…”


E così, moge e rassegnate ci dirigiamo all’angolo pappa, ma l’atmosfera non è quella di sempre e il nostro umore è decisamente a terra! Chissà che succederà domani? Va be’, domani è un altro giorno! Buonanotte a tutti!


(continua…)

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