Abbiamo visite!

Abbiamo visite!

BUUZZZ… BUUZZZ! “Chi è?… ah, Peppe, sali!”


Pepper? Eccomi, sono qui! Che volete?” Neanche mi si filano… mamy ha aperto la porta d’ingresso e pare stia aspettando qualcuno… “Ciao, Peppe, sei arrivato finalmente! La partita è già iniziata da qualche minuto!”


“Sì, lo so, ma mi sono ricordato all’ultimo momento che oggi è il compleanno di una mia amica e sono dovuto andare di corsa a prenderle un pensierino.”

“Ma insomma, chi è sto Pepper? Qua di Pepper ci sono solo io… ” e intanto ‘sto ragazzone che è arrivato e che si fa arbitrariamente chiamare come me si è seduto sul divano ed ha accettato un drink. Ma chi sei? Chi t’ha chiamato? Che sei venuto a fare?!?

“Peppe, Minnie la conoscevi già, vero? Quest’altra sorcetta, invece, mi sa che non l’avevi ancora vista.” Sorcetta?!? A chi? A me?!? Mamy, ma ti sei bevuta il cervello??? Io i sorci me li magno! E intanto questo tizio che dice di chiamarsi Pepper allunga una mano verso di me ma… col cavolo che mi faccio toccare da lui! E’ piombato qui a casa mia senza preavviso, si è seduto sul divano, monopolizzerà la televisione per la serata perché ha chiesto di poter venire a vedere una partita di basket, pretende di avere il nome uguale al mio e mi vuole anche toccare?!? Ma pussa via! Adesso mi accuccio sulla mia sedia sotto il tavolo, così da lì lo posso tenere d’occhio senza che lui mi veda…

Minnie gira attorno al nuovo venuto tenendosi ben a distanza e con fare circospetto, ma va bè che lei è sempre circospetta, c’ha paura pure della sua ombra! Dopo un po’ anche lei salta su una sedia vicino alla mia. “Oh, Minnie, ma tu lo conosci ‘sto tizio? Chi è?”

“E’ il cugino di mamy, quello che si è chiuso le dita nel cassetto.”

“Comeee? così grande e grosso, si è chiuso le dita nel cassetto?!?”

“Ma non adesso, scema, quando era un bambino piccolo!”


“Aaahh, ecco! volevo ben dire… e perché si chiama come me?”

“Non si chiama come te, stupidotta! Si chiama Giuseppe, però per fare prima lo chiamano Peppe, che suona come il nome tuo, ma è diverso!”

“Aahhh, adesso ho capito! Ma tu è da tanto che lo conosci? Che tipo è?”

“Un bravo ragazzo, tranquillo, non è rumoroso, cerca sempre di farmi le coccole, solo che io, beh, lo sai, non mi faccio toccare volentieri da chiunque…”

“Si, lo so, lo so…”

“Sai, i primi tempi che stavo qui, quando ogni tanto veniva chiamava “sorcio” anche me: secondo me questi umani non hanno le idee molto chiare” e mentre mi parla improvvisamente papy e Peppe esplodono in esclamazioni convulse. Minnie in un attimo si va a dileguare sotto il letto; io rimango sulla sedia ma ho il cuore a mille! E che miseria, ma possibile che questi umani, ogni volta che vedono una palla che rotola o che rimbalza e qualche scemo che la spinge a destra e a manca, devono farsi prendere da questi attacchi di isterismo?!? Quanto è più bello quando mamy si allunga sul divano a guardare un film ed io mi posso stendere su di lei, perché tanto lei non si sognerebbe mai di mettersi a urlare e a sbraitare e a dire le parolacce… mah! Ecco, adesso siete contenti? Cosa avete concluso con i vostri urli? Avete spaventato Minnie, che chissà adesso quando verrà fuori da sotto il letto, e a me per poco non mi facevate prendere un infarto! Sapete che c’è di nuovo? Io da qui me ne vado, tanto ormai l’ho saputo chi è il visitatore e non ho più motivo di scrutarlo. Adesso me ne vado un po’ sul letto di mamy, così può darsi che salti su anche Minnie e ci facciamo un incontro di wrestling.

Dopo un po’ arriva anche mamy, che si stende e comincia a giocare con noi. Anche lei è dell’avviso che la nostra compagnia è di gran lunga più piacevole che starsene a vedere un incontro sportivo alla televisione con due urlatori indemoniati!

Passa il tempo e finalmente quella dannata partita in TV finisce. Ovviamente ci tocca sciropparci tutte le critiche, i ‘fanc…, gli ‘az… che normalmente fanno seguito ad un incontro in cui la squadra per cui fai il tifo perde! Bla, bla, bla… uff, ma quando se ne va questo qua, che mi sono stufata di starlo a sentire! Ma ecco che arriva mamy, mi afferra e mi porta vicino al visitatore di nome Peppe. Beh, sapete, adesso che lo guardo più da vicino, non mi sembra tanto malaccio: ha una faccia simpatica, un sorriso luminoso… Mamy non mi lascia andare e lui ne approfitta per allungare una mano e darmi dei grattini in testa e, mentre lo fa, mi dice “Ehi, ma lo sai che io e te ci chiamiamo quasi allo stesso modo?”

Bella scoperta! E ti c’è voluto così tanto per scoprirlo?!? Io è tutta la sera che vado dicendo “ma chi è ‘sto fesso che si fa chiamare come me?!?” Mamma, ‘sti umani, quanto sono lenti ad afferrare anche le cose più elementari della realtà che li circonda… aaahh, se soltanto noi felini avessimo il dono della parola…

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