Pace in terra!

Pace in terra!

“Ehi, Minnie, cos’è quel pezzo di stoffa tutta colorata che mamy e papy stanno appendendo alla ringhiera del balcone?”

“E’ una bandiera.”

“Ah! e perché la stanno mettendo lì? Mamy i panni da asciugare non li mette sullo stendino?”

“Ma quella non è da asciugare, stupidella! La stanno mettendo lì perché c’è scritto sopra “PACE”, non lo vedi?”

“E allora?”

“Allora, la stanno appendendo fuori il balcone perché vogliono far sapere a tutto il mondo che sono a favore della pace!”

“Ah! e che vuol dire “pace”?”

“Eh, questa sì che è una domanda intelligente! Pace… come faccio a spiegarti… ecco: pace è quello che regna in casa quando tu stai a dormire!”

“Ma come?!? allora mettono fuori la bandiera perché vogliono che passi più tempo a dormire?!?”

“Eh, sì! buonanotte!!! Magari bastasse solo questo: allora gli chiederei di tappezzarci la casa, con le bandiere!!! No, ovviamente non è così facile. Loro stanno appendendo fuori la bandiera perché sono contro la guerra!”

“E cos’è la “guerra”?”

“Mamma, che pazienza! La guerra è una cosa molto brutta, che porta morte e distruzione, hai capito?!?”

“Sì, forse… cioè… no, non ho capito niente!”

“OK, allora siediti, che adesso cerco di spiegarti. Devi sapere che il mondo è formato da tanti paesi e che ognuno di questi ha una persona che lo comanda e il popolo, formato da uomini, donne, bambini e animali, tra cui anche noi gatti. Ogni paese ha delle risorse: i crocchi, le scatolette di pappa umida, il latte, i giochini, insomma… risorse che danno lavoro e ricchezza a chi le produce e lavora. Poi ci sono gli scambi: se un paese produce tanti crocchi, più del suo stesso fabbisogno, li vende agli altri paesi e con il denaro che guadagna da quella vendita, ci compera, per esempio, il latte, che è una risorsa che non produce. Mi stai seguendo?”

“Sì, fin qui è tutto chiaro.”

“Purtroppo, però, può accadere che non sempre chi è a capo di un paese sia una persona di buon senso e dichiara guerra perché vuole acquisire maggiori ricchezze a discapito di altri paesi. E siccome la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni, chi decide di fare la guerra solitamente dichiara di doverlo fare perché il capo di un altro paese è pericoloso, violento, opprime il suo popolo e potrebbe essere lui a dichiarare guerra se non la dichiara un altro a lui per prima, e in qualche caso ciò può anche essere vero. La storia ci insegna, però, che le guerre non sono mai state scatenate dalle buone intenzioni, ma sempre dalla sete di potere e ricchezza: la voglia di allargare i propri confini, di raggiungere uno sbocco sul mare, o anche di impossessarsi di risorse che darebbero potere sia economico che politico.

“E allora che succede?”

“Eh, succede che ognuno schiera contro l’altro uomini addestrati ad uccidere altri uomini e dotati dei mezzi per portare a compimento la loro missione: le armi, appunto, che possono essere fucili automatici, ma anche bombe con un alto potenziale di distruzione. Quando una bomba cade su un obiettivo, questo viene completamente distrutto, e se c’era vicino qualche essere umano, di questo non rimane traccia: muore dilaniato in mille pezzi. E di bombe ce ne sono di tanti tipi: alcuni hanno un raggio d’azione relativamente limitato, ma altri, come la bomba atomica, possono avere un effetto altamente distruttivo anche nel tempo, nel senso che, se anche qualcuno dovesse sopravvivere alla sua deflagrazione, il che è molto improbabile, forse, col tempo, avrebbe ragione di accorgersi che sarebbe stato meglio se fosse crepato al momento dell’esplosione.”

“Ma una volta in televisione ho sentito che parlavano di bombe intelligenti…”

“Le bombe intelligenti…! che bestialità!!! Come si fa a definire intelligente una cosa che uccide le persone e i gatti innocenti! Le bombe possono solo essere stupide, come sono stupide le persone che le usano!!!”

“Sì, t’ho capito, ma allora la televisione cosa intendeva?”

“Eh, intendeva quelle bombe che vengono programmate per agganciare un obiettivo ben preciso e solo quello, evitando di cogliere nel mucchio come facevano le bombe di una volta. In questo modo si dovrebbero colpire solo obiettivi militari e cercare di risparmiare il più alto numero possibile di vittime civili, però secondo me anche questo è una fesseria! Se, per esempio, si decide che lo studio di un’emittente televisiva è un obiettivo militare perché è importante stroncare qualsiasi mezzo di informazione di massa, scegli di colpire solo la sede di quell’emittente e sai che la bomba intelligente la centrerà alla perfezione. Ma in quell’emittente c’è gente che lavora! Giornalisti, annunciatori, operatori, segretarie, guardie per la sicurezza, gatti nelle cantine… come la mettiamo con loro? Mica sono soldati addestrati che hanno scelto di combattere… sono vittime innocenti anch’essi! E allora dove sta l’intelligenza di queste bombe, eh?”

“Mah! io faccio veramente una gran fatica a capirli questi umani! Ma perché i nostri sentimenti e i loro sono così diversi? Voglio dire: ti ricordi la prima volta che sono arrivata in questa casa? Ricordi che non eri sicuramente felice di avermi tra i piedi: tu che fino ad allora eri stata la regina incontrastata della casa, all’improvviso ti vedi piombare un’estranea che invade il tuo territorio.”

“Porca miseria, se me la ricordo quella volta! Abbiamo trascorso le prime ventiquattr’ore a soffiarci e a ringhiarci contro!”

“E’ vero, però ti ricordi pure che poi è successo qualcosa, è difficile dire cosa… c’è stata come una specie di intesa, una sorta di complicità per cui abbiamo capito che, se c’era posto per una, perché non ci poteva essere posto per due? Perché essere nemiche, e non piuttosto amiche che si fanno compagnia, che magari bisticciano pure, ma che fondamentalmente si vogliono bene? E’ stato come il flash di una macchina fotografica! Da quel momento abbiamo diviso tutto: lo spazio, i giochi, il cibo, la cassettina e l’affetto di mamy e papy!”

“E’ vero: ventiquattr’ore a soffiarci contro per poi capire che l’amore e la comprensione vanno al di là di tutto: della territorialità, del dominio, della ricchezza… perché gli umani non passano più tempo ad osservarci per capire quali sono i sentimenti che danno l’impulso alle nostre azioni, per prendere esempio e fare come noi: la vita potrebbe essere tanto più facile!”

“Senti, Minnie, ma che dici: se glielo chiediamo a mamy e papy, ce la compreranno una bandiera della pace pure a noi?”

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